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EDITORIALE del 23 Marzo 2022

In questo numero, The Global Review, presenta le seguenti tre proposte
Dr. Luigi Copertino
Prof. Enea Franza
Mr. David Yerushalmi

“Alle radici sovra-economiche della produzione e della redistribuzione della ricchezza -1-“.
LUIGI COPERTINO, storico ed apprezzato autore della Rivista, in questa sua analisi ci propone  una interpretazione delle radici “etiche” della distribuzione del Reddito, traendo spunto dalla Enciclica del 2009,”Caritas in Veritate” del Pontefice Benedetto XVI.

Il concetto fondamentale intorno a cui si sviluppa l’analisi, individua il principio per cui una equilibrata distribuzione del Reddito prodotto nelle Nazioni non puo’ prescindere da una diffusione della proprieta’ privata intesa come capitale “tecnico produttivo”, in contrapposizione all’accumulazione finanziaria e capitalistica; ciò sia nella forma delle grandi compagnie private che in quella statalista, intesa come nazionalizzazione integrale dei mezzi di produzione.

Alla luce di tale premessa l’Autore sviluppa la propria analisi comparando Distributismo con gli assunti delle differenti “scuole” della scienza economica che si sono succedute nel tempo, con la premessa che “… la condizione imprescindibile per il distributismo e’ la metanoia, ossia la conversione del cuore all’Amore di Dio”.

“La TV non può bastare alla Russia di Putin senza il frigorifero pieno.”
ENEA FRANZA, autore più che apprezzato della Review, in qualità di direttore del Dipartimento di Scienze Politiche di Unipeace-UN, con questo suo lavoro ci restituisce una fotografia della Russia, attraverso la definizione della sua complessità ricca di luci ed ombre.

Il quadro complessivo che ne esce presenta degli elementi fortemente inaspettati se si considerano gli eventi drammatici che attualmente stanno scuotendo la scena mondiale attraverso il conflitto ucraino.

La Russia è un paese immenso, per certi versi fragile, con una estrema discontinuità che amplia strutturalmente le differenze tra centri urbanizzati e zone rurali, e ciò nonostante le immense ricchezze umane e riserve quasi inesauribili di risorse naturali.

Dalla comparazione tra i dati economici di Mosca e quelli dei principali paesi occidentali, emerge con forza una debolezza sempre più insostenibile che vede nelle sanzioni che già dal 2014 pesavano sulla economia nazionale, ed a cui si sono aggiunte quelle attuali, una condizione che sempre più avvicina ad un punto di default che potrebbe generare conseguenze imprevedibili.

I drammatici “venti di guerra” però costringono il rinato neo-blocco occidentale, anche in considerazione di quanto sta accadendo rispetto alla Russia che solo una decina di anni fa aveva richiesto  un suo inserimento significativo all’interno della NATO, ad una riflessione ulteriore.

Appare fondato infatti ritenere che molti paesi oggi alleati o neutrali, in un futuro più o meno lontano, quando ci fosse una fonte di disaccordo o un focolaio, potrebbero subire una sorte simile; ciò quindi amplifica il senso di incertezza globale che sempre più permea la Relazioni Internazionali e la contemporaneità.

Ciò però obbligherà ad un nuovo posizionamento sullo scaffale della libreria, del saggio di Francis Fukuyama “La Fine della Storia”, che più correttamente verrà riposto accanto ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll.

“La manipolazione delle idee dei cittadini”.
DAVID YERUSHALMI, antropologo ed economista di livello internazionale, nel suo lavoro si interroga sui processi manipolativi a cui sono sottoposti i cittadini delle moderne democrazie.

Egli afferma che nelle Nazioni moderne, il sistema elettorale sarebbe “truccato”, dal momento che i partiti politici che si contendono il potere, di norma sono pronti al “tradimento dell’elettorato” appena acquisiscono la leadership.

Questo processo determinerebbe una situazione definita “il paradosso dell’elettore”, nella quale il cittadino elettore verrebbe indotto a partecipare al voto in ragione di un distorto concetto di “virtu’ civile”, abilmente veicolato dalla propaganda di regime.

L’abilita’ strategica di tale azione consisterebbe nella capacità di dimostrare alle masse che gli interessi dei Dominatori coincidono con quelli della Nazione e della collettività.

Ciò svelerebbe, quindi, quanto “il mercato delle idee” si riveli  distorto in quanto manipolato attraverso una prospettiva strumentale, finalizzata al nascondere la situazione reale del Paese e le sue ricadute sulla scena internazionale.

La Letteratura definisce “Framing” il tentativo di manipolare i comportamenti dei cittadini influenzando il loro sistema di percezioni, con il risultato di una duplice manipolazione: a fini economici ed a fini politici.

Le idee prevalenti, conosciute con il termine “pubblica opinione”, non sarebbero quindi il risultato di una libera diffusione di dati e notizie, e di conseguenza la “battaglia delle idee” tra Dominatori e Dominati non potrebbe svolgersi ad armi pari.

BUONA LETTURA
Il Direttore
Prof Francesco Campo

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