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Investimenti e Speculazione

Gli investimenti seguono la logica delle valutazioni economiche.

 La speculazione è psicologia ovvero intelligenza emozionale.

L’esempio è riferibile a quel comportamento dei soggetti economici che pone fiducia nel “pezzo di carta” (biglietti-titoli), (sul biglietto legale USA-$- c’è scritto: In God we Trust, speriamo in Dio).

Difficile distinguere nei mercati finanziari:

  • quanto le negoziazioni derivano dalla reale necessità operativa, legata alle coperture di scambi commerciali effettuati, per intenderci; e
  • quanto invece non sia “sentimento” speculativo ovvero desiderio di creare reddito tramite il trading ovvero le contrattazioni di mercato.

Di questo fattore (la speculazione), importante fonte di reddito per tutta la comunità finanziaria, banche centrali e governi compresi, se n’è discusso molto.

Fattori etici, volumi eccessivi, difficoltà di controllo e d’intervento.

Dopo lunghi anni passati in una crescente libertà operativa dei mercati mondiali, che ha portato ad un incremento record dei volumi transati, le banche centrali hanno cambiato modus operandi.

In precedenza, intervenivano tramite operazioni dirette di acquisto o di vendita, nell’intento di condizionare il prezzo di mercato di alcuni titoli, principalmente quelli di emissione pubblica (lo Stato).

Tale atteggiamento ha creato:

  • ampie perdite nei loro bilanci,
  • vari fallimenti rispetto agli obiettivi stabiliti, anche con peggioramento delle situazioni di mercato.

Il fenomeno è riconducibile ad un insufficiente livello di fiducia degli operatori professionali sulle politiche condotte in genere dalle banche centrali. Nell’ottica della speculazione, una specifica azione d’intervento mette in risalto il problema ed attira su di essa l’attenzione degli investitori, che ne approfittano amplificando il fenomeno.

Gli esempi eclatanti sono molteplici dalla speculazione sulla:

  • lira italiana,
  • senza trascurare il dollaro, o
  • l’euro nelle fasi iniziali della sua circolazione.

Sui mercati odierni, si registra ancora qualche tensione “speculativa” ma più sporadica rispetto al passato, come quella sulla lira turca, dollaro Hong Kong, o su mercati cosiddetti “esotici”: i “talloni di Achille” considerati interessanti dagli speculatori, alla ricerca di punti di debolezza del sistema; nella norma rappresentati da mercati caratterizzati da bassi volumi negoziali, e quindi con debole tenuta delle quotazioni.

Più facile “aggredire” strumenti finanziari quali titoli, bonds, valute, commodity, sul mercato locale e settoriale nei paesi terzi, che non valori finanziari sotto il controllo di poteri di mercato quali la FED e la ECB (Banca Centrale Europea).

In passato primeggiavano le decisioni politiche nel determinare il modus operandi dei vari Governi, contrastati da critiche ed orientamenti diversi, da enti sovranazionali quali IMF, Banca Mondiale.

Oggi, si manifestano modificazioni strutturali apparentemente finalizzate ad una maggiore trasparenza e che hanno portato a dei cambiamenti di contenuto nei flussi informativi.

L’esigenza informativa è attualmente come il lavoro di un chirurgo, con conoscenze ampie sulle:

  • principali attese degli operatori e quindi dei mercati,
  • dei volumi transati in ogni momento e
  • sull’origine degli stessi (chi e come).

È maggiore l’influenza della pubblicazione periodica di dati economici, di commenti mirati, di interventi non dichiarati; è influente la conoscenza delle “posizioni aperte” da parte degli operatori di mercato, principalmente derivanti dall’uso dei prodotti derivati.

Una maggiore attenzione gli operatori professionali riferiscono ai problemi d’immagine (reputation), di fiducia, serietà, capacità di gestire (competenza), per contrastare i movimenti non desiderati, rischiosi anche per il buon andamento generale delle economie nazionali, o private.

In ragione di ciò la mentalità dei “trader” è mutata, anche se si resta sempre nella ricerca spasmodica di rendimento. Con la bassa volatilità nel rapporto Euro/Dollaro, grazie alle banche centrali sempre molto presenti, si concentra l’attenzione sui mercati emergenti, esotici, o su quelli strutturati e derivati, a “cross” inconsueti, a gestire operazioni di incasso di Premi, o ad operare posizioni strategiche sempre “coperte” dai Rischi.

Si è in tal modo riusciti ad estrarre rendimento da prodotti senza valore intrinseco, o molto difficile da determinare.

Esempi recenti:

  • settore internet,
  • Facebook,
  • Google,
  • Linkedin e altri;

oppure dedicare attenzione alle cosiddette cripto valute, o blockchain, quali Bitcoin, e tutte le possibili derivazioni.

Questi ultimi, meno controllati, maggiormente difficili da valutare, rappresentano ottime opportunità speculative, vista l’ampia volatilità.

Una dimostrazione chiara che, grazie alla fiducia immessa anche “artificialmente”, o direzionata:

  • dalla moda del momento, dai commenti degli analisti e
  • dagli influssi mediatici, si può creare un valore di mercato, anche se lo stesso è in realtà effimero (volatile) e quindi rischioso.
Dr. Bruno Chastonay
Valente professionista del settore finanziario, ha svolto attività in alcune principali banche elvetiche nei settori della tesoreria, dei metalli e dei derivati. E’ esperto nella gestione professionale del risparmio su base personalizzata ed è fiduciario finanziario, ai sensi della legislazione elvetica. Ha collaborato con le Università di Bari e Pescara. Attualmente svolge l’attività di analista finanziario globale. Vive e lavora a Lugano.
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