HomeEconomiaLa dinamica socio-ambientale chiamata REDD+

La dinamica socio-ambientale chiamata REDD+

La politica ambientale ha registrato un crescente interesse a livello mondiale, in ragione  del  suo impatto socio-economico legato allo stato generale delle nostre foreste, al nostro ambiente naturale sempre più influenzato da una dermografia in forte crescita, o secondo le regioni, da una necessità economica:  lo sviluppo industriale.

Negli ultimi anni, questo impulso socio-ambientale è stato accompagnato da un avvertimento generale, alla luce dei cambiamenti climatici, causato dal comportamento umano nella maggior parte dei casi.

Pertanto, una nuova tendenza sta diventando sempre più un parametro chiave della  posta in gioco in termini ambientali:  REDD +.

Questo meccanismo, denominato Riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado ambientale, conservazione, gestione sostenibile delle foreste e aumento degli stock di carbonio (REDD +), è diventato una leva chiave nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Pertanto, le attività REDD + dovrebbero essere rivolte agli agenti che sono la  causa principale della deforestazione. La loro definizione richiede quindi l’identificazione preventiva degli agenti di deforestazione e le cause dirette e indirette che possono influire sulla portata di un programma  da attuare.

Un progetto REDD + è una combinazione di leve e di incentivi volti ad  aumentare il valore delle foreste stagnanti e non delle terre già deforestate nonché ad influire su alcuni fattori  vincolanti, ad esempio per impedire che un aumento del valore delle terre già deforestate determini ulteriori incentivi al disboscamento.

Per comprendere meglio il concetto emergente di (REDD +), il Centro per la ricerca forestale internazionale (CIFOR) ha istituito, con il supporto finanziario dei suoi partner, uno studio comparativo globale su (REDD +) e  (GCS-REDD +). Il fattore ( GCS-REDD +) si concentra sull’analisi dei processi e delle politiche (REDD +) a livello nazionale, documentando cause, agenti ed istituzioni  responsabili (Brockhaus e Di Gregorio 2012). In questa prospettiva, la prima fase di questo studio ha generato informazioni incoraggianti sui contorni della governance  e sull’adozione del meccanismo REDD + nei paesi tropicali dell’America Latina (Brasile, Bolivia e Perù), Asia (Indonesia, Vietnam , Papua Nuova Guinea, Nepal), Africa (Camerun, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo) ed anche Africa sub-sahariana (Burkina Faso).

Alcune  delle caratteristiche che definiscono lo stato dell’ambiente vanno ricondotte al ritmo accelerato del degrado delle foreste ed all’ineguale distribuzione spaziale delle formazioni forestali.

Il principio di (REDD +) è stato adottato per i benefici connessi con gli effetti  del meccanismo rispetto agli obiettivi di conservazione e gestione sostenibile delle foreste ed alla valorizzazione degli stock di carbonio forestale. Oltre alla mitigazione dei cambiamenti climatici nelle zone aride, (REDD +) dovrebbe generare effetti favorevoli ad una  riduzione della povertà ed al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità indigene e locali,  attraverso la promozione di una gestione sostenibile delle foreste e dei  terreni. Conservazione del suolo, attività  agroforestali e silvo-pastorali  associate ad una gestione sostenibile delle risorse idriche, sono tra le tecniche collaudate per aumentare (REDD +) nelle aree forestali aride o qualificate da una conformazione del tipo a cespuglio sparso.

Gli Stati non hanno il potere di agire direttamente sulla deforestazione, soprattutto se le loro istituzioni sono inefficienti: altri attori, su cui hanno poco controllo, influenzano direttamente la riduzione o l’aumento della deforestazione. Altri soggetti, in particolare le comunità i cui diritti d’uso tradizionali  spesso non sono riconosciuti, possono essere ulteriormente marginalizzati dalla cosiddetta “santuarizzazione” delle foreste per mezzo di  nuove aree protette, piuttosto che attraverso l’adozione delle misure necessarie per risolvere i problemi spinosi della terra. Il rischio sarebbe allora di riferire l’importanza delle foreste al solo problema del carbonio, nascondendo le altre funzioni e gli effetti derivanti  agli ecosistemi. Le decisioni attese sull’architettura e sui finanziamenti REDD + sono posticipate da una conferenza all’altra a causa delle differenze  di vedute  su tali rilevanti aspetti. Al di là dell’obiettivo comune di rallentare o addirittura arrestare la deforestazione, continuano a essere dibattute molte questioni, in particolare quelle relative alla capacità di tale meccanismo di affrontare le cause profonde e principali  del disboscamento  e che provengono dalla globalizzazione e dai nuovi flussi di investimenti nel settore agricolo, minerario e seminativo.

REDD +, come attualmente concepito, implica che i paesi sviluppati forniscano aiuto ai paesi in via di sviluppo per ridurre le loro emissioni di gas-serra dalle foreste o per aumentare le scorte di carbonio delle stesse. L’origine di questo denaro è ancora dibattuta e si potrebbe concepire a breve e medio termine un meccanismo di finanziamento  legato al risarcimento dei danni arrecati. Questi fondi sono destinati ad  incoraggiare azioni che consentano ai paesi in via di sviluppo di conservare o utilizzare le loro foreste in modo sostenibile, in guisa che gli ambienti  ancora sani  abbiano un vantaggio competitivo rispetto ad altri usi.

– Affrontare i fattori della deforestazione a livello nazionale:

ciò comporta l’obiettivo di ridurre le emissioni e/o conservare le scorte esistenti,con la conseguenza che  i paesi REDD + dovranno affrontare i driver della deforestazione. Sebbene si tratti di un concetto semplice, esso si mostra  estremamente complicato nella pratica poiché entrano in gioco molti fattori, diretti e indiretti, sui meccanismi delle attività boschive.

I fattori diretti vanno dalla conversione di foreste di grandi dimensioni per l’agricoltura,  all’utilizzo di un’economia di sussistenza da parte delle popolazioni  povere  insediate in tali aree, e tali fattori  possono variare considerevolmente da un paese all’altro e da una regione all’altra, all’interno dello stesso paese. I fattori indiretti includono governance  inadeguata, istituzioni deboli e possesso inappropriato di terreni.

Pertanto, il punto di partenza per ogni paese è capire il ruolo dei  vari elementi  che determinano la deforestazione e sviluppare una strategia nazionale per affrontarli  in modo efficace. Una volta raggiunto questo obiettivo, saranno necessarie azioni per intraprendere altre  attività sul campo.

In pratica, molti di queste circostanze di contesto  sono già oggetto di politiche governative e di attività internazionali finalizzate allo sviluppo. Programmi per ridurre la povertà rurale e migliorare i mezzi di sostentamento degli individui possono contenere  l’intensità del processo di deforestazione attraverso l’adozione di politiche di sostegno delle popolazioni. Allo stesso modo, programmi e politiche per migliorare la governance delle foreste e l’applicazione della legge possono combattere il degrado ed il  disboscamento illegale.

È quindi importante che i governi nazionali e quelli che si pongono in posizione di sostegno siano pienamente consapevoli dei programmi esistenti che possono contribuire agli obiettivi REDD + e rafforzare i  risultati attesi laddove possibile.

Ing. Amadou Traore
Ingegnere in intelligenza artificiale (Artificial Intelligence), specializzato in BPR (Business Process Reengineering) e questioni ambientali. Ricopre anche la carica di Alto Commissario per l'UA presso l'OIDE.
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