L’Ordine Cosmico tradito

0

“Parola di benedizione di Enoc, come egli benedisse gli eletti ed i giusti che, nel giorno dell’afflizione, han da essere per scacciare i malvagi e gli empi” (Libro di Enoc, Cap. I – numero 1.)

Colui che ha capacità d’intelligere sa che tutte le cose sono state create secondo la Volontà dell’Altissimo, del Dio Eterno, l’Uno, per esprimere nell’”immanente” la Giustizia ovvero lo schema dell’Ordine Cosmico, che comprende la Legge (mosaica) ed anche la “sorte” di ciascun individuo (l’uomo) in questo mondo.

La sapienza antica insegna che la Giustizia e’ stata creata per mezzo ed in funzione del Figlio dell’Uomo (il Figlio di Dio), il Cristo Signore; spetterà a Lui di svelare “… tutti i luoghi di deposito dei misteri …” e manifestare la Volontà del Padre Eterno, sino ad ora non realizzata a causa evidente della perversione e della iniquità degli esseri umani.

“Costui e’ il Figlio dell’Uomo, per il quale fu fatta la giustizia e col quale e’ stata fatta la giustizia …. poiché il Signore degli spiriti lo ha prescelto e la cui sorte ha vinto tutti, al cospetto del Signore … in giustizia, in eterno” (Libro di Enoc, Cap. XLVI- punto 3).

“E questo Figlio dell’Uomo … toglierà i re ed i potenti dalle loro sedi ed i forti dai loro troni … Ed Egli piegherà la faccia dei potenti, Ii riempirà la vergogna, e la tenebra sarà la loro sede e i vermi il suo letto e non avranno speranza di sollevarsi … poiché non esaltano il Signore degli spiriti” (Libro di Enoc, Cap. XLVI- punto 4,6).

Gli studiosi e coloro che ricercano la Verità, al fine di illuminare la propria Vita, sanno che “ … l’uomo fu creato a immagine e somiglianza del Padre …” e che, per questo, il fine ultimo del percorso evolutivo e’ la santità dell’essere umano, vale a dire la piena e completa adesione spontanea alla Legge, la sapienza intesa come conoscenza degli aspetti essenziali dell’Ordine Cosmico e l’intelligenza ovvero capacità di esprimere un’esistenza materiale equilibrata, amorevole ed in armonia con il Creato.  

Certo e’ che il cammino evolutivo non e’ breve e che esso si dispiega in lunghi eoni di tempo, nella norma non comprensibili dalla mente umana. Ciò non ostante, la meta sarà raggiunta indipendentemente dalla volontà dell’uomo.

La manifestazione del Progetto fonda sulla relazione tra due principali Forze Cosmiche (si veda un nostro precedente lavoro su The Global Review), apparentemente in contrasto tra loro: la Shakty del Mahat (la Mano Sinistra) e la Shakty del Buddy (la Mano Destra).

La prima esprime il Potere della materia, dell’immanenza: vivendo nel proprio corpo l’uomo assume conoscenza della forza delle “tenebre”, occasione propizia ed utile per sviluppare il “manas” ovvero l’intelligenza concreta, la capacità di controllo e di dominio dell’ambiente esistenziale, qualità già presenti negli animali mammiferi più evoluti.

La Shakty del Buddy manifesta il Potere dello Spirito, del Figlio dell’Uomo (il Cristo), che comporta astrazione dalla mondanità e sviluppo dell’intelligenza interiore ed infine della santità e sapienza:

“ … preoccupatevi di costruire una casa in Cielo … ed il resto vi sarà dato in sovrappiù …” (Vangeli).

E’ chiaro quindi che il percorso evolutivo dell’umanità’, parte essenziale e dominante dell’intero Creato in quanto “ … immagine e somiglianza del Padre …”, passa necessariamente attraverso la fase del “peccato”, della ricerca (illusoria) del piacere, della ricchezza, a costo anche della prevaricazione del proprio simile e della trasgressione della Legge.

La saggezza non trovò posto dove stare e la sua sede era nei Cieli. Essa venne a stare tra i figli degli uomini e non trovò posto. Ritornò nella propria sede e si mise tra gli angeli. La ingiustizia uscì dai propri serbatoi, trovò quelli che non voleva e si assise in mezzo a loro come pioggia nel deserto e rugiada sulla terra assetata’ “ (Libro di Enoc, Cap. XLII- punto 1- 2).

Il mito adamico fa ben comprendere la natura e qualità del percorso che l’umanità’ deve compiere: l’uomo acquisisce “conoscenza” dopo aver mangiato il frutto proibito (la mela), vale a dire acquisendo ed esercitando il “libero arbitrio” che comporta la capacità di discernere “il bene ed il male”, pagando il “fio” (le conseguenze) delle proprie azioni.

“Questo e’ l’albero della conoscenza da cui mangiarono il tuo padre antico e la tua madre antica che ti hanno preceduto ed hanno appreso la sapienza, si aprirono i loro occhi, seppero che erano nudi e furono scacciati dal giardino” (Libro di Enoc, Cap. XXXII – punto 6).

Il fatto e’ che il Proposito del Creatore dispiega i suoi aspetti essenziali in un determinato intervallo “spazio-temporale”, secondo lo schema dell’Ordine Cosmico.

E’ dunque così per il nostro Pianeta e Sistema solare.

 Un Maestro dell’umanità’ ha  esplicitato questo concetto, mediante la ben nota parabola del “campo di grano”: “ … il Regno dei cieli e’ come un campo di grano … va il seminatore e sparge il seme … la notte il Nemico semina la zizzania … il Padrone del campo dice allora al seminatore < non sradicare la zizzania in modo da non danneggiare il grano … al tempo del raccolto separa prima la zizzania … che brucerai nel fuoco … mentre il grano lo riporrai nei miei depositi> …” (Vangeli).

La sapienza antica, anche per mezzo dei Profeti di ogni razza e religione, ha ben rappresentato il “Tempo del Giudizio”, l’epoca del raccolto: l’uomo desto alla coscienza interiore riconosce i “segni” della Volontà Divina osservando le vicende che attualmente interessano l’intero contesto planetario.

Il processo “separativo” in atto non e’ piacevole; esso comporta disordine, distruzione, confusione, dolore.

Vengono frantumati i punti di riferimento materiali nella coscienza umana, per far sì che l’individuo che ne ha la capacità “risvegli” in se stesso l’intelligenza interiore, la visione, il discernimento del bene e del male: fortifichi la luce interiore, unico elemento che lo può rendere realmente libero.

“In verità vi dico … la Verità vi renderà liberi …” (il Cristo, Vangeli).

“E in quel tempo, vidi la fonte della giustizia, incalcolabile, con intorno molte fonti di sapienza e tutti, assetati, bevevano da esse, si riempivano di sapienza e la loro sede era coi giusti, coi santi e con gli eletti … E, in quell’ora, questo Figlio dell’Uomo fu nominato presso il Signore degli spiriti … al cospetto del < Capo dei Giorni >… Egli sarà il bastone dei santi e dei giusti affinché si appoggino ad esso e non cadano, e sarà la luce dei popoli e speranza per coloro che soffrono nel loro animo” (Il Libro di Enoc, Cap. XLVIII – punto 1,2,4).

“… Chi ha orecchie per intendere intenda …”.

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

Comments are closed.