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Antropologia

Il verme che desiderava diventare professore.

“Als Gregor Samsa eines Morgens aus un ruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt.”
 Die Verwandlung
Franz Kafka

Quando Gregor Samsa si trasformò in un insetto non sospettò mai che un verme avesse potuto già essersi trasformato in un Gregor precedentemente.

A parte la credenza nella metamorfosi, Ernst Haeckel (1834-1919) aveva ben poco in comune con Franz Kafka.  Il naturalista tedesco ha costruito una visione dei cambiamenti che si succedono in natura mutando da forme inferiori a forme superiori, il che implicava che i vermi si erano effettivamente trasformati in quella che credeva essere la forma naturale più alta, il professore tedesco (barba inclusa).

Invece, l’interpretazione della metamorfosi di Franz Kafka ha trasformato il Gregor Samsa, un po’ più sviluppato, nel minore Ungeziefer, suggerendo così una forma di degenerazione, piuttosto che di sviluppo e progresso.  Significativamente, Die Verwandlung apparve nel 1912, quando la posizione di Haeckel nella cultura occidentale era già in declino e si avvicinava il disastro della Grande Guerra.

Quello che segue è un tentativo di far luce sull’origine, la struttura e il significato della teoria costruita da Ernst Haeckel per supportare la sua visione dell’evoluzione progressiva.

Vuole costruire un approccio ad una biografia intellettuale dell’uomo che divenne il naturalista più popolare e uno degli intellettuali più noti tra i suoi contemporanei, per poi essere diffamato e quindi in seguito dimenticato.

Era un uomo che pensava a se stesso come il nuovo Prometeo, che doveva offrire all’umanità il fuoco della verità, quella verità che permette di cogliere il senso insito nelle cose quando le stesse diventano ciò che sono.

Membro di spicco di una complessa rete di naturalisti, filosofi e umanisti, Haeckel credeva di dover compiere una missione diffondendo la sua verità sulla scienza moderna, saldamente radicata nelle sue convinzioni religiose.  Haeckel era convinto di dover andare oltre i limiti del mondo scientifico in cui era immerso, per raggiungere l’umanità ed educarla.

Non ha mai inteso la scienza come prodotto finale dei suoi sforzi. La considerava invece, un passo preliminare necessario e capace di fornire le basi per una giustificazione umanistica di un approccio che avvolgeva tutti gli aspetti dell’esistente.

Dopo aver esaminato l’intero ‘Generelle Morphologie’, non trovo sorprendente che così poche persone lo abbiano letto per intero, e tra questi, quasi certamente non figura Charles Darwin.

Significativi maestri del passato come Wolfgang von Goethe e Alexander von Humboldt hanno influenzato l’opera di Haeckel.

L’impatto che questi hanno esercitato sul suo sviluppo intellettuale si avverte con forza all’interno della sua opera GM.

Altrettanto importanti sono le influenze che Johannes Müller e Rudolph Virchow hanno esercitato sia nel GM che nella produzione complessiva seguente.

Müller era la musa ispiratrice di Haeckel. Incarnava tutto ciò a cui aspirava Haeckel, era uno scienziato di prim’ordine, un grande insegnante e un modello sia ideale che personale.  Virchow a sua volta accolse la teoria delle cellule di Haeckel, e le sue basi scientifiche.

Il GM è stato il grande prodotto intellettuale di Haeckel, un libro in cui anche Carl Gegenbaur ha giocato un ruolo decisivo. Fu Gegenbaur infatti a sostenere Haeckel, volendolo all’Università di Jena e per certi versi contribuendo a plasmare l’inizio della sua carriera.

Gli scritti di quel periodo divennero una sorta di biografia congiunta di Haeckel e Gegenbaur.

Lo stesso Charles Darwin in questo periodo entrò in scena con il suo ‘Origin of Species” esercitando con questa opera un notevole impatto sulla vita di entrambi gli studiosi.

La relazione tra Haeckel e Darwin fu oggetto di un dibattito fortemente acceso, incardinato sul fatto che stesse avvenendo una rivoluzione darwiniana, o rispettivamente non darwiniana.  Peter Bowler ha suggerito che Haeckel e TH Huxley fossero “pseudo-darwiniani”, mentre Richards ha insistito sulla vicinanza di Haeckel e Darwin.

Piuttosto che discutere se Haeckel fosse un darwiniano o meno, auspico di approfondire fino a che punto le fonti della scienza di Haeckel fossero diverse da quelle di Darwin, mostrando i loro punti di divergenza e convergenza, che in termini morfologici si realizza attraverso la consapevolezza che può rivelarsi attraverso un caso di analogia piuttosto che di omologia. La posizione qui avanzata è una versione leggermente modificata dell’argomento di Bowler secondo cui Haeckel non era un vero darwiniano. Tuttavia, si presti la dovuta attenzione al punto di vista di Richards secondo cui taluni aspetti di Haeckel lo avvicinano a Darwin. Emerge che esisteva davvero una certa convergenza tra Haeckel e il giovane Darwin, il Darwin de “Il viaggio”.

Questo accadeva nel periodo antecedente alla sua iniziale ipotesi di selezione naturale in cui di fatto era posizionato più vicino ad Alexander von Humboldt e al Romanticismo che agli allevatori e a Malthus. Il Romanticismo, dopo tutto, era un elemento importante nella composizione culturale di Haeckel.  Le differenze tra il modo di pensare di Darwin e quello di Haeckel non potevano essere ignorate ed ancora oggi, devono essere tenute nella dovuta attenzione.

Si ricordi come Haeckel e Gegenbaur hanno utilizzato le opinioni di Darwin come fossero una sorta di giustificazione tecnica per la loro riforma di morfologia tesa verso una direzione causale e non finalistica (era la morfologia evolutiva che contava in quel caso).

Ricorderemo anche che Gegenbaur ha fornito lo spunto illuminato per il progetto più generale di riforma morfologica.  Per i suoi obiettivi, Gegenbaur ha coinvolto uno zoologo professionista che fosse preparato ad applicare il suo metodo di ricerca comparativa al campo specifico della zoologia, in particolare la zoologia invertita seguita da Gegenbaur (la zoologia dei vertebrati era preferibilmente nella zoologia della tradizione di Georges Cuvier).  In pratica, il lavoro si riduceva all’anatomia (comparativa) e Gegenbaur alla fine si assicurò il sostegno di Haeckel.  Quando è apparsa l’Origine delle Specie, la riforma è stata inserita in un quadro evolutivo, che Haeckel ha interpretato sulla base del modello fornito dallo sviluppo cellulare.

Gegenbaur e Haeckel hanno sviluppato i loro ruoli in modi diversi: Gegenbaur ha fornito il metodo per le scienze naturali, mentre Haeckel ha voluto realizzare un sistema dell’intero universo. Ciò ha generato un forte disappunto in Gegenbaur, il quale disapprovava le intenzioni del suo collega con tale veemenza che alla fine ruppe con lui, e questo allontanamento segnò molto dolorosamente il resto della vita di studio e personale di Haeckel.

Sempre a Jena, Haeckel incontrò anche il filologo August Schleicher, il quale contribuì notevolmente ad ampliare l’approccio ed il pensiero di Haekel.

La frequentazione di Schleicher permise ad Haeckel di sviluppare gli strumenti intellettuali per ampliare la portata del suo pensiero superando i limiti dei tecnicismi scientifici a favore di una forma di cultura più ampia, permettendogli di acquisire così un ingrediente vitale per il suo programma: la connessione tra le scienze naturali e le scienze umane.  Fu lo stesso Schleicher che suggerì ad Haeckel l’uso di quelli che in seguito divennero i famosi “alberi della vita” di Haeckel.

Una terza persona che occupò il centro della scena nei primi anni di vita e di lavoro di Haeckel fu la sua prima moglie Anna Sethe, che era anche una rappresentante del Goethian Eternal Feminine.

La tragedia della sua morte prematura, nel trentesimo compleanno di Haeckel procurò un dolorosissimo effetto oltre che sul suo pensiero, anche in tutto il seguito della sua lunghissima vita. Eppure Anna rimase accanto ad Haeckel per tutta la vita, poiché continuò ad ispirarlo fino alla morte.

La sua prematura scomparsa divenne il cardine intorno a cui si costruì in Haeckel la visione della vita, della morte, dell’eternità e dell’universo.

La partenza di Gegenbaur da Jena per Heidelberg nel 1870 segnò una nuova tappa nella vita di Haeckel e pose le basi per una nuova strutturazione del suo pensiero.

Con Gegenbaur lontano e Schleicher morto, Haeckel si ritrovò solo, sebbene il suo pensiero fosse ancora soggetto all’influenza postuma di Schleicher, che in quella fase sembrava contaminare il pensiero stesso di Gegenbaur.

Haeckel si sentì libero di approfondire gli aspetti culturali che Gegenbaur invece considerava di dubbio valore, che però rappresentavano oltre che la vera ragion d’essere, anche l’obiettivo finale della ricerca del nostro.

La scienza, sebbene centrale nella vita di Haeckel, venne messa in secondo piano durante questa fase.  Prevalsero considerazioni di filosofia, di religione e di etica.

L’approccio politico invece fu questione completamente differente, dal momento che Haeckel si rifiutò di affidare il suo approccio sistemico ad una qualsiasi prospettiva e teoria politica specifica.

L’enfasi generale che poneva sul “progresso” evidenziava e abbracciava con autenticità elementi di carattere culturale in primo luogo, e solo marginalmente politici, sebbene il suo entusiasmo per Otto von Bismarck lo portò nel tempo ad un sostegno sempre più pronunciato verso le politiche estere aggressive e lo sciovinismo tedesco.

L’ambiguità, a tratti più che evidente, della posizione politica di Haeckel è particolarmente palpabile nel suo approccio antropologico ed etnologico da un lato e nell’adesione intellettuale alle politiche coloniali dall’altro.

Essere fautore del “progresso” e, contemporaneamente sciovinista può apparire contraddittorio: l’esame di questa criticità è ciò che da studioso mi ha affascinato per molto tempo.  Mentre Haeckel si vantava a gran voce del suo entusiastico sostegno al progresso culturale, politicamente si orientò con sempre maggiore convinzione verso il conservatorismo.

Ci si potrebbe quindi chiedere, quale fosse il legame tra la sua posizione culturale e quella politica, connessione che l’autore ha sempre negato. Ebbene avendone frequentato lungamente gli studi ed i testi mi sento di poter sostenere che l’essenza della posizione culturale di Haeckel era conservatrice.  Tuttavia, è difficile stabilire con certezza un legame tra le sue inclinazioni culturali e politiche.

Haeckel fu l’ultimo anello di una solida tradizione predarwiniana del pensiero occidentale, profondamente radicata non solo nel Romanticismo ma anche molto diffusa in alcuni filoni dell’Illuminismo.

Darwin, al contrario, fu un vero radicale che aprì la strada ad un nuovo modo di pensare che ruppe con la tradizione a partire da Platone e Aristotele, poi riformata da Cartesio, Leibnitz e dai loro successori, tra cui Buffon e Lamarck.

Darwin si pose sulla falsa riga di David Hume.

Il tentativo di Haeckel di interpretare Darwin secondo la tradizione ha effettivamente rimosso ogni traccia di radicalismo dal pensiero di Darwin. In questo, ritengo, si collochi la più intensa diversità tra Darwin ed Haeckel, e praticamente tutti gli altri. Anzi dopo un approfondimento ulteriore dei processi teorici emergerà con estrema nitidezza quanto la figura di Haeckel rappresentasse il conservatore per eccellenza.

Un’amplissima tradizione occidentale è presente in Haeckel al punto che non è possibile riferirsi al suo immenso lavoro senza un riferimento costante alle discipline fondanti del pensiero occidentale, dalla filosofia alla scienza, all’arte, alla teologia e persino alla musica.  Sul palco della sua rappresentazione si affacciano moltissimi personaggi, alcuni protagonisti, altri con ruoli secondari e altri ancora come figuranti.

Chi vorrà approfondire i suoi scritti, troverà menzionati Platone, Aristotele, Martin Lutero, Giordano Bruno, René Descartes, Baruch Spinoza, Johann Wolfgang Goethe, Alexander von Humboldt, Immanuel Kant, Friedrich Schleiermacher, Lorenz Oken, Georges Cuvier, Johannes Müller, Voltaire, Georges Buffon, Jean-Baptiste Lamarck, Charles Darwin, Richard Owen, Rudolf Virchow, Carl Gegenbaur, August Weismann, Friedrich Hegel, Karl Marx, Kuno Fischer, Thomas Henry Huxley, Anton Dohrn, Friedrich Nietzsche, Herbert Spencer, John Stuart Mill, Wilhelm Wundt, David Friedrich Strauss, Richard Wagner, Richard Strauss, Otto von Bismarck, Napoleone III, Giuseppe Garibaldi, Bertrand Russell, Johannes Conrad, Joseph Conrad, Isadora Duncan e molti altri.

La presenza di alcuni di questi personaggi potrebbe non sorprendere, ma certamente l’incontro di altri risulterà del tutto inaspettata.

Questa ampia galleria riflette tanto il carattere eccezionalmente interdisciplinare della ricerca di Haeckel quanto la necessità di comprendere le complesse connessioni di Haeckel con i suoi contemporanei e predecessori intellettuali.

Gli intellettuali che più di altri risultarono significativi nel successivo percorso evolutivo di Haeckel furono David Friedrich Strauss, teologo, e Bartholomäus von Carneri, filosofo e letterato. In questa fase occuparono una posizione simile a quella occupata in precedenza da Gegenbaur e Schleicher.

La loro principale influenza era dovuta al fatto che fornivano (Carneri più personalmente di Strauss) coesione ad un sistema che avrebbe dovuto essere in grado di riformare l’intero universo della scienza e della conoscenza.

In realtà, il sistema era più modesto e cercava di presentare i vecchi principi della tipologia nelle scienze naturali sotto una luce diversa, esponendo un senso religioso della vita e del mondo, fondando su un vivido concetto di eternità, l’ultima parola di quel sistema.

Sebbene l’atteggiamento di Haeckel nei confronti della religione e della teologia spesso offriva l’occasione di individuare delle soluzioni alle criticità teoriche che incontrava nella costruzione della sua teoria, non può negarsi il gradissimo spirito che animò l’uomo e che permea tutto il suo lavoro.

Resta certamente complessa per me una disanima del pensiero di Haeckel relativa allo sciovinismo nazionalista.

Dalle mie esperienze vissute in sei diversi paesi (compresa la Germania dell’Est che ora è stata dissolta), trovo che qualsiasi tipo di nazionalismo rappresenti un concetto inaccettabile.  Abbastanza curiosamente, tuttavia, il nazionalismo in politica sembra andare d’accordo con la tipologia nelle considerazioni intellettuali.

Posso quindi solo sperare che il mio pregiudizio al riguardo, non abbia distorto questa breve presentazione di quello che fu il professor Ernst Haeckel, figura di assoluto rilievo e degno di una più riconosciuta collocazione nell’universo del pensiero moderno.

Non appaia quindi esagerato il paragone che in filigrana intravedo con i tre personaggi del Faust di Goethe, che cristallizzano le tre fasi che caratterizzarono questo complesso personaggio.

Faust o dello sviluppo, Gretchen o dell’Unità, Mefistofele o dell’Eternità

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Anthropologie

Le ver qui voulait être professeur

“Als Gregor Samsa eines Morgens aus un ruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt.”
Die Verwandlung
Franz Kafka

Lorsque Gregor Samsa s’est transformé en insecte, il n’a jamais soupçonné qu’un ver aurait pu se transformer en Gregor auparavant.

Hormis sa croyance en la métamorphose, Ernst Haeckel (1834-1919) avait peu de choses en commun avec Franz Kafka.  Le naturaliste allemand a construit une vision des changements qui se produisent dans la nature en passant de formes inférieures aux formes supérieures, ce qui impliquait que les vers s’étaient effectivement transformés en ce qu’il croyait être la forme naturelle la plus élevée, le professeur allemand (barbe comprise).

Au contraire, l’interprétation de la métamorphose par Franz Kafka a transformé Gregor Samsa, légèrement plus développé, en Ungeziefer, moins développé, suggérant ainsi une forme de dégénérescence plutôt que de développement et de progrès.  De manière significative, Die Verwandlung est paru en 1912, alors que la position de Haeckel dans la culture occidentale était déjà en déclin et que le désastre de la Grande Guerre approchait.

Ce qui suit est une tentative de faire la lumière sur l’origine, la structure et la signification de la théorie construite par Ernst Haeckel pour soutenir sa vision de l’évolution progressive.

Cet article cherche à construire une approche de la biographie intellectuelle de l’homme qui est devenu le naturaliste le plus populaire et l’un des intellectuels les plus connus de ses contemporains, pour être ensuite vilipendé puis oublié.

Il se considérait comme le nouveau Prométhée, celui qui devait offrir à l’humanité le feu de la vérité, cette vérité qui permet de saisir le sens inhérent aux choses lorsqu’elles deviennent ce qu’elles sont.

Membre éminent d’un réseau complexe de naturalistes, de philosophes et d’humanistes, Haeckel pensait avoir une mission à remplir en diffusant sa vérité sur la science moderne, fermement ancrée dans ses convictions religieuses.  Haeckel était convaincu qu’il devait dépasser les limites du monde scientifique dans lequel il était plongé, pour atteindre l’humanité et l’éduquer.

Il n’a jamais compris la science comme le produit final de ses efforts. Il l’a plutôt considérée comme une étape préliminaire nécessaire qui a fourni la base d’une justification humaniste d’une approche qui englobe tous les aspects de l’existence.

Après avoir examiné l’intégralité de la “Generelle Morphologie”, je ne trouve pas surprenant que si peu de personnes l’aient lue dans son intégralité, et parmi elles, presque certainement pas Charles Darwin.

Les maîtres importants du passé, tels que Wolfgang von Goethe et Alexander von Humboldt, ont influencé le travail de Haeckel.

L’impact qu’ils ont exercé sur son développement intellectuel se ressent fortement dans son œuvre GM.

Toutes aussi importantes sont les influences que Johannes Müller et Rudolph Virchow ont exercées à la fois dans le GM et dans la production globale qui a suivi.

Müller était la muse de Haeckel. Il incarnait tout ce à quoi Haeckel aspirait, était un scientifique de premier ordre, un grand professeur et un modèle à la fois idéal et personnel.  Virchow adopte à son tour la théorie cellulaire de Haeckel et ses fondements scientifiques.

Le GM était le grand produit intellectuel de Haeckel, un livre dans lequel Carl Gegenbaur a également joué un rôle décisif. En fait, c’est Gegenbaur qui a soutenu Haeckel, en voulant l’accueillir à l’université d’Iéna et en contribuant d’une certaine manière à façonner le début de sa carrière.

Les écrits de cette période sont devenus une sorte de biographie conjointe de Haeckel et de Gegenbaur.

Charles Darwin lui-même est apparu sur la scène à cette époque avec son “Origine des espèces” et cette œuvre a eu un impact majeur sur la vie des deux chercheurs.

La relation entre Haeckel et Darwin a fait l’objet d’un débat animé, au cours duquel on s’est demandé si une révolution darwinienne ou non était en train de se produire.  Peter Bowler a suggéré que Haeckel et TH Huxley étaient des “pseudo-darwiniens”, tandis que Richards a insisté sur la proximité de Haeckel et de Darwin.

Plutôt que de débattre de la question de savoir si Haeckel était darwinien ou non, j’espère explorer dans quelle mesure les sources de la science de Haeckel différaient de celles de Darwin, en montrant leurs points de divergence et de convergence, ce qui, en termes morphologiques, passe par une prise de conscience qui peut être révélée par un cas d’analogie plutôt que d’homologie. La position avancée ici est une version légèrement modifiée de l’argument de Bowler selon lequel Haeckel n’était pas un vrai darwinien. Toutefois, il faut prêter attention à l’opinion de Richards selon laquelle certains aspects de Haeckel le rapprochent de Darwin. Il s’avère qu’il y avait effectivement une certaine convergence entre Haeckel et le jeune Darwin, le Darwin du “Voyage”.

C’était dans la période précédant son hypothèse initiale de la sélection naturelle, dans laquelle il était en fait plus proche d’Alexander von Humboldt et du romantisme que des éleveurs et de Malthus. Le romantisme, après tout, était un élément important dans la composition culturelle de Haeckel.  Les différences entre les modes de pensée de Darwin et de Haeckel ne pouvaient être ignorées et, aujourd’hui encore, elles doivent faire l’objet d’une attention particulière.

On se souvient que Haeckel et Gegenbaur ont utilisé les vues de Darwin comme une sorte de justification technique de leur réforme de la morphologie dans une direction causale plutôt que finaliste (c’est la morphologie évolutive qui comptait dans ce cas).

On se souviendra également que Gegenbaur a donné le signal éclairé du projet plus général de réforme morphologique.  Pour atteindre ses objectifs, Gegenbaur a fait appel à un zoologiste professionnel qui était prêt à appliquer sa méthode de recherche comparative au domaine spécifique de la zoologie, en particulier la zoologie inversée suivie par Gegenbaur (la zoologie des vertébrés s’inscrivait de préférence dans la tradition de Georges Cuvier).  En pratique, le travail se réduit à l’anatomie (comparative) et Gegenbaur finit par obtenir le soutien de Haeckel.  Lors de la parution de l’Origine des espèces, la réforme s’inscrit dans un cadre évolutionniste, que Haeckel interprète sur la base du modèle fourni par le développement cellulaire.

Gegenbaur et Haeckel ont développé leur rôle de manière différente : Gegenbaur a fourni la méthode pour les sciences naturelles, tandis que Haeckel voulait créer un système de l’univers entier. Cela a amené Gegenbaur à désapprouver les intentions de son collègue avec tant de véhémence qu’il a fini par rompre avec lui, et cette brouille a marqué très douloureusement le reste de la vie scientifique et personnelle de Haeckel.

Toujours à Iéna, Haeckel a rencontré le philologue August Schleicher, qui a grandement contribué à élargir l’approche et la pensée de Haekel.

La connaissance de Schleicher a permis à Haeckel de développer les outils intellectuels pour élargir le champ de sa réflexion au-delà des limites des technicités scientifiques en faveur d’une forme plus large de culture, lui permettant ainsi d’acquérir un ingrédient vital pour son programme : le lien entre les sciences naturelles et les sciences humaines.  C’est Schleicher lui-même qui a suggéré à Haeckel l’utilisation de ce qui est devenu plus tard les fameux “arbres de vie” de Haeckel.

Une troisième personne qui a occupé le devant de la scène dans les premières années de la vie et de l’œuvre de Haeckel était sa première femme Anna Sethe, qui était aussi une représentante de l’éternel féminin goethien.

La tragédie de sa mort prématurée le jour du 30e anniversaire de Haeckel a eu un effet très douloureux non seulement sur sa pensée mais aussi sur le reste de sa très longue vie. Pourtant, Anna est restée proche de Haeckel tout au long de sa vie, puisqu’elle a continué à l’inspirer jusqu’à sa mort.

Sa mort prématurée est devenue la pierre angulaire autour de laquelle s’est construite la vision de Haeckel sur la vie, la mort, l’éternité et l’univers.

Le départ de Gegenbaur d’Iéna pour Heidelberg en 1870 marque une nouvelle étape dans la vie de Haeckel et pose les bases d’une nouvelle structuration de sa pensée.

Avec l’absence de Gegenbaur et la mort de Schleicher, Haeckel se retrouve seul, bien que sa pensée soit encore soumise à l’influence posthume de Schleicher, qui semble à ce stade contaminer la pensée même de Gegenbaur.

Haeckel se sentait libre d’approfondir les aspects culturels que Gegenbaur considérait comme d’une valeur douteuse, mais qui représentaient non seulement sa véritable raison d’être, mais aussi le but ultime de ses recherches.

La science, bien que centrale dans la vie de Haeckel, est passée au second plan pendant cette phase.  Les considérations philosophiques, religieuses et éthiques ont prévalu.

L’approche politique, en revanche, était une toute autre affaire, puisque Haeckel refusait de confier son approche systémique à une perspective et une théorie politiques spécifiques.

Son insistance générale sur le “progrès” a authentiquement mis l’accent sur des éléments essentiellement culturels, et seulement marginalement politiques, bien que son enthousiasme pour Otto von Bismarck l’ait conduit, au fil du temps, à un soutien de plus en plus prononcé aux politiques étrangères agressives et au chauvinisme allemand.

L’ambiguïté, parfois plus qu’évidente, de la position politique de Haeckel est particulièrement palpable dans son approche anthropologique et ethnologique d’une part et dans son soutien intellectuel aux politiques coloniales d’autre part.

Être à la fois un défenseur du “progrès” et un chauvin peut sembler contradictoire : l’examen de cette criticité est ce qui me fascine depuis longtemps en tant qu’universitaire.  Alors que Haeckel se targue de soutenir avec enthousiasme le progrès culturel, il se tourne de plus en plus vers le conservatisme sur le plan politique.

On peut donc se demander quel est le lien entre sa position culturelle et politique, lien que l’auteur a toujours nié. Ayant longuement étudié et lu les écrits de Haeckel, je peux dire que l’essence de sa position culturelle était conservatrice.  Cependant, il est difficile d’établir avec certitude un lien entre ses penchants culturels et politiques.

Haeckel était le dernier maillon d’une solide tradition prédarwinienne de la pensée occidentale, profondément enracinée non seulement dans le romantisme mais aussi répandue dans certains courants des Lumières.

Darwin, en revanche, était un véritable radical qui a ouvert la voie à un nouveau mode de pensée rompant avec la tradition issue de Platon et d’Aristote, puis réformée par Descartes, Leibnitz et leurs successeurs, dont Buffon et Lamarck.

Darwin a suivi les traces de David Hume.

La tentative de Haeckel d’interpréter Darwin selon la tradition a effectivement fait disparaître toute trace de radicalisme de la pensée de Darwin. C’est en cela, je crois, que réside la diversité la plus intense entre Darwin et Haeckel, et pratiquement tous les autres. En effet, après une étude plus approfondie des processus théoriques, la mesure dans laquelle Haeckel représente le conservateur par excellence apparaîtra avec une extrême clarté.

Une très large tradition occidentale est présente chez Haeckel, au point qu’il n’est pas possible d’évoquer son œuvre immense sans une référence constante aux disciplines fondatrices de la pensée occidentale, de la philosophie à la science, en passant par l’art, la théologie et même la musique.  De nombreux personnages apparaissent sur la scène de sa pièce, certains comme protagonistes, d’autres dans des rôles secondaires et d’autres encore comme figurants.Chi vorrà approfondire i suoi scritti, troverà menzionati Platone, Aristotele, Martin Lutero, Giordano Bruno, René Descartes, Baruch Spinoza, Johann Wolfgang Goethe, Alexander von Humboldt, Immanuel Kant, Friedrich Schleiermacher, Lorenz Oken, Georges Cuvier, Johannes Müller, Voltaire, Georges Buffon, Jean-Baptiste Lamarck, Charles Darwin, Richard Owen, Rudolf Virchow, Carl Gegenbaur, August Weismann, Friedrich Hegel, Karl Marx, Kuno Fischer, Thomas Henry Huxley, Anton Dohrn, Friedrich Nietzsche, Herbert Spencer, John Stuart Mill, Wilhelm Wundt, David Friedrich Strauss, Richard Wagner, Richard Strauss, Otto von Bismarck, Napoléon III, Giuseppe Garibaldi, Bertrand Russell, Johannes Conrad, Joseph Conrad, Isadora Duncan et bien d’autres.

La présence de certaines de ces personnalités ne sera peut-être pas une surprise, mais la rencontre d’autres sera certainement totalement inattendue.

Cette vaste galerie reflète à la fois le caractère exceptionnellement interdisciplinaire des recherches de Haeckel et la nécessité de comprendre les liens complexes de Haeckel avec ses contemporains et prédécesseurs intellectuels.

Les intellectuels qui ont le plus contribué au développement ultérieur de Haeckel sont David Friedrich Strauss, un théologien, et Bartholomäus von Carneri, un philosophe et un savant. A ce stade, ils occupaient une position similaire à celle occupée précédemment par Gegenbaur et Schleicher.

Leur influence principale est due au fait qu’ils ont donné (Carneri plus personnellement que Strauss) une cohésion à un système qui aurait dû être capable de réformer tout l’univers de la science et de la connaissance.

En réalité, le système était plus modeste et cherchait à présenter les anciens principes de typologie des sciences naturelles sous un jour différent, en exposant un sens religieux de la vie et du monde, basé sur un concept vivant d’éternité, le dernier mot de ce système.

Si l’attitude de Haeckel à l’égard de la religion et de la théologie a souvent été l’occasion de trouver des solutions aux critiques théoriques qu’il rencontrait dans la construction de sa théorie, on ne peut nier le très grand esprit qui animait l’homme et imprègne toute son œuvre.

Pour moi, une analyse de la pensée de Haeckel sur le chauvinisme nationaliste reste complexe.

D’après mes expériences dans six pays différents (y compris l’Allemagne de l’Est, qui a maintenant été dissoute), je trouve que toute forme de nationalisme est un concept inacceptable.  Or, curieusement, le nationalisme en politique semble aller de pair avec la typologie dans les considérations intellectuelles.

Je ne peux donc qu’espérer que mes préjugés à cet égard n’ont pas faussé cette brève présentation de ce que fut le professeur Ernst Haeckel, un personnage d’une importance absolue et digne d’une place plus reconnue dans l’univers de la pensée moderne.

La comparaison que je vois en filigrane avec les trois personnages du Faust de Goethe, qui cristallisent les trois phases qui caractérisent ce personnage complexe, ne doit donc pas paraître exagérée.

Faust ou le développement, Gretchen ou l’unité, Méphistophélès ou l’éternité.