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Editoriale

EDITORIALE del 23 gennaio 2022

In questo numero, The Global Review, presenta le seguenti tre proposte

Prof. David Yerushalmi
Dr. Avraham Levi
Prof. Enea Franza

“Fattori di “Esogeneitá” dell’Economia.”
DAVID YERUSHALMI, storico ed apprezzato autore della nostra Review, presenta una definizione dei sistemi economici moderni.
Nella sua ricostruzione , l’autore precisa che attualmente si è imposta una Economia di tipo “esogeno” fondata cioè sull’accumulo di capitali e di ricchezza prodotta, nella disponibilità di pochi soggetti.

In estrema sintesi, la domanda dei beni trae origine essenzialmente dalla strutturazione dell’offerta il che significa che i consumatori acquistano di norma, cio’ che le imprese decidono di produrre in piena autonomia, ricercando quasi esclusivamente la massimizzazione dei profitti.

I produttori, quindi, si impegnano a “generare” bisogni sempre nuovi  se pure non essenziali, attraverso efficaci ed insidiose campagne di marketing. Ne deriva quindi che le produzioni non ricercano la soddisfazione delle esigenze di consumo, che “spontaneamente” si originano dal pubblico, bensì inseguono la massimizzazione dei profitti.

Da ciò deriva che l’Economia perde la sua naturale caratteristica “endogena” (interna) al sistema sociale per trasformarsi in “esogena” e quindi in una struttura produttiva orientata all’arricchimento di gruppi ristretti piuttosto che alla soddisfazione delle reali esigenze della collettività e quindi alla diffusione del benessere in ogni classe sociale.

L’autore quindi auspica una trasformazione innovativa che renda l’economia “endogena”, al servizio dell’intero corpo sociale, legando la sua capacità di crescita alla domanda originata dai consumi piuttosto che all’incremento dell’input di capitale tecnico nelle produzioni. 

 “Il Popolo Eletto”
AVRAHAM LEVI ci presenta un’interessante analisi di stampo teosofico sulla definizione di “popolo eletto”, senza che ciò debba necessariamente riferirsi ad una  razza, etnia, gruppo o religione.

Avvia la riflessione dall’assunto che ogni uomo e’ una “cellula”, parte integrante dell’unico grande Organismo, rappresentato dalla umanità intera; ne consegue che qualora le singole cellule pervertissero il proprio funzionamento, ovvero il loro orientamento rispetto al fine originario, l’Organismo inteso come unità porrà in essere una serie di attività tese ad “espellere” le cellule “malate”e non più in armonia.

È ciò che accade, ogni qualvolta gli uomini smarriscono il proprio orientamento vitale verso il rispetto delle Leggi fondamentali, che costituiscono la base dell’esistenza stessa sia dell’universo che dei singoli individui: il Diritto naturale ‘inciso’ nel cuore di ogni individuo.

Per questa ragione il Padre Celeste, il Creatore, l’Uno e l’Eterno e’ intervenuto in una fase specifica dell’evoluzione, donando all’umanità il “Filo di Arianna” necessario al ritrovamento della via di uscita dal labirinto nel quale si e’ imprigionata. E questo filo è rappresentato dalle Tavole della Legge donate all’uomo di Dio, Mosè, sul Monte Sinai, dalle quali sono scaturiti i cinque libri del Pentateuco, parte essenziale della Bibbia stessa.

Il “popolo eletto” di Dio, quindi, e’ l’insieme degli uomini che redenti dalla pravità e dalla perversione, scelgono consapevolmente di ispirare la propria vita ai principi fondamentali della Legge, che a ben vedere e’ incisa a chiare lettere nel cuore di ogni essere vivente.

“La Via della Seta”
ENEA FRANZA, autore più che apprezzato della Review, economista di rilievo internazionale, Direttore della CONSOB, dal suo prestigioso osservatorio istituzionale, presenta una analisi sulla Via della Seta, partendo da alcune reazioni provocate dal progetto cinese nel sistema italiano, e quindi attraverso queste, delinea le complessità molto più generali che si creano quando i diversi paesi occidentali impattano con il Paese del Dragone e i valori che ne costituiscono la Coscienza e l’identità.

Ricostruisce uno scenario estremamente preciso e analitico di ciò che appare con sempre maggiore evidenza, espressione di una politica aggressiva e globalista. Fin dai primi momenti, istituzioni e soggetti verificano anche nel solo approccio con la Cina, una diversità strutturale che sovverte regole e modalità intorno a cui i paesi che compongono il sistema occidentale hanno costruito la propria esistenza. Ciò fa emergere immediatamente la complessità, e la diversità culturale amplifica differenze e divergenze che impongono cautele sempre più attente, poiché le criticità sempre più evidenti, se non governate con cautela e lungimiranza potrebbero sovvertire l’ordine che governa il mondo e quindi generare un conflitto generale incapace di fermarsi al solo piano culturale. È la complessità insita nella non negoziabilità di taluni valori che contribuisce in maniera determinante ad accrescere lo iato tra società complesse così distanti e differenti, che sono obbligate da subito a dimostrare concretamente la volontà di costruire degli approcci virtuosi capaci di generare valorialitá positiva, sviluppo economico e percorsi comuni capaci di ridurre significativamente le tensioni esistenti tra i blocchi. È comunque necessario un ascolto attento e consapevole  verso un progetto epocale che Pechino sta realizzando, e che inevitabilmente, condizionerà l’intero quadro economico e politico del pianeta.

BUONA LETTURA
Il Direttore
Prof Francesco Campo