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La Biodiversità Linguistica

Si è detto che la fonologia è la parte più superficiale del linguaggio: il che la fa sembrare prescindibile.  Ma la prima, e più evidente, diversità delle lingue sta proprio nei suoni che le costituiscono, i quali , anche quando sono simili, non sono mai sovrapponibili. Sfogliando quella specie di enciclopedia sonora che è l’Ucla Phonetic Segment Inventory Database(1) , il repertorio fonetico fino ad oggi più attendibile e completo, si può toccare con mano l’effetto Babele ossia la legge di difformità che sembra governare il linguaggio

L’uomo è l’unica specie vivente dotata di uno strumento di comunicazione così altamente differenziato e trascurare questo dato naturale prima che culturale sarebbe contrario ad ogni scienza.

(1) I creatori, Peter Ladefoged e Ian Maddieson (1996), ne hanno dato una sistemazione tipologica in The sounds of the World’s Languages. Oxford: Blackwell

Parole chiave: fonologia, vocali, consonanti, diversità, babele

Numero di pagine: 8

Prof. Lucio D’Arcangelo
Docente universitario dal 1971, prima presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Torino, dove è stato allievo di Giuliano Bonfante, e poi presso la Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio”, Lucio D’Arcangelo ha lasciato l’università nel 2000. Negli ultimi anni si è dedicato in piena autonomia alla linguistica ed è stato il responsabile tecnico-scientifico del disegno di legge n. 993 del 21 dicembre 2001 per la costituzione del Consiglio Superiore della Lingua Italiana. Tra i suoi ultimi libri Difesa dell’italiano (Roma, 2003), Breviario di italiano (2009), La spirale di Gabelentz (2012), Il genio della lingua (2016). Ha scritto su vari quotidiani e nel 2006 ha partecipato alle trasmissioni di Rai International e in particolare al programma “Viva Dante!”. Collabora a Vita e pensiero e a Lingua Italiana d‘oggi.
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