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Editoriale

Editoriale del 20 dicembre 2021.

In questo numero, The Global Review, presenta tre proposte.

  • Prof. Davide Aronne, Sociologo
  • Prof. Simon Moshe Cohen, Filosofo
  • Ing. Joelle Touitou, Esperta in Economia dello Sviluppo.

“La Democrazia è la migliore forma di Governo?”

DAVIDE ARONNE nel suo lavoro analizza le possibili forme di Governo di cui possa dotarsi una moderna Nazione, dimostrando che la “democrazia parlamentare” per quanto imperfetta, e per certi versi lacunosa, non può che considerarsi la migliore forma di gestione della Res Pubblica e delle Comunità che in essa convivono.

In verità, l’attuale umanità presenta un insoddisfacente livello di sviluppo interiore, con forte preminenza della sfera privata e dell’Ego individuale, e quindi il cosiddetto “Governo dei migliori” in realtà non è altro che l’espressione e l’affermazione del potere dei più forti, di coloro che cioè prevalgono sulle comunità e sul senso etico collettivo, non perché dotati di reali talenti ma in ragione dei propri comportamenti, prevaricanti e delittuosi. L’autore tratteggia una sua visione “utopica”, in cui l’ideale forma di governo si realizzerebbe in una Tecnocrazia dei Migliori, il cui DNA sarebbe costituito dagli individui con un più alto sviluppo interiore capaci di porre l’interesse della Nazione al di sopra dei propri interessi e che realizzando il “bene comune primario” costruiscono il proprio bene personale.

Nelle società moderne, questo “governo illuminato” non riesce ancora a trovare una sua estensione nella realtà, e quindi ogni tentativo di modificare le sorti di Nazioni e Popoli fino ad oggi si è mostrato illusorio e fallimentare.

Al di là del Bene e del Male”

SIMON MOSHE COHEN ci pone di fronte ai concetti di “bene e male”, secondo un approccio non consueto che costruendo un ragionamento di tipo filosofico amalgama le sue conclusioni secondo una prospettiva spirituale e teosofica.

La visione dell’uomo comune è che il “male” è rappresentato dall’insieme degli ostacoli del quotidiano procedere dell’esistenza e come un’insufficiente disponibilità di risorse in ragione dei propri desiderata; al contrario, “il bene” si identifica in una vita agiata e ricca di potere sociale.

L’approccio al tema che si trova nelle principali religioni monoteiste, così come nella Sapienza Antica, vuole invece insegnare che le difficoltà dell’esistenza possono donare una grande ricchezza interiore, se accolte con lo spirito del “giusto” e di colui che “crede”.  Colui che affronta la vita secondo questa prospettiva interiore si colloca “al di là del bene e del male”.

Ed il Karma con le sue leggi inesorabili, costringe l’uomo ad affrontare il dilemma: pagare il “fio” dei propri errori nella vita materiale o raccogliere frutti propizi e deliziosi in ragione di comportamenti non lesivi delle altrui prerogative.

“La corretta educazione dell’uomo, sconfigge l’aggressività, vero male della Società moderna.”

JOELLE TOUITOU affronta il tema della competizione sociale nelle moderne economie.

La prima conclusione che si evidenza è che la competizione sin troppo spesso si trasforma in aggressività, rivelando attraverso una contrapposizione antagonista, due gruppi sociali: gli aggrediti, in genere soccombenti, e gli aggressori dominati da un forte ego individuale. Questa criticità, sempre più diffusa, determina forti ed articolate lacerazioni sociali, che tendono ad aumentare inevitabilmente l’anomia sociale e ciò che ne deriva piuttosto che generare armonia e solidarietà.

Un’efficace soluzione andrebbe ricercata nel modello educativo, il quale dovrebbe porsi l’obiettivo di sviluppare negli individui l’empatia, ovvero la sensibilità verso le esigenze e le prerogative dell’altro.

Antagonismo e aggressività sono alcune tra le più pericolose conseguenze del diverso sviluppo economico dei popoli caratterizzato da carenza di risorse; questa diversa dotazione di mezzi e risorse, quindi genera condizioni esistenziali che favoriscono la crescita di atteggiamenti aggressivi, che sembrerebbero necessari per non soccombere completamente nelle dinamiche sociali ed economiche.

L’aggressivita’ trasformata in “spirito di collaborazione” e la competitività in “solidarietà” potrebbero divenire gli strumenti più idonei a costruire un processo formativo finalizzato alla realizzazione di una società più equilibrata ed equa, conditio sine qua non, per una piena e consapevole affermazione di una politica dello sviluppo, orientata al benessere di tutti i popoli e di tutti gli individui del Pianeta.

BUON LETTURA
Il Direttore
Prof. Francesco Campo