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Mercati Finanziari

Mercati finanziari sempre più dominati da irrazionalità

I mercati finanziari proseguono sulla scia già osservata negli ultimi mesi: ottimismo ed aspettative positive, atteggiamento alimentato della attese di un sicuro sostegno da parte dei Governi e delle Banche Centrali, per via di una politica monetaria espansiva che al momento non conosce fine. Sembra che l’attenzione sia già focalizzata alla fase “post pandemica”.

In realtà, la pandemia da coronavirus ha generato grandi difficoltà e messo in evidenza i problemi già esistenti, amplificandoli. Ma ha anche stimolato la nascita di nuovi stili di vita ed opportunità di consumo,  di impiego del  tempo libero, con modificazioni profonde che potranno essere stabili nel tempo.

In particolare sono interessati i settori ristorazione, alberghiero e turismo, aereo, auto, abbigliamento, con esodo dalle grandi città e marcata riduzione dei chilometri percorsi; riduzione del tasso di natalità a livelli  tra il 15 ed il 25% mentre la mortalità si attesta tra il 25 ed il 30%, con impatto sulla capacità di corrispondere gli assegni di previdenza sociale ed in genere sui piani di pensionamento e sulle connesse coperture assicurative.

La situazione genera un forte impatto sull’Economia mondiale con sensibile flessione delle attività di commercio internazionale e conseguenti effetti negativi sul trasporto navale; la domanda di uranio e di platino è  al suo massimo degli ultimi anni; i prodotti alimentari come grano, mais, soia, presentano prezzi in netto rialzo, per via della peste suina ed aviaria e dei diffusi disastri ambientali che interessano vaste aree planetarie; com’anche il petrolio, l’alluminio, ed il rame, con rialzo della domanda in ragione delle aspettative di una ripresa robusta dell’economia globale post-covid, attesa già dal secondo semestre di quest’anno.

Invariati i grandi temi, come i piani di stimolo e gli aiuti diretti a sostegno dell’Economia, colpita dalle chiusure obbligate, con maggiore assistenzialismo e processi di nazionalizzazione in corso, riduzione della libertà individuale, introduzione di un passaporto vaccinale, e limitazioni dei liberi mercati.

A ben vedere i fattori di crisi del sistema non sono stati superati, quale la situazione dell’indebitamento complessivo del settore pubblico e privato, l’ampliamento significativo dei rischi d’insolvenza con estesi processi di fallimento nel settore delle produzioni e del commercio, conseguente aumento della disoccupazione, vistosa riduzione dei livelli salariali, aumento della povertà, deterioramento dei piani pensionistici ed indebolimento del welfare state e delle relative coperture sociali.

Dunque, la crescita delle quotazoni finanziarie è sostanzialmente dovuta alla poderosa immissione di liquidità operata dalle principali Banche centrali e dalle politiche di sostegno all’Economia adottate da alcuni Governi.

In tali scenari il ruolo del dollaro statunitense è messo in discussione anche in relazione alla diffusione delle cripto valute nazionali. I mercati al momento prediligono le monete asiatiche e dei Paesi emergenti poichè vengono giudicate maggiormente redditizie in una prospettiva speculativa.

Le quotazioni ufficiali si mostrano sempre più caraterizzate da una forte “bolla speculativa” e sempre piu’ divergenti dall’Economia reale, alimentate dal record nel livello dei tassi negativi e dall’ampia liquidità disponibile alla ricerca di “rendimento”. La situazione si fa confusa se si presta attenzione ad una intensificazione delle attività speculative al di là di ogni ragionevole approccio al mercato: si acquista in genere “in controtendenza” anche attivi e strumenti finanziari privi di un reale valore di riferimento, al solo scopo di lucrare “differenze di prezzo”.

E’ una Torre di Babele.

In tali scenari si moltiplicano le attività “predatorie” da parte dei grandi operatori che si trovano nella condizione di controllare il pricing: molto ci sarebbe da discutere sulla legalità di queste manovre e sul necessario (ed assente) controllo da parte delle autorità preposte, finalizzato a reprimere quelle azioni finalizzate alla manipolazione dei mercati.

Come già evidenziato in altri nostri precedenti inteventi, ci troviamo ad operare in un “mondo al contrario”, in cui si corrispondono interessi agli utilizzatori dei capitali (i debitori principali) e si valorizzano i titoli di aziende sull’orlo del dissesto; va detto che le banche commerciali partecipano al “gioco” in atto, alimentando la frenesia del mercato ed amplificando  rischi di gravi crisi nelle quotazioni, con ripercussioni negative sul proprio equilibrio patrimoniale: si assiste ai più spregiudicati atteggiamenti di moral hazard.

In tali scenari si mostra arduo e non efficace l’elaborazione di pronostici e di conseguenti attegiamenti “ragionati” (ponderati) da parte dell’investitore; l’impressione è che sarà inevitabile una fase di forte correzione al ribasso dei prezzi.

Dunque il suggerimento è di  conservare alti livelli di liquidità e di osservare il mercato dei beni rifugio, quali l’oro e gli altri metalli preziosi.

By Dr. Bruno Chastonay

Financial Sector Expert, he has worked in some of the leading Swiss banks in the treasury, metals and derivatives sectors. Expert in professional management of savings on a personalized basis and financial fiduciary, in accordance with Swiss law, he has collaborated with the Universities of Bari and Pescara and is currently working as a global financial analyst. He lives and works in Lugano.