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Mercati: le parole valgono più dei fatti

Parole, parole, parole, al solo fine di attirare in “trappola” l’ignaro privato investitore.

Situazione sicuramente non nuova, ma che in questi ultimi mesi ha visto una grande accelerazione del fenomeno. E’ conosciuto come “insider trading”, con tutte le conseguenze repressivo-legali che dovrebbero essere inflitte dalle autorità di vigilanza.

Oggi è diventato un vanto di molti “grandi investitori”, che usano i mezzi mediatici per creare e alimentare l’interesse su singoli fattori / titoli, incrementandone quindi la volatilità, che si traduce spesso in grandi profitti per gli organizzatori della manovra, nel totale spregio dei principi comuni di “tutela” del pubblico risparmio.

Di esempi se ne possono fare molti. Come i vari Meme stocks, ovvero raccolta di interessi (per acquisti) per il tramite di un’applicazione su piattaforma on-line, come Robin Hood, utilizzata per effettuare operazioni su alcuni titoli: i risultati sono come quelli registrati per il titolo Tesla, capitalizzato per un valore di oltre un trilione di $ si e’ generato un movimento al rialzo del 15pc in sole 24ore!!! Oppure, operazioni di mercato finalizzate alla realizzazione di Short-Squeeze ovvero di ampi stop-loss su posizioni di consistenti ammontare di capitali giocate “al ribasso”, per cui l’investitore e’ “costretto” a riacquistare per limitare le perdite.

Di questi “giochi di mercato” sono autori anche le stesse Banche Centrali, che con l’accorpamento dei loro acquisti QE, PEPP ed altri, azionati in un singolo preciso momento d’intesa con le altre principali istituzioni, realizzano acquisti su Bonds in una fase in cui i rendimenti si mostrano al rialzo, coincidente con un record di shorts sui mercati.

Si registra quindi un’esacerbazione della speculazione tramite derivati con utilizzo della leva finanziaria, fenomeno che riguarda in modo crescente il mercato delle materie prime; e’ il caso del legname, dei metalli in genere, delle terre rare, degli agro-alimentari e dei fertilizzanti.

Il fenomeno e’ ampiamente sostenuto da media conniventi che diffondono aspettative di una prossima e marcata ripresa dell’Economia; la qual cosa appare assai improbabile in ragione della continua riduzione dei consumi dovuta ad una sensibile contrazione del potere di acquisto del cittadino medio: per un verso, per l’aumento sensibile della disoccupazione con riduzione della paga media, per altro, per un fenomeno generalizzato di accentuata inflazione del tutto ingiustificata e dovuta alla rincorsa dei profitti da parte del produttore-capitalista.

Invero si è osservato un rialzo significativo dei prezzi, principalmente alimentari, agricoli, trasporti, energia elettrica e gas; mentre i salari languono su bassi livelli ed, in casi sempre più diffusi, mostrano una tendenza alla diminuzione.

L’ottimismo degli investitori e’ ai record massimi con indici in forte rialzo

La speculazione è ai massimi storici dall’anno ’20 del secolo scorso, la sopra valutazione dei titoli ha superato il limite storico del 1990, le sfide geopolitiche mostrano tensioni equivalenti a quelle manifeste negli anni ’70.

I Mercati finanziari restano principalmente interessati alla ricerca del “rendimento” ad ogni costo, con la conseguenza di una volatilità crescente per via di un’intensità’ delle attività speculative al di là di ogni limite.

Dunque, a ben osservare le dinamiche generali dell’Economia e dei Mercati non si può che rilevare un’alta probabilità per la manifestazione di una fase di accentuata stagflazione (aumento dei prezzi e riduzione dei consumi e dei livelli di reddito), connessa immancabilmente ad un’acuta recessione

Volumi opzioni record – 3 volte sopra il 2020

Poco viene comunicato sulle cosiddette valute digitali che sono al varo da parte di numerosi Governi, con la Cina già in fase di attivazione.

La moneta digitale si contrappone alle cripto valute, le quali sembrano contenere migliori attributi di qualità, rappresentando al momento un’alternativa all’uso del contante, sempre più osteggiato da numerose Nazioni. La facilità di utilizzo, i bassi costi di gestione e di transazione, la velocità di esecuzione degli ordini, hanno fatto diffondere marcatamente il loro utilizzo.

In relazione a tale fenomeno di diffusione delle cripto valute i Governi temono la perdita di controllo dei mercati monetari.

 Ed allora sono molte le ragioni per restare cauti:

  • divulgazione di dati e notizie economiche e finanziarie distorte;
  • evidenza di un processo di stagflazione sempre più accentuato, dovuto ad un continuo aumento dei prezzi con contestuale riduzione dei consumi;
  • un persistente fenomeno di supply-chain, ovvero mancanza di prodotti sui mercati di riferimento;
  • una tendenza al rialzo dei tassi d’interesse, con forte incremento dei livelli d’indebitamento pubblico e privato ed accentuazione dei rischi d’insolvenze generalizzate.
Dr. Bruno Chastonay
Valente professionista del settore finanziario, ha svolto attività in alcune principali banche elvetiche nei settori della tesoreria, dei metalli e dei derivati. E’ esperto nella gestione professionale del risparmio su base personalizzata ed è fiduciario finanziario, ai sensi della legislazione elvetica. Ha collaborato con le Università di Bari e Pescara. Attualmente svolge l’attività di analista finanziario globale. Vive e lavora a Lugano.
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