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Corporativismo e Keynesismo: Priorità della domanda e partecipazione agli utili

Il merito principale di John Maynard Keynes fu di riscoprire la priorità della domanda sull’offerta per l’efficiente e socialmente equo funzionamento dell’economia moderna. Tuttavia il grande economista inglese, che sempre si dichiarò e rimase un liberale, era erede di una tradizione più antica di lui, intesa ad individuare vie associative tra produttori e vie per la partecipazione del lavoro alla gestione ed agli utili aziendali. Una tradizione risalente alla critica conservatrice, post-rivoluzionaria, al liberismo ma che nel corso del XIX secolo, allontanatasi la prospettiva immediatamente reattiva, era stata fatta propria ed ampliata nei suoi postulati e nelle sue piattaforme riformiste anche dal cattolicesimo sociale, dal mazzinianesimo, dal socialismo sindacalista non marxista, dalla socialdemocrazia, dal nazionalismo sociale e che nel secolo XX avrebbe trovato, negli stessi anni nei quali compariva la keynesiana “Teoria generale”, tentativi di realizzazione negli esperimenti corporativi messi in atto in Europa ed ai quali, in silente ma sostanziale continuità, si ispirarono anche le politiche economiche del periodo del grande sviluppo economico del secondo dopoguerra. L’idea associativa e partecipativa è stata approfondita anche nell’ambito della scienza economica da autorevoli economisti di diverso orientamento, da Einaudi a Meade. Tutti ne hanno messo in evidenza le potenzialità per un efficace andamento economico e, in prospettiva keynesiana, di strumento per il sostegno della domanda aggregata. Tuttavia,  resta fondamentale agire in funzione anticiclica anche sul salario base, mantenendone o aumentandone nei periodi di recessione, il livello di volta in volta storicamente vigente in connessione con le capacità tecnologiche di produzione. La riduzione delle tasse, anche di quelle sul lavoro, va pensata sempre tenendo presente la maggiore propensione alla spesa dei ceti medio-bassi rispetto a quelli abbienti, mentre sul salario minimo, una proposta originariamente non appartenente alla “sinistra”, il discorso deve essere implementato in modo da non togliere ai lavoratori le tutele garantite dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Parole chiavi

Corporativismo, keynesismo, domanda, offerta, partecipazione agli utili, cattolicesimo, socialismo, nazionalismo, fisco, salario base, salario minimo.

Prof. Luigi Copertino
Luigi Copertino (Busto Arsizio, Varese, 1963) vive a Chieti. Dottore in giurisprudenza, con tesi in Filosofia del Diritto, funzionario regionale, giornalista pubblicista. Specializzato in “Studi dei valori giuridici e monetari” presso la cattedra di Teoria Generale del Diritto nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo. Si occupa del pensiero teologico-filosofico-giuridico-politico-economico in stretta connessione con la concretezza della storia. Ha collaborato con la cattedra di Storia e Istituzioni dei Paesi afroasiatici della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo e con l’Istituto Enrico Mattei in Alti Studi sul Vicino Oriente, di Roma, nell’ambito del Master “Enrico Mattei” in Medio Oriente. Similare attività didattica ha svolto per l’Università d’Estate della Repubblica di San Marino, su tematiche relative all’identità storico-religiosa dell’Europa. Collabora a molteplici riviste culturali ed è autore di diversi volumi su tematiche di spiritualità, storia, filosofia politica e moneta.
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