La preghiera del Padre Nostro.

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La religione Cristiana fonda la propria fede nel Cristo Signore, il Salvatore.

 Il Maestro ha insegnato i fondamenti di una Vita di Amore, amore per se stessi e per il prossimo così come per l’intero Creato, manifestazione dell’Opera del Padre.

Aspetto essenziale dell’insegnamento e’ il rapporto “diretto” tra il fedele ed il Signore del Mondo, il Padre Celeste: “ … Ipocriti perché pregate all’angolo delle strade?… pregate invece nel segreto del vostro cuore…” (il Cristo, Vangeli).

Non va sottaciuta l’altra importante asserzione del Maestro: “ Non pensiate che Io sia venuto per abolire la Legge ed i Profeti, … ma per portarli a compimento…” (Matteo, 5: 17-20)

Il compimento della Legge e’ nel comandamento dell’Amore: “ Amerai il Signore Dio Tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo e’ il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo e’ simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo, 22: 37-40).

Il comandamento dell’Amore, “la Legge suprema sulla quale sarà giudicata l’umanità’ nell’estremo giudizio” (Matteo, 25:31). 

In verità, tale insegnamento del Cristo Signore e’ una ripetizione e declinazione del comandamento contenuto nel Levitico 19:18, rafforzando ciò che Mose’ aveva già trasmesso come insegnamento al popolo ebraico.

Nel Vangelo secondo Matteo la nostra preghiera e’ così espressa: “Voi dunque pregate così { Padre nostro che sei nei Cieli, sia santificato iI Tuo Nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo così in Terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male}.

Nella tradizione biblica e profetica si rintracciano forti collegamenti con la preghiera Cristiana per eccellenza:

  • Cantico di Mose’: “… Non e’ Lui Tuo Padre che ti ha creato, che ti ha fatto e ti ha costituito?…” (Deuteronomio, 32:6).
  • Ed il Profeta Geremia: “…(ed il Signore ad Israele) Forse non gridi verso di me <Padre Mio?>, amico della Mia giovinezza … Come vorrei considerarti tra i miei figli … a cui dare ‘eredita’ … Voi Mi direte <Padre mio> … Ritornate figli peccatori” (Geremia, 3,4; 19;22).
  • “… Io sono un Padre per Israele … Efraim e’ figlio caro … le Mie Viscere si commuovono per lui, provo per lui profonda tenerezza-compassione (anche se peccatore)” (Geremia, 31, 9 e 20).
  • Ed il Profeta Isaia: “ Tu sei Nostro Padre, Ti chiami Nostro Redentore (Isaia,63,16; cfr Deuteronomio 32,6).
  • “ Tu sei Nostro Padre che ci hai plasmato come argilla” (Isaia 64,7). 

Tale “dimensione” del rapporto con il Dio Vivente viene espresso nella tradizione ebraica anche attraverso la liturgia, nella quale in molte occasioni ci si rivolge al Signore con il termine “Padre Nostro”:

  • nella quinta delle 18 benedizioni si afferma “Convertici Padre Nostro alla Tua Torah”,
  • mentre in altre formule litaniche si ripete ad ogni invocazione “Nostro Padre e Nostro Re”.

Per altro aspetto, il lettore attento e conoscitore delle verità religiose non può sorprendersi giacché Gesù’ di Nazareth fu educato nel convento di Qumran, secondo la tradizione giudaica ortodossa, e dai suoi discepoli era chiamato con il termine “Rabbi”, ovvero Rabbino.

In verità, le connessioni tra la religione ebraica ed iI cristianesimo sono molte sino al punto da far affermare al Pontefice Giovanni Paolo II, a proposito degli ebrei, “i Fratelli maggiori”.

Vogliamo ora soffermarci sull’analisi di un passaggio concettuale importante e presente nella preghiera Cristiana del Padre Nostro: “ … sia santificato il Tuo Nome …”.

I passi dei Vangeli non si occupano di “fare Luce” su tale affermazione ne’ ci sembra che l’esegesi abbia realmente esplicitato il significato contenuto nel testo, probabilmente per una sorta di “timore reverenziale” verso il Padre Celeste.

Per una interpretazione che può realmente farsi vicina al “significato” che il Maestro voleva dare a tali parole, bisogna ricordare che Gesù’ aveva ricevuto un’educazione religiosa fondata sulla tradizione rabbinica del tempo e dunque sullo studio della Torah. 

Ora nella Sacra Bibbia vi sono due passaggi le cui parole possono fare molta Luce al riguardo della nostra analisi.

  1. La prima, “…Io mando innanzi a te un inviato, che Ti custodisca lungo il viaggio, e ti conduca al luogo da Me preparato … dagli ascolto, non lo disubbidire, poiché non può perdonare le vostre colpe, perché il Mio Nome e’ in lui … se gli darai ascolto … sarò nemico dei tuoi nemici ed avversario dei tuoi avversari…” (Esodo, 23:20-21-22); ed ancora, “…il numero dei tuoi giorni farò completi …”(Esodo,23:26).

Non si può non convenire sul fatto che “l’inviato” e’ in realtà la nostra Anima, l’Uomo Interiore, il Maestro e, dunque, un aspetto della Persona umana seppur la sua parte “trascendente” ma pur sempre reale e presente nella esistenza quotidiana.

E’ la “voce della coscienza”, quel flebile bisbiglio che in molte occasioni vuol suggerire all’uomo che e’ disposto ad “ascoltare” le possibili soluzioni che non comportano “trasgressione della Legge”.

Accogliendo tale interpretazione del passo dell’Esodo sopra riportato, si può compiere un’ulteriore deduzione: “ …non può perdonare le vostre colpe, perché il Mio Nome e’ in Lui …”.

L’affermazione e’ “forte” e richiede coraggio del cuore per accoglierla nella sua Luce, poiché il Padre afferma, per il tramite di Mose’, che l’Uomo Interiore e’ parte del Suo Nome, ovvero della Sua Persona; e dunque, l’uomo incarnato e visibile, in quanto proiezione nel mondo fisico della sua Anima, e’ parte del Nome, della Personalità, di Dio Padre.

  1. Possiamo avere una conferma di tale conclusione nel seguente versetto della Bibbia (per gli ebrei Torah): “ Ed Io mi volgerò contro quell’individuo … poiché della sua prole ha dato al Moloch, in guisa da rendere impuro il mio Tempio, e profanare il Mio Santo Nome” (Levitico, 20:3).

Ed ancora, in un’epoca successiva, scriveva il Profeta Ezechiele: “Santificherò il Mio Nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che Io sono il Signore – parola del Signore Dio- quando mostrerò la Mia Santità in voi davanti ai loro occhi. … Vi spargerò’ con acqua pura  e sarete purificati; Io vi purificherò da tutte le vostre sozzure ed i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il Mio Spirito dentro di voi e vi farò rivivere secondo i Miei Statuti …” (Ezechiele, Cap. 36:23-25-26-27).

In tali parole troviamo una conferma alla mirabile realtà di essere parte del Suo Nome (profanare il Mio Santo Nome), oltre che apprendere che Dio Padre Onnipotente considera l’uomo, fisico ed interiore, il Suo tempio e dunque anche per tale via egli e’ parte del Suo Santo Nome.

Stando così le cose e’ infine chiaro che le parole della nostra preghiera, a noi insegnata dal Cristo Signore, “…sia santificato il Tuo Nome…” vuole in verità insegnarci che tale risultato si consegue santificando la vita di ciascuno di noi; l’umanità’ intera e’ parte del Nome del Signore, la santità collettiva dell’uomo ha come scopo dunque la santificazione del Nome del Signore, Dio Padre Onnipotente. 

Per questa via si conferma altresì che il Padre e’ in comunione con noi sin dal primo atto della creazione, poiché “…ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza…”.

Questa Verità Divina, se davvero intimamente compresa da ciascuno di noi, conferisce al nostro cuore ed alla nostra mente una Luce potente ed indefettibile, che si trasforma in Fede incrollabile nel Signore, in forza inesauribile nell’affrontare i contrasti quotidiani, confermandoci nell’intento primario insegnatoci dal Maestro “… preoccupatevi di costruire una casa in Cielo ed il resto vi sarà dato in sovrappiù”.

 Possa la parola del Cristo Signore corroborare la vostra Fede ed illuminare i vostri cuori.

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