Lo Stato etico

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Le attuali società umane sono caratterizzate da una prevalenza di atteggiamenti egocentrici e prevaricanti, che trovano origine e forza  in un orientamento dell’uomo essenzialmente centrato sull’aspetto materiale dell’esistenza, avendo in oblio la dimensione spirituale ed etico morale ( si veda, Aronne D. e Cohen S.C.,  in The Global Review, http://the global.review/it/).

I sistemi educativi prevalenti non si mostrano  capaci di correggere questa indesiderabile condizione di disequilibrio, al contrario essi contribuiscono  nei fatti ad una sua accentuazione, poiché  l’istruzione è nella  norma estranea agli aspetti immateriali  e “trascendenti” dell’esistenza umana e ad un vero approfondimento della realtà nella quale l’uomo è immerso, avendo sostanzialmente in oblio l’insegnamento e lo studio del vero umanesimo (Heidegger M.,1927;1930).

E’ invece forte l’esigenza  di uno Stato che sappia assumere il ruolo del “pater  familias”, al  fine di regolare mediante il Diritto naturale la vita  della Nazione e vigilando che la Legge venga rispettata ed applicata, pena le necessarie sanzioni (Wil A.-Gelissen J.,2002; Aravacik E.D.,2018).

Uno Stato realmente etico dovrebbe in primis occuparsi di fornire ai cittadini un sistema educativo efficace e capace di plasmare una società equa e fondata sul rispetto delle altrui prerogative e del bene comune (Munoz De Bustillo Llorente R.,2019).

Ma così non è.

A ben vedere, i moderni sistemi politico-legislativi  si pongono lo scopo principale di organizzare un efficiente sistema repressivo fondato sulla sanzione piuttosto che su di un attenta attivita’ educativo-formativa ed, in via sussidiaria, rieducativa per i casi di trasgressione della norma.

La verità ultima è che sin troppo spesso gli organi di polizia ed  i tribunali non agiscono in vista della tutela dello “Stato di diritto”, vera garanzia di ogni libero cittadino, ma per garantire la sopravvivenza del regime politico e di potere  del momento.

Pertanto la Legge è il pretesto per reprimere i comportamenti- le azioni- i movimenti politici e di pensiero ed in genere ogni attività contraria alla filosofia dei dominatori di turno, al fine di  rafforzare il potere e gli interessi delle classi in posizioni di supremazia (Tonello F., 2012; 2019) .

In ragione di ciò, non è un semplice eufemismo  affermare che le carceri traboccano d’innocenti, mentre molti veri delinquenti e criminali si annidano nelle istituzioni pubbliche, solo apparentemente adibite alla  tutela  degli  interessi principali della società; bene comune che è continuamente oltraggiato da una classe burocratica e politica nella quale si annidano i servi del potere costituito  e, cosa ancora più grave, da una magistratura che appare per alcuni versi come il braccio armato dell’apparato repressivo per l’abbattimento di tutti quegli uomini ”non allineati”.

Nelle odierne società i tribunali sono luoghi di “libero arbitrio”, dove si realizzano sin troppo spesso  i desiderata personali di alcuni giudici e la tutela dell’interesse dei dominatori.

Ma prescindendo  dalle nostre  ultime considerazioni, che pure non  trascurano  di raccontare la reale situazione delle società moderne, in via generale bisogna affermare che allo stesso modo in cui le regole della convivenza civile vengono di sovente trasgredite, occorrendo  la repressione dell’azione delittuosa e la sua sanzione, così nel  campo dell’Economia e del lavoro finalizzato alla produzione e distribuzione della  Ricchezza sin troppo spesso le ragioni dell’equità vengono offese (Francis Bacon,1561-1626; Rugaber C.S.- Boak J.,2014; Davies J.B.,2016).

In questi casi però gli atteggiamenti prevalenti sono incoraggiati dalla mentalità comune, accettati dalla normativa vigente e sostenuti dagli stessi contenuti della governance economica, com’è nel caso delle politiche monetarie, oltre che giustificati e persino teorizzati  da parte accreditata della Letteratura economica (John Stuart Mill, 1859; Fisher I.,1911; Keynes J.M.,1936; Friedman M.,1962; Minsky H.P.,1986) .

Il risultato di questo generale stato di degenerazione della situazione delle odierne società è davanti agli occhi di ogni lettore attento.

 Ovunque enormi disequilibri nella distribuzione della Ricchezza, diffusa disoccupazione ed ampie sacche di profonda ed irrimediabile povertà,  presente in ogni contesto economico (Piketty Th., 2013).

E ciò è il risultato dell’applicazione dei principi teorizzati da quella parte della Letteratura  definita “liberista”, alla quale è caro il concetto farlocchio dell’efficienza dei mercati e della libera economia privata, predicando il non intervento dei poteri pubblici nelle vicende economiche della Nazione.

Molti  autori  accreditati si oppongono a tale impostazione (primi fra tutti Galbraith J.K., Stigitz J.E., Sen A., Krugman P.).

E’ come invocare il non  intervento delle forze di polizia e dei tribunali  nella repressione del crimine e voler sostenere che i furti- le rapine- gli omicidi ed ogni sorta di delitto e di violenza prevaricante debbano essere rimessi alla giustizia privata dei singoli ed alla capacita’ della societa’ di “auto-regolarsi”.

Un vero assunto di perversione.

 Al contrario  l’Economia, com’anche la società, necessita di regole precise e chiare, che stabiliscano  le procedure ed i confini per un’equa ripartizione della Ricchezza prodotta  e per un corretto funzionamento dei mercati, economici e finanziari, che non sia l’attuale modello  fondato  sulla “truffa” dei popoli e  sulla “espropriazione” del Valore da essi prodotto (Stiglitz J.E.,2019).

 Uno Stato realmente etico e “moderno”, manifestazione di una societa’ “civile”, deve quindi procedere nella propria azione su alcune linee e politiche essenziali, quali:

  • Efficace processo di educazione e formazione dei giovani e di ogni cittadino che ponga la massima attenzione alla conoscenza e diffusione dei principi di un vero “umanesimo”, nel quale primeggi il concetto che “il bene comune e’ primario bene personale”; in tali ideali contesti sociali l’attivita’ repressiva degli apparati giudiziari assume un rilievo secondario, poiche’ l’individuo si mostrera’ capace di auto-regolare se stesso, reprimendo spontaneamente gli atteggiamenti che si oppongono alle liberta’ e prerogative altrui.
  • Una istruzione scolastica che insieme allo studio delle discipline umaniste ponga attenzione alla conoscenza dei principi fondamentali dell’economia, vale a dire della produzione del Valore-Reddito e degli efficaci sistemi per una sua equa distribuzone, affinche’ ogni partecipante alle produzioni possa ricevere una quota della Ricchezza prodotta idonea ad assicurare dignitose condizioni di esistenza. Cio’ comporta l‘assunzione di atteggiamenti responsabili in seno alle organizzazioni di lavoro, private e pubbliche, giacche’ ogni individuo e’ consapevole del proprio ruolo e contributo nel processo in atto di produzione e distribuzione del Valore-Ricchezza, a vantaggio della collettivita’ di riferimento e della Nazione intera.
  • Una governance economica efficace ed intrusiva nei processi di produzione del Reddito e nelle fasi della sua distribuzione, per evitare e reprimere comportamenti di lesione ed offesa dell’interesse economico dei lavoratori di ogni ordine e grado, abbattendo la supremazia del capitale che assurgera’ al ruolo di fattore della produzione idoneo a massimizzare i risultati in termini quantitativi e qualitativi ma pur sempre subordinato agli interessi ed alla dignita’ dell’uomo (Yerushalmi D. 2018;2019,su The Global Review).

Da tali politiche e scenari sociali potra’ sorgere la figura di uno Stato realmente etico, il cui fine principale se non esclusivo e’ la vittoria sull’egoismo ed egocentrismo umano, fonte del crimine e di ogni delitto, e la corretta ripartizione della Ricchezza prodotta, con l’equo impiego dei propri cittadini in qualita’ di lavoratori e nel pieno rispetto delle proprie prerogative umane.

About Author

Dottorato di ricerca al MIT-Massachusset. Sociologo e Professor in diverse Università anglosassoni. Oggi studia e ricerca sulle tematiche dell’Antropologia in Israele.

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