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PANDEMIA: tutta la gente

PRESENTAZIONE

Un orizzonte inclinato, che insieme al sole che si scioglie nel mare, scivola nel buio che lo circonda.

È la copertina di “Pandemia: tutta la gente”.

Un thriller che vuole anticipare quello che  il mondo sta vivendo.

Opera prima di Achille Granata. Lo stile asciutto e cadenzato rivela la formazione giornalistica dello scrittore.

L’autore usa una scrittura  colta, attenta, focalizzata alla costruzione dei tratti caratteristici dei personaggi  e dei loro stati d’animo, dei luoghi, degli eventi, della storia.

Un’analisi psicologica dei tempi accompagna il lettore alla scoperta del finale che si rivelerà solo all’ultima pagina.

Un “fil rouge” unisce gli spaccati di vita durante tutto il libro, conducendoci alla scoperta del vero personaggio.

Un libro di fantascienza, che sovente è superata dalla realtà e che si legge in “un sol fiato”.

Buona Lettura

La  Redazione

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Il Cristianesimo, La Proprieta’, Il Gran Reset

ABSTRACT

Quale conseguenza della pandemia in corso, certe centrali globali hanno annunciato, con magna enfasi, che il superamento della crisi sanitaria richiederà una riorganizzazione integrale del mondo e delle stesse abitudine di vita dei popoli. Nuove ed inquietanti tecnologie, che sembrano mirare ad una transumanizzazione bionica, nonché un nuovo tipo di capitalismo digital-finanziario sono all’orizzonte e vengono additati, dalla propaganda, quali antesignani del Nuovo Mondo o della Nuova Era. Tra l’altro una delle caratteristiche del mondo prossimo venturo dovrebbe essere la scomparsa della proprietà: quella dei comuni mortali perché al contrario l’élite provvederà ad accentrare per sé il controllo dell’economia e l’accumulo della ricchezza. Ai popoli non resterà che vivere di reddito di cittadinanza e di noleggio e locazione di ogni bene. Parlano di “condivisione” mentre si tratta di un programma di esproprio universale che, come dice Agamben, fonde insieme il peggio del capitalismo con il peggio del comunismo. L’articolo esamina questa dinamica non solo in termini storici ed economici ma soprattutto alla luce di una visione spirituale cristiana mettendo in rilievo la strategia “cristomimetica” di questa Grande Impostura e, per questo, si sofferma sulla visione tradizionale della proprietà nella Rivelazione e nel magistero della Chiesa. Tuttavia, come viene evidenziato, nella stessa Chiesa si è quasi persa la consapevolezza evangelica e profetica di come opera il “lupo travestito da agnello”. Anche il regnante Pontefice sembra ondivago ed incerto, non del tutto avveduto sulla tattica del travestimento usata dall’antico Omicida, benché sulla questione della proprietà, in margine all’esegesi di un noto passo degli Atti degli Apostoli, egli ha certamente ragione. Tuttavia Papa Bergoglio, nel clima di disarmo spirituale della Chiesa odierna, non ha sottolineato con la dovuta forza la sostanziale differenza sussistente tra l’etica cristiana e l’inganno della Grande Riorganizzazione Mondiale in atto.

PAROLE CHIAVE

Cristianesimo, Gran Reset, proprietà, capitalismo finanziario, comunismo, transumanizzazione , globalizzazione, Nuovo Mondo, comproprietà, communio, destinazione universale dei beni, Chiesa, Papa.

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Gli assetti dell’Economia Capitalistica: fattori di una crisi irreversibile

ABSTRACT    

Le moderne Economie  hanno vissuto un processo di trasformazione  che ne ha compromesso la stabilità in modo sensibile e forse irreversibile.

Ci riferiamo ai processi di distribuzione del Reddito tra le classi sociali, i quali  negli ultimi 50 anni  si sono sbilanciati   verso una forte crescita della quota Capitale.

A tale indesiderabile fenomeno, voluto dalle classi dominanti (1% della popolazione) e sostenuto dalla politica dei Governi connivente ed asservita, si è aggiunta una crescente detassazione dei redditi da Capitale (interessi-dividendi-capital gains) che ha sensibilmante ridotto la contribuzione alla spesa pubblica della classe ricca e dominante. Si aggiunga la nascita di paradisi fiscali in ogni contesto geografico, i quali  assorbono la parte più consistente del Valore prodotto sui mercati finanziari e presso le imprese multinazionali, eludendo sostanzialmente qualsiasi meccanismo d’imposta.

La situazione  presentata in questi termini appare come un « problema » di politica fiscale e dei redditi.

In realtà,  le conseguenze possono essere devastanti per l’intero sistema produttivo e per la Nazione.

Infatti  si determinano due circostanze :

  • la quota PIL di competenza del Capitale si amplia mentre si contrae l’aliquota d’imposta media, riducendosi il flusso delle entrate fiscali da questa via;
  • il Reddito disponibile per le classi dei lavoratori e delle piccole imprese si fa più contenuto, poichè la supremazia del capitale in Economia produce due fenomeni indesiderabili ; da una parte si diffondono politiche di bassi salari giacchè lo sviluppo fonda sull’incremento dell’input tecnologico con inevitabile riduzione del coefficiente lavoro per unità di prodotto, aumento della disoccupazione e diffusione di politiche di bassi salari ; dall’altra , i nuovi assetti gestionali delle banche commerciali, sempre più orientate a rincorrere  il conseguimento di profitti derivanti dalla speculazione sui mercati finanziari, contrae l’ampiezza dello stock di credito all’Economia, primaria fonte di capitale di debito per le aziende minori, con aumento dei fallimenti delle imprese di ogni settore.  Da cio’ conseguente riduzione della capacità di contribuzione fiscale per le classi meno abbienti.

Dunque appare il paradosso del capitalismo :

  • ricchezza crescente per i pochi che assorbono quote maggiori del Valore prodotto ma che riducono la propria contribuzione alla spesa pubblica;
  • povertà in aumento per i molti che assumono al contrario il maggior peso fiscale; 
  • minore capacità dello Stato di finanziare la propria spesa crescente, con ricorso massiccio e sempre più ampio all’emissione di titoli di debito, incremento dell’indebitamento complessivo ed ampliamento dei rischi di dissesto.

E’ chiaro anche ad un profano dell’economia che la situazione non può conservare l’equilibrio nel medio periodo,  poichè l’ampiezza della spesa pubblica diventa fonte di grave instabilità per l’intero sistema.

E’ questa l’esperienza di un gran numero di Nazioni  e principalmete di quelle con un’Economia maggiormente sviluppata ;  l’attuale situazione pendemica ha fortemente accentuato il fenomeno, determinando un esponanziale aumento dell’indebitamento pubblco e privato.

Dunque gli Stati fondano il  rimborso del  debito sull’emissione di nuovi titoli anzichè sulla formazione di un avanzo economico da destinare al pagamento di quelli in scadenza ; i nuovi collocamenti sarano possibili sino a che gli operatori di mercato, privati ed istituzionali, stimano contenuto il rischio di mancato rimborso.

Le Banche Centrali contribuiscono a « drogare » i mercati in ragione di un continua emissione di moneta che ha il principale obbiettivo di rendere « liquido  artificialmente » il mercato dei titoli pubblici.

Sino a quando il gioco delle « maschere » potrà reggere ?

Sino al momento in cui gli investitori stimeranno  non accettabile il  grado di rischio.

 Allora la crisi d’insolvenza sarà inevitabile e dopo aver devastato le strutture della Pubblica Amministrazione si abbatterà sulla solvibilità delle banche e degli altri intermediari,  con inevitabili fallimenti ed impatti mortali sul settore dell’Economia reale.  

L’attuale pandemia da corona virus può essere l’elemento detonante.                                   

PAROLE CHIAVI :

Prodotto, Distribuzione del Reddito, Contribuzione fiscale, Capitale e Lavoro, Ampiezza Deficit, Indebitamento complessivo.

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La Generazione Alfa E Zero E Gli Effetti Della Pandemia Da Covid-19

Abstract.

 Nell’epoca della condivisione digitale lo schermo del pc, del tablet, dello smartphone rappresentano ormai l’unico contatto con la realtà. Una realtà virtuale, che sta corrodendo l’identità personale, soprattutto delle generazioni cosiddette zero e alfa che, come un cavallo allo stato brado, non hanno più schemi comportamentali validi e sani cui identificarsi e riferirsi.

Tutto ciò è enfatizzato da un nemico invisibile che colpisce in silenzio l’esistenza quotidiana dell’umanità, cercando di minarne le fondamenta  attraverso un monito “#iorestoacasa” che, senza volerlo, ha accentuato tutte gli aspetti più negativi della persona. Tra questi le dipendenze comportamentali e da sostanze, come stanno dimostrando le recentissime ricerche di settore, che rappresentano  canali di manifestazione  delle emozioni  e strumento per rimuovere  ogni legame con l’esterno.

Gli studi, che sono stati condotti durante i lockdown causati dalla pandemia, confermano l’assunto dell’incremento delle dipendenze da sostanze e comportamentali, come quelle già analizzate nell’indagine pilota sociocriminologica condotta dall’autore  con il dr. Avesani sui video games e social network.

In effetti, come “figlie” di questa quotidianità troviamo le dipendenze da “social media, da alcol e l’incremento del consumo di cibi calorici” che producono conseguenze devastanti per l’attività psicofisica dell’individuo e spianano il terreno per condotte socialmente devianti e criminali.

È proprio in questo momento storico che l’umanità dovrà scegliere se evolversi o continuare a cadere sulla via dello sviluppo.

Keywords:

gaming online; pandemia; dipendenze comportamentali e da sostanze; crime; adolescenti

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Il Bambino Nuovo

Abstract:

Lo scopo di questo articolo è quello di porre in evidenza la modernità e l’efficacia del metodo Montessori rispetto allo stile d’insegnamento direttivo e frontale che è, invece, proprio della scuola cosiddetta “tradizionale”.

Emerge fin dalle prime pagine la nuova visione del fanciullo, o meglio, la scoperta del bambino naturale, non ancora deviato dall’intervento dell’educazione imposta dall’adulto, ancora, purtroppo ancorata ad un immagine dell’infante come “essere vuoto”, la cui mente ed anima devono essere riempiti dalle conoscenze che l’educatore, troppo spesso, trasmette con arroganza e presunzione, ritenendo di essere l’unico latore della verità e del sapere.

Analizzando i principi  del Metodo Montessori, quali i periodi sensitivi, la concezione della mente assorbente, l’importanza del movimento per ottenere un vero apprendimento (tesi che la Montessori sosteneva più di 10 ani fa, ma finalmente dimostrata in questi ultimi anni proprio dalle nuove scoperte delle neuroscienze), l’ambiente che si trasforma in un co-educatore, si è poi passati ad analizzare l’importanza per lo sviluppo cognitivo dei materiali sensoriali  (che lei chiamava “astrazioni materializzate)”.

L’educazione viene vista in una prospettiva nuova:  aiuto alla vita, allo sviluppo naturale del bimbo che ha dentro di sé un “maestro interiore”, una guida naturale che lo spinge ad agire secondo i propri bisogni, secondo le competenze che deve acquisire e raffinare in una determinata “finestra evolutiva” la cui durata è limitata nel tempo.

Squarciando il velo dell’educazione tradizionale la Montessori è riuscita, dopo anni di intenso lavoro ed osservazione, a portare alla luce uno metodo educativo rispettoso del bambino, ad indicarci la via da seguire per far sì che noi adulti, da semplici impositori di regole, ci trasformassimo in una guida, in un sostegno durante il loro percorso di “autocostruzione”; mettendoci davanti agli occhi la dura realtà di quanto sia effimero uno stile educativo basato su premi e punizioni, su una lezione puramente frontale sin dalla scuola dell’infanzia, senza tener conto che la competenza dell’astrazione non diviene parte del bimbo se non prima degli 8/9 anni.

Il primo vero maestro del fanciullo è l’ambiente che lo circonda; la scuola deve uscire fuori delle mura in cui è imprigionata ed aprirsi al mondo, al cosmo, perché è lì che il piccolo uomo, in particolare dalla primaria in su, troverà le risposte ai suoi interessi, scoprirà le interdipendenze, imparerà rispettare l’ambiente che lo circonda e chi ci vive.

Con Maria Montessori il bambino non è più il “cittadino dimenticato” bensì un essere  che crescendo diventerà  un individuo sociale, collaborativo, responsabile, che sarà in grado di confrontarsi e risolvere problemi attraverso la parola, la comunicazione efficace.

Diventerà quello che lei chiama “un uomo di pace” che vede il mondo come la sua nazione, che vede la diversità culturale come un arricchimento dell’anima.

PAROLE CHIAVE:

ambiente maestro, periodi sensitivi, materiali sensoriali di sviluppo, premi e punizioni, immaginazione versus fantasia,  mente assorbente, maestro interiore, autodisciplina.

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Nessun pasto è gratis

Abstract

Contro la crisi innescata dalla pandemia, l’Europa ha posto in essere una nutrita schiera di interventi per la ripresa. Il Recovery Fund è il programma pluriennale da centinaia di miliardi di euro sul quale, dopo lunghe discussioni, si è trovata una convergenza tra i Paesi del Nord, i cosiddetti “frugali”, che hanno chiesto rigore e quelli del Sud, Italia compresa, che invece hanno chiesto criteri più flessibili. La sintesi raggiunta pone, per l’Italia, una serie di questioni di difficile risoluzione e, comunque, impone un cambiamento di rotta nella gestione delle risorse pubbliche che, a meno di una svolta epocale, sembra attualmente difficilmente realizzabile. Ciò pone a carico dell’attuale Governo un enorme carico di responsabilità, capace di ripercuotersi in modo dirompente sulla sostenibilità del debito pubblico italiano.

PAROLE CHIAVE

Pandemia, Recovery Fund, Recovery and Resilience Facility, UE, Italia, nord/sud, sostenibilità

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GEOGRAPHIC PROFILING REPORT: Il delitto della Cattolica e di altre donne: l’ipotesi del «Mostro» di Milano

L’articolo contiene un report afferente all’analisi geografica criminale relativa all’azione omicidiaria di un presunto serial killer che ha agito nella città di Milano, tra gli anni sessanta e settanta.

L’analisi geografica dell’attività spaziale criminale di un autore di reato si è affermata come un nuovo strumento di supporto nelle investigazioni, e anche con una specificità verso un metodo di indagine denominato Geographic Profiling, metodologia investigativa applicata alle indagini criminali che determina, attraverso la valutazione della «geographic crime scene», la probabile area di attività di un offender seriale e, in particolare, esalta l’area di ricerca entro cui è possibile che l’offender risieda o abbia fissato la propria operational base.

Parole chiavi: geographic profiling, geographic crime scene, criminal profiling, delitto della Cattolica, Milano

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Ricordando Alcide de Gasperi

ABSTRACT

L’uomo di stato che, pur animato da una profonda fede cattolica, seppe difendere, nei momenti cruciali, la laicità della politica.

Spesso siamo portati a pensare che un uomo politico, se animato da una profonda fede religiosa, sarà portato a farsi condizionare dall’autorità religiosa quando le sue scelte possano intaccare determinati interessi, a scapito della autonomia della sfera politica. Ciò accade, anche frequentemente, ma non può essere considerata una “regola”. Uomini come Moro, Fanfani, Donat-Cattin  e De Gasperi hanno dato esempio di alta dirittura morale, non lasciandosi condizionare dalla loro fede religiosa, intensamente vissuta nella vita privata, senza consentire che essa potesse turbare la correttezza del loro agire politico.

Nel presente articolo vengono ricordati due episodi minori, nella vita di Alcide De Gasperi, che dimostrano in modo inequivocabile la sua correttezza, la sua capacità difendere laicità della politica, anche di fronte a pressioni forti provenienti dalle sfere alte della gerarchia della Chiesa. Tali episodi, pertanto, vanno ricordati come momenti importanti della sua biografia politica.

PAROLE CHIAVE

De Gasperi, laicità, stato-chiesa, Democrazia Cristiana, Italia, politica.

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CARLO POERIO E WILLIAM GLADSTONE

Le due lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano (1851)

I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli

ABSTRACT

I documenti custoditi all’Archivio di Stato di Napoli, Ministero degli Affari Esteri, Busta 4362, Affari Riservati dell’On. W. Ed. Gladstone 1851, hanno fornito nuovi elementi e informazioni utili a ricostruire la genesi delle Due Lettere al conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano e le reazioni da esse suscitate a livello internazionale. Si evince che le Lettere furono scritte da Gladstone dietro richiesta di Lord Aberdeen al fine di avere un resoconto dettagliato e veritiero di ciò che Gladstone aveva visto nelle carceri del Regno delle Due Sicilie da sottoporre, per vie diplomatiche, all’attenzione del Governo Napoletano affinché prendesse provvedimenti.  Emerge l’affidabilità delle affermazioni di Gladstone in riferimento agli abusi del governo borbonico, le prevaricazioni della magistratura, gli oltraggi della polizia e i soprusi subiti dai prigionieri politici napoletani e, in particolar modo, da Carlo Poerio. I saggi degli studiosi stranieri, Denis Reidy, Steve Soper e Pierre-Marie Delpu, illustrano le dinamiche che precedettero il viaggio a Napoli dell’illustre statista, la pubblicazione delle Lettere e l’uso efficace della stampa per veicolare il suo messaggio umanitario.

PAROLE CHIAVE:

Carlo Poerio; William Gladstone; Regno della Due Sicilie; Ferdinando II di Borbone; Lord Aberdeen; prigionieri politici; carcere borbonico; catena; costituzione; liberale

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Dio E La Consistenza Dell’io

ABSTRACT

Se un certo approccio alla fisica quantistica fa tornare in gioco le antiche concezioni oliste della realtà non sembra affatto corretto utilizzare l’olismo di ritorno per negare la consistenza dell’io di fronte al “tutto”. L’olos, il tutto, un tempo era declinato in termini di divino mentre oggi in termini di cosmicità energetica, ma in un caso e nell’altro siamo nel panteismo. Questo perché la scienza, come ogni ambito dell’umano, vive di una fondamentale pre-opzione di tipo metafisico e deve, quindi, scegliere tra una metafisica chiusa verso l’Alto o ad Esso aperta. L’olismo quantistico ha scelto la prima opzione, quella della chiusura. In realtà nelle antiche concezioni oliste, come integrate dalla Rivelazione abramica, il mondo è sì un tutto organico ma è un dono e non una auto-costruzione. In tal senso anche l’io è dono e non si auto-costruisce né si dissolve nelle sue relazioni ed interrelazioni nonostante che esso viva, di per sé, come appartenente ad una pluralità di ambiti culturali e sociali. L’io è chiamato per libera scelta a disporsi in atteggiamento di apertura o di chiusura rispetto al Donatore che, tuttavia, lo ricomprende in Sé, lo partecipa di Sé. Per questo, dunque, l’io ha una sua consistenza benché donata, e non è soltanto l’insieme delle sue relazioni. Alla sfida della quantistica postmoderna hanno già risposto la filosofia tradizionale, la nuova psicologia umanistico-transpersonale e le ultime scoperte della neuro-cardiologia. L’Io esiste in quanto partecipato, ma non annullato, da Dio trascendente ed onnicomprensivo.

PAROLE CHIAVE

Dio, io, fisica quantistica, Sapienza tradizionale, metafisica, tomismo, partecipazione, psicologia transpersonale, neuro-cardiologia, Carlo Rovelli, Cornelio Fabro, Kenosi, Ruach, Cuore.