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Il verme che desiderava diventare professore.

“Als Gregor Samsa eines Morgens aus un ruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt.”
 Die Verwandlung
Franz Kafka

Quando Gregor Samsa si trasformò in un insetto non sospettò mai che un verme avesse potuto già essersi trasformato in un Gregor precedentemente.

A parte la credenza nella metamorfosi, Ernst Haeckel (1834-1919) aveva ben poco in comune con Franz Kafka.  Il naturalista tedesco ha costruito una visione dei cambiamenti che si succedono in natura mutando da forme inferiori a forme superiori, il che implicava che i vermi si erano effettivamente trasformati in quella che credeva essere la forma naturale più alta, il professore tedesco (barba inclusa).

Invece, l’interpretazione della metamorfosi di Franz Kafka ha trasformato il Gregor Samsa, un po’ più sviluppato, nel minore Ungeziefer, suggerendo così una forma di degenerazione, piuttosto che di sviluppo e progresso.  Significativamente, Die Verwandlung apparve nel 1912, quando la posizione di Haeckel nella cultura occidentale era già in declino e si avvicinava il disastro della Grande Guerra.

Quello che segue è un tentativo di far luce sull’origine, la struttura e il significato della teoria costruita da Ernst Haeckel per supportare la sua visione dell’evoluzione progressiva.

Vuole costruire un approccio ad una biografia intellettuale dell’uomo che divenne il naturalista più popolare e uno degli intellettuali più noti tra i suoi contemporanei, per poi essere diffamato e quindi in seguito dimenticato.

Era un uomo che pensava a se stesso come il nuovo Prometeo, che doveva offrire all’umanità il fuoco della verità, quella verità che permette di cogliere il senso insito nelle cose quando le stesse diventano ciò che sono.

Membro di spicco di una complessa rete di naturalisti, filosofi e umanisti, Haeckel credeva di dover compiere una missione diffondendo la sua verità sulla scienza moderna, saldamente radicata nelle sue convinzioni religiose.  Haeckel era convinto di dover andare oltre i limiti del mondo scientifico in cui era immerso, per raggiungere l’umanità ed educarla.

Non ha mai inteso la scienza come prodotto finale dei suoi sforzi. La considerava invece, un passo preliminare necessario e capace di fornire le basi per una giustificazione umanistica di un approccio che avvolgeva tutti gli aspetti dell’esistente.

Dopo aver esaminato l’intero ‘Generelle Morphologie’, non trovo sorprendente che così poche persone lo abbiano letto per intero, e tra questi, quasi certamente non figura Charles Darwin.

Significativi maestri del passato come Wolfgang von Goethe e Alexander von Humboldt hanno influenzato l’opera di Haeckel.

L’impatto che questi hanno esercitato sul suo sviluppo intellettuale si avverte con forza all’interno della sua opera GM.

Altrettanto importanti sono le influenze che Johannes Müller e Rudolph Virchow hanno esercitato sia nel GM che nella produzione complessiva seguente.

Müller era la musa ispiratrice di Haeckel. Incarnava tutto ciò a cui aspirava Haeckel, era uno scienziato di prim’ordine, un grande insegnante e un modello sia ideale che personale.  Virchow a sua volta accolse la teoria delle cellule di Haeckel, e le sue basi scientifiche.

Il GM è stato il grande prodotto intellettuale di Haeckel, un libro in cui anche Carl Gegenbaur ha giocato un ruolo decisivo. Fu Gegenbaur infatti a sostenere Haeckel, volendolo all’Università di Jena e per certi versi contribuendo a plasmare l’inizio della sua carriera.

Gli scritti di quel periodo divennero una sorta di biografia congiunta di Haeckel e Gegenbaur.

Lo stesso Charles Darwin in questo periodo entrò in scena con il suo ‘Origin of Species” esercitando con questa opera un notevole impatto sulla vita di entrambi gli studiosi.

La relazione tra Haeckel e Darwin fu oggetto di un dibattito fortemente acceso, incardinato sul fatto che stesse avvenendo una rivoluzione darwiniana, o rispettivamente non darwiniana.  Peter Bowler ha suggerito che Haeckel e TH Huxley fossero “pseudo-darwiniani”, mentre Richards ha insistito sulla vicinanza di Haeckel e Darwin.

Piuttosto che discutere se Haeckel fosse un darwiniano o meno, auspico di approfondire fino a che punto le fonti della scienza di Haeckel fossero diverse da quelle di Darwin, mostrando i loro punti di divergenza e convergenza, che in termini morfologici si realizza attraverso la consapevolezza che può rivelarsi attraverso un caso di analogia piuttosto che di omologia. La posizione qui avanzata è una versione leggermente modificata dell’argomento di Bowler secondo cui Haeckel non era un vero darwiniano. Tuttavia, si presti la dovuta attenzione al punto di vista di Richards secondo cui taluni aspetti di Haeckel lo avvicinano a Darwin. Emerge che esisteva davvero una certa convergenza tra Haeckel e il giovane Darwin, il Darwin de “Il viaggio”.

Questo accadeva nel periodo antecedente alla sua iniziale ipotesi di selezione naturale in cui di fatto era posizionato più vicino ad Alexander von Humboldt e al Romanticismo che agli allevatori e a Malthus. Il Romanticismo, dopo tutto, era un elemento importante nella composizione culturale di Haeckel.  Le differenze tra il modo di pensare di Darwin e quello di Haeckel non potevano essere ignorate ed ancora oggi, devono essere tenute nella dovuta attenzione.

Si ricordi come Haeckel e Gegenbaur hanno utilizzato le opinioni di Darwin come fossero una sorta di giustificazione tecnica per la loro riforma di morfologia tesa verso una direzione causale e non finalistica (era la morfologia evolutiva che contava in quel caso).

Ricorderemo anche che Gegenbaur ha fornito lo spunto illuminato per il progetto più generale di riforma morfologica.  Per i suoi obiettivi, Gegenbaur ha coinvolto uno zoologo professionista che fosse preparato ad applicare il suo metodo di ricerca comparativa al campo specifico della zoologia, in particolare la zoologia invertita seguita da Gegenbaur (la zoologia dei vertebrati era preferibilmente nella zoologia della tradizione di Georges Cuvier).  In pratica, il lavoro si riduceva all’anatomia (comparativa) e Gegenbaur alla fine si assicurò il sostegno di Haeckel.  Quando è apparsa l’Origine delle Specie, la riforma è stata inserita in un quadro evolutivo, che Haeckel ha interpretato sulla base del modello fornito dallo sviluppo cellulare.

Gegenbaur e Haeckel hanno sviluppato i loro ruoli in modi diversi: Gegenbaur ha fornito il metodo per le scienze naturali, mentre Haeckel ha voluto realizzare un sistema dell’intero universo. Ciò ha generato un forte disappunto in Gegenbaur, il quale disapprovava le intenzioni del suo collega con tale veemenza che alla fine ruppe con lui, e questo allontanamento segnò molto dolorosamente il resto della vita di studio e personale di Haeckel.

Sempre a Jena, Haeckel incontrò anche il filologo August Schleicher, il quale contribuì notevolmente ad ampliare l’approccio ed il pensiero di Haekel.

La frequentazione di Schleicher permise ad Haeckel di sviluppare gli strumenti intellettuali per ampliare la portata del suo pensiero superando i limiti dei tecnicismi scientifici a favore di una forma di cultura più ampia, permettendogli di acquisire così un ingrediente vitale per il suo programma: la connessione tra le scienze naturali e le scienze umane.  Fu lo stesso Schleicher che suggerì ad Haeckel l’uso di quelli che in seguito divennero i famosi “alberi della vita” di Haeckel.

Una terza persona che occupò il centro della scena nei primi anni di vita e di lavoro di Haeckel fu la sua prima moglie Anna Sethe, che era anche una rappresentante del Goethian Eternal Feminine.

La tragedia della sua morte prematura, nel trentesimo compleanno di Haeckel procurò un dolorosissimo effetto oltre che sul suo pensiero, anche in tutto il seguito della sua lunghissima vita. Eppure Anna rimase accanto ad Haeckel per tutta la vita, poiché continuò ad ispirarlo fino alla morte.

La sua prematura scomparsa divenne il cardine intorno a cui si costruì in Haeckel la visione della vita, della morte, dell’eternità e dell’universo.

La partenza di Gegenbaur da Jena per Heidelberg nel 1870 segnò una nuova tappa nella vita di Haeckel e pose le basi per una nuova strutturazione del suo pensiero.

Con Gegenbaur lontano e Schleicher morto, Haeckel si ritrovò solo, sebbene il suo pensiero fosse ancora soggetto all’influenza postuma di Schleicher, che in quella fase sembrava contaminare il pensiero stesso di Gegenbaur.

Haeckel si sentì libero di approfondire gli aspetti culturali che Gegenbaur invece considerava di dubbio valore, che però rappresentavano oltre che la vera ragion d’essere, anche l’obiettivo finale della ricerca del nostro.

La scienza, sebbene centrale nella vita di Haeckel, venne messa in secondo piano durante questa fase.  Prevalsero considerazioni di filosofia, di religione e di etica.

L’approccio politico invece fu questione completamente differente, dal momento che Haeckel si rifiutò di affidare il suo approccio sistemico ad una qualsiasi prospettiva e teoria politica specifica.

L’enfasi generale che poneva sul “progresso” evidenziava e abbracciava con autenticità elementi di carattere culturale in primo luogo, e solo marginalmente politici, sebbene il suo entusiasmo per Otto von Bismarck lo portò nel tempo ad un sostegno sempre più pronunciato verso le politiche estere aggressive e lo sciovinismo tedesco.

L’ambiguità, a tratti più che evidente, della posizione politica di Haeckel è particolarmente palpabile nel suo approccio antropologico ed etnologico da un lato e nell’adesione intellettuale alle politiche coloniali dall’altro.

Essere fautore del “progresso” e, contemporaneamente sciovinista può apparire contraddittorio: l’esame di questa criticità è ciò che da studioso mi ha affascinato per molto tempo.  Mentre Haeckel si vantava a gran voce del suo entusiastico sostegno al progresso culturale, politicamente si orientò con sempre maggiore convinzione verso il conservatorismo.

Ci si potrebbe quindi chiedere, quale fosse il legame tra la sua posizione culturale e quella politica, connessione che l’autore ha sempre negato. Ebbene avendone frequentato lungamente gli studi ed i testi mi sento di poter sostenere che l’essenza della posizione culturale di Haeckel era conservatrice.  Tuttavia, è difficile stabilire con certezza un legame tra le sue inclinazioni culturali e politiche.

Haeckel fu l’ultimo anello di una solida tradizione predarwiniana del pensiero occidentale, profondamente radicata non solo nel Romanticismo ma anche molto diffusa in alcuni filoni dell’Illuminismo.

Darwin, al contrario, fu un vero radicale che aprì la strada ad un nuovo modo di pensare che ruppe con la tradizione a partire da Platone e Aristotele, poi riformata da Cartesio, Leibnitz e dai loro successori, tra cui Buffon e Lamarck.

Darwin si pose sulla falsa riga di David Hume.

Il tentativo di Haeckel di interpretare Darwin secondo la tradizione ha effettivamente rimosso ogni traccia di radicalismo dal pensiero di Darwin. In questo, ritengo, si collochi la più intensa diversità tra Darwin ed Haeckel, e praticamente tutti gli altri. Anzi dopo un approfondimento ulteriore dei processi teorici emergerà con estrema nitidezza quanto la figura di Haeckel rappresentasse il conservatore per eccellenza.

Un’amplissima tradizione occidentale è presente in Haeckel al punto che non è possibile riferirsi al suo immenso lavoro senza un riferimento costante alle discipline fondanti del pensiero occidentale, dalla filosofia alla scienza, all’arte, alla teologia e persino alla musica.  Sul palco della sua rappresentazione si affacciano moltissimi personaggi, alcuni protagonisti, altri con ruoli secondari e altri ancora come figuranti.

Chi vorrà approfondire i suoi scritti, troverà menzionati Platone, Aristotele, Martin Lutero, Giordano Bruno, René Descartes, Baruch Spinoza, Johann Wolfgang Goethe, Alexander von Humboldt, Immanuel Kant, Friedrich Schleiermacher, Lorenz Oken, Georges Cuvier, Johannes Müller, Voltaire, Georges Buffon, Jean-Baptiste Lamarck, Charles Darwin, Richard Owen, Rudolf Virchow, Carl Gegenbaur, August Weismann, Friedrich Hegel, Karl Marx, Kuno Fischer, Thomas Henry Huxley, Anton Dohrn, Friedrich Nietzsche, Herbert Spencer, John Stuart Mill, Wilhelm Wundt, David Friedrich Strauss, Richard Wagner, Richard Strauss, Otto von Bismarck, Napoleone III, Giuseppe Garibaldi, Bertrand Russell, Johannes Conrad, Joseph Conrad, Isadora Duncan e molti altri.

La presenza di alcuni di questi personaggi potrebbe non sorprendere, ma certamente l’incontro di altri risulterà del tutto inaspettata.

Questa ampia galleria riflette tanto il carattere eccezionalmente interdisciplinare della ricerca di Haeckel quanto la necessità di comprendere le complesse connessioni di Haeckel con i suoi contemporanei e predecessori intellettuali.

Gli intellettuali che più di altri risultarono significativi nel successivo percorso evolutivo di Haeckel furono David Friedrich Strauss, teologo, e Bartholomäus von Carneri, filosofo e letterato. In questa fase occuparono una posizione simile a quella occupata in precedenza da Gegenbaur e Schleicher.

La loro principale influenza era dovuta al fatto che fornivano (Carneri più personalmente di Strauss) coesione ad un sistema che avrebbe dovuto essere in grado di riformare l’intero universo della scienza e della conoscenza.

In realtà, il sistema era più modesto e cercava di presentare i vecchi principi della tipologia nelle scienze naturali sotto una luce diversa, esponendo un senso religioso della vita e del mondo, fondando su un vivido concetto di eternità, l’ultima parola di quel sistema.

Sebbene l’atteggiamento di Haeckel nei confronti della religione e della teologia spesso offriva l’occasione di individuare delle soluzioni alle criticità teoriche che incontrava nella costruzione della sua teoria, non può negarsi il gradissimo spirito che animò l’uomo e che permea tutto il suo lavoro.

Resta certamente complessa per me una disanima del pensiero di Haeckel relativa allo sciovinismo nazionalista.

Dalle mie esperienze vissute in sei diversi paesi (compresa la Germania dell’Est che ora è stata dissolta), trovo che qualsiasi tipo di nazionalismo rappresenti un concetto inaccettabile.  Abbastanza curiosamente, tuttavia, il nazionalismo in politica sembra andare d’accordo con la tipologia nelle considerazioni intellettuali.

Posso quindi solo sperare che il mio pregiudizio al riguardo, non abbia distorto questa breve presentazione di quello che fu il professor Ernst Haeckel, figura di assoluto rilievo e degno di una più riconosciuta collocazione nell’universo del pensiero moderno.

Non appaia quindi esagerato il paragone che in filigrana intravedo con i tre personaggi del Faust di Goethe, che cristallizzano le tre fasi che caratterizzarono questo complesso personaggio.

Faust o dello sviluppo, Gretchen o dell’Unità, Mefistofele o dell’Eternità

Prof. Mario Aurelio Di Gregorio
--------b. 23-May-1950 Milan, Italy - d. 02-April-2022 L'Aquila, Italy------------ Education: - Degree in Philosophy, Milan State University, Italy, 1973. - Training in Zoology, Dept of Zoology, Milan State University, 1973-1974. - M. A. (Cantab.), 1978 - PhD (Lond.), Dept. Of Anatomy and Embryology, University College London, 1980 Appointments: - Tutor in History, Italian and Latin, “Conservatorio Musicale G. Verdi”, Milan, Italy. - Research Fellow, Darwin College, Cambridge, England, 1978-1981. - Freelance Lecturer, Faculty of History, Cambridge University, 1979-1987. - Research Associate, The Correspondence of Charles Darwin, Cambridge University Library, Cambridge, England. - Tutor and Lecturer, UCLA – Extramural Board Programme, Cambridge University, England, 1985-1988. - Affiliated Lecturer, Faculty of History, Cambridge University, 1987-1992. - Senior Member, Trinity Hall, Cambridge, 1987- - Visiting Professor of History and Biology, Hiram College, Ohio, U. S. A., 1989. - Professor of the History of Science, University of L’ Aquila, Italy, 1992- - Rector’s Deputy and Head of International Office, University of L’Aquila, Italy, 1996-2004. -Visiting Professor, Department of History, UCLA, 1999 & 2001 -Visiting Professor, Department of Historical Studies, University of Cape Town, 2003, 2007; African Studies 2005-2006. -Member of Advisory Panel, The Complete Work of Charles Darwin (CRASSH), 2004- Grants and Honours: - British Council, 1975-76, 1978-1979. - Accademia dei Lincei, 1976-1977, 1977-1878. - British Academy, 1980. - Royal Society, 1981, 1982, 1983, 1988. - Alexander-von-Humboldt Stiftung, 1989-1990. - Fondazione Vigoni, 1994. Memberships: - Linnean Society of London. - British Society for the History of Science. - American Society for the History of Science. - Society for the History of Natural History. - Cambridge Philosophical Society. - Deutsche Gesellschaft für Geschichte und Theorie der Biologie. - The Hume Society. - World Wildlife Fund. Hobbies: opera singer (bass & bass-baritone, roles include Wotan, Hans Sachs, Koenig Marke, Leporello, Sarastro, Filippo II, Fiesco, Il Grande Inquisitore, Baron Ochs, Barak, La Roche, Don Basilio, Boris, Mephistophélès, Mefistofele, John Claggart, Bluebeard, Don Alfonso); actor; soccer.
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