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Mercati Finanziari

POST-COVID: Vincitori e Vinti

La situazione dell’economia mondiale, successiva alle ondate pandemiche sino ad ora manifestate, non è certamente incoraggiante.

Numerosi sono i settori che hanno subito gravi conseguenze. In particolare:

  • Si è determinata un’ ondata di fallimenti nei settori del turismo, ristorazione, trasporti e viaggi, in modo più marcato nella sezione delle piccole aziende, con effetti negativi sui livelli di disoccupazione. Per altri versi, si registra un incremento delle operazioni di fusione, acquisizioni ed alleanze strategiche che hanno interessato il segmento delle grandi e medie aziende.
  • Si è altresì manifestata una sensibile modificazione delle classi di rating societari, in particolare nel settore dei crediti, con problemi di solvenza e di liquidità per l’immobiliare ed il segmento dei mutui, con attese di possibili manifestazioni di intensi shock.
  • E’generalizzata la rincorsa ad una sensibile riduzione dei costi, conseguente a processi di robotizzazione delle produzioni, contrazione degli oneri di funzionamento, riduzione di mano d’opera per incremento dell’input di capitale.
  • Nel contempo si e’ diffuso un processo di contrazione delle entrate della Pubblica Amministrazione che trova contropartita nell’incremento della pressione fiscale con nuove imposte, maggiore tassazione delle transazioni finanziarie e di quelle sul web.

Ciò non ostante, si registra un incremento del processo inflazionistico ed un deterioramento della qualità della vita, per via di una impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, dei trasporti e della mobilità in genere così come dei metalli e delle fonti di energia, con riduzione del potere di acquisto del consumatore medio.

Per ciò che concerne l’andamento dei mercati finanziari nel 1^semestre 2021, la situazione si mostra simile a quella del trascorso anno  2020, interessato dalla prima ondata pandemica.

L’osservazione del contesto attuale mostra mercati finanziari in rialzo, con un trend in accelerazione per via degli  interventi  delle principali Banche Centrali e Governi, impegnati ad iniettare abbondante liquidità e ad acquistare assets per realizzare variegati  programmi di investimento. In particolare l‘attenzione si concentra  sugli indici di mercato, sui bonds, sulle commodity e sui metalli,   nell’illusione di una possibile ripresa  post-covid.

Come risultato, si è avuta una contrazione dell’economia globale nel 2020 di oltre 4pc, la peggiore dalla seconda guerra mondiale, che si è  prolungata nel 1^ semestre del 2021. Gli indici di borsa e dei mercati finanziari in genere, per contro, hanno registrato incementi di oltre 50pc, dal “doppio minimo” realizzato nei mesi di marzo/aprile 2020.

Una vera “follia” euforica che ancora una volta conferma che la Finanza vive una dimensione propria totalmente avulsa dall’economia  reale; il fenomeno non è nuovo semmai in forte accentuazione.

Lo scrivente giudica la situazione del tutto insostenibile con le Banche Centrali già in fase di tempering, con rientro dagli acquisti di assets, continue iniezioni di liquidità, e con gli effetti pandemici ancora marcatamente presenti nelle primarie nazioni, come Giappone, India, Argentina, Brasile, e vari Paesi emergenti.

Sembra che i mercati abbiano  già largamente anticipato l‘ipotizzata ripresa post-covid che però è ancora lontana dal manifestarsi.

Ed invero il livello dei consumi si mostra ancora debole ed al di sotto delle peggiori aspettative mentre emerge un processo d’incemento dei prezzi che non certo sarà benefico per un sostegno della ripresa dei consumi.

Gli Stati al momento sembrano più preoccupati di incettare dosi di vaccino che di sostenere con misure efficaci la debole economia.

L’incremento dei prezzi sembra alimentato quindi dall’azione della speculazione, sempre avida di profitti, con incementi negli acquisti di derivati e nell’uso della leva finanziaria.

Il livello dell’indebitamento si mostra crescente, oggi a livelli record, con deterioramento della qualità del credito sia nel settore pubblico che privato.

La sostenibilità del debito sarà dunque messa a dura prova al momento di un rialzo dei tassi d’interesse.

Ci si attende una modificazione molto probabile delle politiche monetarie sino ad oggi incentrate sull’espansione della liquidità a basso costo, con fine del tempering ovvero del denaro “facile” ed a costo zero; un processo  già in atto in Cina, Australia, Canada, Sud Africa ed a cui seguiranno altri Paesi con attenzione particolare agli Stati Uniti d’America.

In relazione al rialzo del prezzo delle commodity ed alla presenza  di un dollaro statunitense debole, i Paesi emergenti godono di agi economici connessi alle loro esportazioni ed ai ridotti  costi di finanziamento, oltre che ad un nuovo afflusso di capitali da investitori esteri. Un vantaggio che sostiene in modo particolare la Cina, l’India e diversi Paesi asiatici come  Taiwan e Sud Corea, ai quali si aggiunge la Colombia.

Si assiste ad una modificazione nelle modalità di regolamento delle transazioni, con riduzione  dell’uso di contanti. In arrivo le valute digitali emesse dalle principali Banche Centrali ad affiancare gli abituali mezzi di pagamento, con maggiori controlli da parte delle autorità e costi di transazione inferiori.

Lo scenario che si presenta all’attenzione del risparmiatore privato non  è incoraggiante.

Ed in effetti, i mercati finanziari si mostrano caratterizzati da una marcata irrazionalità e dal prevalere di atteggiamenti del tutto sconnessi dai fondamentali economici sottostanti.

La situazione, a ben vedere, fa temere possibili e repentini crolli delle quotazioni con forti perdite sui principali assets.

Dunque il mantra è prudenza, con acquisto dei principali valori rifugio come oro ed argento nonchè di altri metalli, da valutare caso per caso; si consiglia di conservare un alto livello di liquidità.

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Marchés Financiers

POST-COVID : LES Vainqueurs et les Vaincus

La situation de l’économie mondiale, après les vagues de pandémie jusqu’à présent, n’est certainement pas encourageante.

De nombreux secteurs ont subi de graves conséquences. En particulier :

  • Il y a eu une “vague de faillites dans les secteurs du tourisme, de la restauration, des transports et des voyages, plus particulièrement dans la section des petites entreprises, avec des effets négatifs sur les niveaux de chômage. D’autre part, on constate une augmentation des fusions, acquisitions et alliances stratégiques touchant le segment des grandes et moyennes entreprises.
  • On a également constaté un changement important dans les classes de notation des entreprises, en particulier dans le secteur du crédit, avec des problèmes de solvabilité et de liquidité pour les segments de l’immobilier et des prêts hypothécaires, avec des manifestations possibles de chocs intenses attendus.
  • Il y a eu une évolution générale vers une réduction significative des coûts, en raison de la robotisation de la production, d’une réduction des coûts d’exploitation et d’une réduction de la main-d’œuvre due à une augmentation de l’apport en capital.
  • Dans le même temps, un processus de contraction des recettes de l’administration publique s’est généralisé, qui est contrebalancé par une augmentation de la pression fiscale avec de nouveaux impôts, une taxation plus élevée des transactions financières et de celles sur le web.

Néanmoins, on a assisté à une augmentation du processus inflationniste et à une détérioration de la qualité de vie, en raison de la flambée des prix des aliments, des transports et de la mobilité en général, ainsi que des métaux et des sources d’énergie, avec une réduction du pouvoir d’achat du consommateur moyen.

En ce qui concerne la performance des marchés financiers pour le premier semestre 2021, la situation est similaire à celle de 2020, qui avait été affectée par la première vague pandémique.

L’observation du contexte actuel montre des marchés financiers en hausse, avec une tendance à l’accélération due aux actions des principales banques centrales et des gouvernements, engagés dans l’injection de liquidités abondantes et l’achat d’actifs pour mettre en œuvre divers programmes d’investissement. L’attention s’est notamment portée sur les indices boursiers, les obligations, les matières premières et les métaux, dans l’illusion d’une possible reprise post-Covid.

Il en résulte une contraction de l’économie mondiale de plus de 4 % en 2020, la pire depuis la Seconde Guerre mondiale, qui s’est poursuivie au premier semestre 2021. Les indices boursiers et les marchés financiers en général, en revanche, ont connu des baisses de plus de 50 % depuis le “double creux” atteint en mars/avril 2020.

Une véritable “folie” euphorique qui confirme une fois de plus que la Finance vit une dimension à part totalement détachée de l’économie réelle ; le phénomène n’est pas nouveau, il est même fortement accentué.

Nous estimons que la situation est totalement insoutenable, avec les banques centrales déjà en phase de tempering, avec le retour des achats d’actifs, les injections continues de liquidités et les effets de la pandémie encore très présents dans les pays primaires, comme le Japon, l’Inde, l’Argentine, le Brésil et divers pays émergents.

Il semble que les marchés aient déjà largement anticipé l’hypothèse d’une reprise post-covid, qui est encore loin de se manifester.

En effet, le niveau de la consommation reste faible et inférieur aux pires attentes, tandis que se dessine un processus de hausse des prix qui ne sera certainement pas bénéfique pour soutenir la reprise de la consommation.

Pour le moment, les pays semblent plus préoccupés par la constitution de doses de vaccin que par le soutien de l’économie faible par des mesures efficaces.

La hausse des prix semble donc être alimentée par l’action de la spéculation, toujours avide de profits, avec l’augmentation des achats de produits dérivés et l’utilisation de l’effet de levier financier.

Le niveau d’endettement augmente, atteignant désormais des niveaux records, avec une détérioration de la qualité du crédit dans les secteurs public et privé.

La viabilité de la dette sera donc mise à l’épreuve lorsque les taux d’intérêt seront relevés.

Il est très probable que l’on assiste à un changement des politiques monétaires jusqu’à présent axées sur l’expansion de la liquidité à faible coût, avec la fin du “tempering”, c’est-à-dire de l’argent “facile” et à coût nul ; un processus qui est déjà en cours en Chine, en Australie, au Canada et en Afrique du Sud et qui sera suivi par d’autres pays, notamment les États-Unis.

En relation avec la hausse des prix des matières premières et la présence d’un dollar américain faible, les pays émergents bénéficient de bénéfices économiques liés à leurs exportations et à la réduction des coûts de financement, ainsi que d’un nouvel afflux de capitaux de la part des investisseurs étrangers. Un avantage qui soutient particulièrement la Chine, l’Inde et divers pays asiatiques tels que Taïwan et la Corée du Sud, ainsi que la Colombie.

On assiste à un changement dans la manière de régler les transactions, avec une réduction de l’utilisation de l’argent liquide. Les monnaies numériques émises par les principales banques centrales arrivent pour encadrer les moyens de paiement habituels, avec des contrôles accrus par les autorités et des coûts de transaction plus faibles.

Le scénario qui se présente à l’attention de l’épargnant privé n’est pas encourageant.

En effet, les marchés financiers se caractérisent par une irrationalité marquée et par la prévalence d’attitudes totalement déconnectées des fondamentaux économiques sous-jacents.

La situation, à y regarder de plus près, fait craindre des effondrements possibles et soudains des prix avec de lourdes pertes sur les principaux actifs.

La prudence est donc de mise, avec des achats des principales valeurs refuges comme l’or et l’argent, ainsi que d’autres métaux, à évaluer au cas par cas ; il est conseillé de conserver un niveau élevé de liquidités.

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Mercati Finanziari

Le valute digitali

Con il varo della CBDC, ovvero Central Bank Digital Currency, il prossimo passo sarà la valuta digitale, emessa dalle principali Banche Centrali, quali quelle di Giappone, Cina, Europa, USA.

Da non confondersi con le cripto valute, che sono altra cosa.

Un sistema aggiuntivo, come nuovo mezzo di pagamento, emesso tramite la blockchain, conservato in portafogli elettronici ed utilizzato  via APP, con limiti di spesa a protezione di eventuali attacchi hacker.

Con la valuta digitale si convertono i contanti detenuti in conti correnti bancari, secondo il rapporto di 1:1, con crediti presso la Banca Centrale, che potrà produrre moneta digitale in monopolio, senza limiti.

Le Banche (probabilmente) non sarebbero penalizzate dalla presenza di tassi negativi come quelli attuali, applicati sulle disponibilità in conto corrente.

In ragione di ciò, si prevede  una Bad Bank Europea, con un debito comune, una centralizzazione del credito, una sorta di Fiat Money Statale.

L’effetto sarà quello di un’ulteriore  riduzione dell’uso del cash (contante), sino alla sua totale eliminazione, penalizzandolo con maggiori costi e gravandolo di ulteriori limiti, secondo il ben noto “ritornello” della necessità di intensificare la lotta al riciclaggio ed all’uso illegale del contante.

Valute nazionali digitali, come primo passo verso un’unica valuta mondiale, con il fine dichiarato di sincronizzare le politiche economiche ed  tassi di crescita, nonchè i saggi d’interesse e l’imposizione fiscale, ma è certo un grave nocumento per la privacy dei cittadini in ragione delle connesse procedure che imporrano rigorosi controlli sull’identità.

La Cina è verso il traguardo finale per il varo di una Digital Fiat Currency, o Base Money, che dir si voglia. Ovvero una valuta digitale emessa dalla propria  Banca Centrale, con lo scopo di “affiancare” il contante (biglietti legali), con il fine dichiarato di migliorare la velocità nei pagamenti e di ridurne i costi.

Questi sarebbero  i presupposti ufficiali.

E’ chiaro che il successo finale del tentativo di digitalizzare il sistema monetario dipende grandemente dall’accettazione della valuta virtuale da parte del pubblico: cittadini comuni ed operatori economici e finanziari.

Gioca in tal senso un ruolo fondamentale la “sicurezza”del sistema informatico alla base della virtualizzazione monetaria.

  In via sinetica, s’intravedono alcune importanti conseguenze sugli assetti complessivi del sistema economico.

  1. Si ampliano gli strumenti di Politica monetaria con maggiore flessibilità nel controllo della Liquidità di sistema; così come sul livello dei tassi d’interesse;
  2. Una maggiore efficacia nelle attività di prevenzione degli illeciti finanziari ed economici, quali le falsificazioni monetarie;
  3. Maggiori ostacoli per l’evasione fiscale;
  4. Crescente sicurezza del sistema dei pagamenti;
  5. Possibilità per la moneta di assumere lo status di “bene pubblico”.

Il prezzo da pagare ci sembra comunque elevato per i riflessi significativi sulle limitazioni della “libertà personale”,conseguenza di una privacy nei fatti inesistente.

Per  le Banche commerciali  s’intravede il rischio che l’introduzione della valuta digitale possa avere effetti sulla consistenza della propria clientela e su quella dei depositi, per le “fughe”  sul nuovo conto digitale, riducendosi in tal modo  la loro centralità nel sistema finanziario e la posizione dominante nella concessione del credito alle imprese e famiglie; gli effetti potrebbero compromettere l’equilibrio economico e la stabilità patrimoniale dei singoli istituti, per la possibile contrazione dei ricavi, tipici e non (interessi, ricavi e provvigioni).

Al contrario, un vantaggio potrebbe derivare dalla eliminazione dei tassi negativi sulla liquidità detenuta, essendo la stessa trasferita in un conto digitale presso la Banca Centrale.

E’ chiaro che in tali scenari nasce l’esigenza di nuove forme di intermediazione finanziaria e di nuovi sistemi di controllo e vigilanza.

Sui mercati valutari potrebbe registrarsi un’accresciuta disaffezione verso il dollaro statunitense, principale veicolo di regolamento monetario negli scambi commerciali internazionali:  ma ciò postula che tutti i Paesi presenti sullo scacchiere economico mondiale abbiano la capacità tecnologica per l’introduzione della valuta digitale.

Dal che si intravede un possibile “conflitto” di potenza tra Paesi avanzati e Nazioni povere ed in via di sviluppo.

La conseguenza è che tale innovazione potrebbe acutizzare la già grave condizione di “sperequazione” nella distribuzone della ricchezza a livello planetario.

 

La sperimentazione  tecnica e giuridica prosegue e si prevede un’implementazione dello start up nei prossimi 2-3 anni, sembra domani.

Nel frattempo le cripto valute, create a partire dal 2009, raggiungono record massimi nelle proprie quotazioni sui listini ufficiali, con capitalizzazione oltre i 1.800 miliardi (dollari statunitensi).

In ragione della circostanza che si caratterizzano per “numeri di estrazione” limitati (mining), e sono quotate su almeno 25 borse mondiali, esse stanno lentamente sostituendo  l’oro come bene rifugio.

Sembra che l’avviato processo di digitalizzazione del sistema monetario sia irreversibile; bisogna sperare che i vantaggi superino di gran lunga i possibili indesiderati effetti “collaterali”.

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Marchés Financiers

Les monnaies numériques

Avec le lancement de la CBDC, ou monnaie numérique de la banque centrale, l’étape suivante sera la monnaie numérique, émise par les principales banques centrales, telles que celles du Japon, de la Chine, de l’Europe, des États-Unis.

À ne pas confondre avec les crypto-monnaies, qui sont autre chose.

Un système supplémentaire, comme nouveau moyen de paiement, émis à travers la blockchain, stocké dans des portefeuilles électroniques et utilisé via APP, avec des limites de dépenses pour se protéger contre d’éventuelles attaques de hackers.

Avec la monnaie numérique, les liquidités détenues sur les comptes bancaires seraient converties, selon un rapport de 1:1, en crédits auprès de la Banque centrale, qui serait en mesure de produire la monnaie numérique en monopole, sans limites.

Les banques ne seraient (probablement) pas pénalisées par la présence de taux négatifs comme les taux actuels, appliqués sur les avoirs en compte courant.

Pour cette raison, une Bad Bank européenne est prévue, avec une dette commune, une centralisation du crédit, une sorte de Fiat Money d’Etat.

L’effet sera celui d’une réduction supplémentaire de l’utilisation de l’argent liquide, jusqu’à son élimination totale, en le pénalisant par des coûts plus élevés et en l’accablant de nouvelles limites, selon le “refrain” bien connu de la nécessité d’intensifier la lutte contre le blanchiment d’argent et l’utilisation illégale d’argent liquide.

Les monnaies nationales numériques constituent un premier pas vers une monnaie mondiale unique, dans le but déclaré de synchroniser les politiques économiques et les taux de croissance, ainsi que les taux d’intérêt et la fiscalité, mais il s’agit certainement d’une grave atteinte à la vie privée des citoyens en raison des procédures connexes qui imposeront des contrôles d’identité stricts.

La Chine approche de la dernière étape du lancement d’une monnaie fiduciaire numérique, ou monnaie de base, comme on pourrait l’appeler. C’est-à-dire une monnaie numérique émise par sa Banque centrale, dans le but de “flanquer” les espèces (la monnaie légale), dans le but déclaré d’améliorer la rapidité des paiements et de réduire les coûts.

Ce sont les hypothèses officielles.

Il est clair que le succès final de la tentative de numérisation du système monétaire dépend largement de l’acceptation de la monnaie virtuelle par le public : citoyens ordinaires et opérateurs économiques et financiers.

Un rôle fondamental est joué par la “sécurité” du système informatique à la base de la virtualisation monétaire.

De manière synthétique, nous pouvons voir certaines conséquences importantes sur la structure globale du système économique.

  1. Les instruments de la politique monétaire seront élargis avec une plus grande flexibilité dans le contrôle de la liquidité du système, ainsi que sur le niveau des taux d’intérêt ;
  2. Une plus grande efficacité dans la prévention des infractions financières et économiques, telles que les falsifications monétaires ;
  3. Des obstacles plus importants à l’évasion fiscale ;
  4. Sécurité accrue du système de paiement ;
  5. Possibilité pour la monnaie d’assumer le statut de “bien public”.

Toutefois, le prix à payer nous semble élevé, vu l’impact significatif sur les limitations de la “liberté personnelle”, conséquence d’une vie privée qui, en fait, n’existe pas.

Pour les banques commerciales, il existe un risque que l’introduction de la monnaie numérique ait des effets sur la taille de leurs clients et de leurs dépôts, en raison de la ” fuite ” vers le nouveau compte numérique, réduisant ainsi leur centralité dans le système financier et leur position dominante dans l’octroi de crédits aux entreprises et aux familles ; les effets pourraient compromettre l’équilibre économique et la stabilité patrimoniale des institutions individuelles, en raison de la possible contraction des revenus, typiques et non typiques (intérêts, revenus et commissions).

Au contraire, un avantage pourrait découler de l’élimination des taux négatifs sur les liquidités détenues, celles-ci étant transférées sur un compte numérique auprès de la Banque centrale.

Il est clair que dans de tels scénarios, de nouvelles formes d’intermédiation financière et de nouveaux systèmes de contrôle et de vigilance s’imposent.

Sur les marchés des devises, on pourrait assister à une désaffection accrue à l’égard du dollar américain, principal vecteur de régulation monétaire dans les échanges commerciaux internationaux : mais cela suppose que tous les Pays présents sur l’échiquier économique mondial aient la capacité technologique d’introduire la monnaie numérique.

A partir de là, on peut entrevoir un possible “conflit” de pouvoir entre les pays avancés et les nations pauvres et en développement.

La conséquence est que cette innovation pourrait exacerber la situation déjà grave de l'”inégalité” dans la répartition des richesses au niveau planétaire.

L’expérimentation technique et juridique se poursuit et la mise en œuvre du démarrage est prévue dans les 2 ou 3 prochaines années, semble-t-il demain.

Pendant ce temps, les crypto-monnaies, créées depuis 2009, atteignent des records dans leurs cotations sur les listes officielles, avec une capitalisation supérieure à 1 800 milliards (de dollars américains).

Étant donné qu’ils se caractérisent par un nombre limité d’extractions et qu’ils sont cotés sur au moins 25 bourses mondiales, ils remplacent peu à peu l’or comme valeur refuge.

Il semble que le processus engagé de numérisation du système monétaire soit irréversible ; il faut espérer que les avantages dépasseront de loin les éventuels effets “secondaires” indésirables.

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Mercati Finanziari

Cosa c’è di nuovo nei mercati?

Non abbiamo niente di particolarmente “nuovo” nel mondo economico e finanziario che merita una maggiore attenzione, a meno che non si voglia considerare l’accelerazione di tutto ciò che era già manifesto: nulla sarà come prima.

Situazione di globale crisi causata dalla Pandemia (errore umano o voluta?).

I mercati finanziari continuano a respirare un clima di eccessivo ottimismo, in  presenza di un’alta liquidità  alimentata dalla stampa di moneta da parte delle Banche Centrali, con tassi negativi e record nei livelli dell’indebitamento, principalmente nel settore pubblico.

Una continua e spasmodica ricerca di rendimento che incentiva al ricorso della cosiddetta leva finanziaria con inevitabile inasprimento del rischio assunto ed un’accentuazione dell’attività di trading, con ampie posizioni Long e Short al solo scopo di lucrare differenze di prezzo per oscillazioni dei valori totalmente avulse dalle realtà economiche sottostanti ai titoli, con inevitabile riduzione della qualità degli assets.

Diffuso utilizzo dei derivati, quali opzioni, ETF, SDR-Bond Cina, IMF, ed uso irrazionale ed ampio delle Cripto valute che assume la rincorsa di un pericoloso “gioco d’azzardo”.

Si registra un’incidenza crescente sulla formazione dei flussi negoziali derivante dalle  piattaforme di  trading,  tipo “Robin Hood”, Reddit, Game Stop ed altre, fenomeno che contribuisce a creare caos sui mercati con difficoltà crescenti per i Fondi di Investimento, che si vedono obbligati a chiudere le loro ampie esposizioni su singoli titoli tramite l’esecuzione di stop-loss, con conseguenti reazioni violente nelle quotazioni, per mancanza di “merce”, vale a dire di strumenti finanziari da acquistare.

E’ un fenomeno (quello della piattaforma di trading) che  orienta una  miriadi di piccoli investitori ad effettuare operazioni mirate su titoli  minori e poco trattati,  determinando ampi ed incidenti posizionamenti. Un rischio per i big della finanza in termini  di perdita di controllo sul “tradizionale” mercato. Forse, per questo aspetto, potrebbe dirsi che “non tutti i mali vengono per nuocere”.

Il fenomeno è sostenuto dalle politiche delle Banche Centrali, le quali continuano ad inondare  i mercati finanziari di liquidità, di crediti, di aiuti diretti.

Le aspettative sono per interventi sempre più marcati e generalizzati, in relazione all’andamento della pandemia e per un’impellente necessità di sostegni crescenti all’economia ed ai mercati in genere.

La guerra commerciale in atto non da segni di attenuazione, con sanzioni e dazi crescenti ed utilizzo di restrizioni al commercio, con gli inevitabili effetti recessivi sull’economia mondiale, accentuati dalla crisi derivante dagli ampi lock-down diffusi da oltre un anno a livello planetario e senza concrete prospettive di una loro riduzione.

Si manifestano i primi inevitabili effetti sulla struttura dell’economia, con una sensibile modificazione della qualità dei consumi e degli stili di vita, cambiamenti che incidono sulle attività dei tradizionali negozi favorendo l’e-commerce, l’esodo dalle grandi città, la riduzione del traffico cittadino, la non utilizzazione degli immobili  adibiti ad ufficio e ad abitazione, così come sull’attività dei ristoranti ed alberghi.

Questo comporta  nuove occupazioni e mansioni: body-scanner, pagamenti e prenotazioni tramite telefono o carte di credito, negozi cash-less, transazioni bancarie automatizzate, modifiche nel modo di produrre, di costruire e rendere operanti i siti web, le procedure tecniche e di identificazione per la sicurezza con indubbi effetti di riduzione della cosiddetta “privacy”.

Nel solo 4° trimestre del 2020 le vendite on-line sono aumentate del 32pc annuo, con forti investimenti delle aziende in tecnologia ed infrastrutture, come il lavoro di adattamento al digitale.

Il fenomeno  rappresenta  un’accelerazione di un processo già in atto da qualche anno in ragione dell’attuale pandemia.

I mercati finanziari nel frattempo sono in attesa di  una ripresa globale che però tarda ad arrivare, con attese per i primi segnali di crescita dal prossimo mese di settembre, ipotesi che al momento non sembra assai probabile. Il “focus” degli operatori è sui settori piu’ “martoriati”, quali turismo, ristorazione, aereo e auto, alberghiero e commodity.

Il principale timore  è per l’eventuale insorgenza di un rinnovato processo inflazionistico che può alimentare un rialzo dei tassi di interesse, e quindi dei costi di finanziamento, in un momento in cui l’indebitamento si mostra in forte aumento, ai record storici, e l’economia langue.

I mercati anticipano un rialzo di 122bps, 5 rialzi, tra fine 2022 e 2024

Cosa possiamo attenderci nei prossimi mesi?

  • Un’ondata di fallimenti, nel settore del turismo, ristorazione, trasporti, ed in particolare delle piccole aziende, con sensibile aumento dela disoccupazione.
  • Crescenti problemi di solvenza e di liquidità.

Immobiliare e mutui, con possibili shock.

Immobiliare commerciale con modificazioni nell’utilizzo degli spazi, da home-work, distanze.

  • Riduzione dei costi.

Uso massiccio dei robot ed inasprimento del target “taglio dei costi”, con licenziamenti massicci e riduzione della forza lavoro necessaria.

  • Crollo delle entrate fiscali.

Aumento della fiscalità, nuove tasse, tassazione delle transazioni finanziarie e via web.

  • Qualità e costo della vita.

Shock inflazione per impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, agricoli, metalli ed energia, aumento dei costi sociali ed assicurativi, trasporti e mobilità, con riduzione ulteriore del potere di acquisto.

Sul fronte degli investimenti finanziari:

Focalizzazione maggiore sulle prospettive di una possibile  ripresa dell’inflazione, con rialzo dei tassi di interesse ed effetti sull’andamento dei prezzi delle commodity e del petrolio.

Attività sui mercati sempre caratterizzata da un’ampia volatilità delle quotazioni con possibili “strappi” sui prezzi.

I Settori oggetto di maggiore attenzione potranno essere quelli delle batterie, dei metalli industriali, delle “terre rare”, dell’agricoltura, del biotech e fintech, della telefonia, dei containers.

Per il piccolo investitore si suggerisce prudenza, alta liquidità e beni rifugio.

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Marchés Financiers

Quoi de neuf sur les marchés ?

Nous n’avons rien de particulièrement “nouveau” dans le monde économique et financier qui mérite plus d’attention, à moins que vous ne vouliez considérer l’accélération continue de tout ce qui était déjà manifesté : rien ne sera plus comme avant.

Une situation globale de crise causée par la pandémie (erreur humaine ou intentionnelle ?).

Les marchés financiers continuent de respirer un climat d’optimisme excessif, en présence de liquidités élevées alimentées par l’impression de monnaie par les banques centrales, avec des taux négatifs et des niveaux d’endettement record, principalement dans le secteur public.

Une recherche continue et spasmodique de rendement favorisant le recours à ce que l’on appelle le levier financier avec une exacerbation inévitable du risque assumé et une accentuation de l’activité de trading, avec de larges positions longues et courtes dans le seul but de profiter des différences de prix dues à des fluctuations de valeurs totalement détachées des réalités économiques sous-jacentes aux titres, avec une réduction inévitable de la qualité des actifs.

L’utilisation généralisée des produits dérivés, tels que les options, les ETF, le SDR-Bond Chine, le FMI, et l’utilisation irrationnelle et large des crypto-monnaies qui assument la ruée vers un “pari” dangereux.

On constate une incidence croissante sur la formation des flux de négociation provenant des plates-formes de trading, telles que “Robin des Bois”, Reddit, Game Stop et autres, un phénomène qui contribue à créer le chaos sur les marchés avec des difficultés croissantes pour les Fonds d’investissement, qui se voient obligés de fermer leurs amples expositions sur des titres individuels par l’exécution de stop-loss, avec des réactions violentes conséquentes dans les cotations, par manque de “marchandises”, c’est-à-dire d’instruments financiers à acheter.

Ce phénomène (celui de la plate-forme de négociation) incite une myriade de petits investisseurs à effectuer des opérations ciblées sur des titres mineurs et peu traités, en déterminant des positionnements amples et accessoires. Un risque pour les grands de la finance en termes de perte de contrôle sur le marché “traditionnel”. Peut-être, pour cet aspect, pourrait-on dire que “tous les maux ne sont pas forcément nuisibles”.

Ce phénomène est soutenu par les politiques des banques centrales, qui continuent d’inonder les marchés financiers de liquidités, de crédits et d’aides directes.

On s’attend à des interventions de plus en plus marquées et généralisées, par rapport à la tendance pandémique et à un besoin urgent de soutien croissant à l’économie et aux marchés en général.

La guerre commerciale en cours ne montre aucun signe d’apaisement, avec l’augmentation des sanctions et des droits de douane et le recours aux restrictions commerciales, ainsi qu’avec les inévitables effets récessifs sur l’économie mondiale, stimulés par la crise résultant des blocages généralisés qui ont lieu depuis plus d’un an au niveau mondial et sans perspective concrète de leur réduction.

Les premiers effets inévitables sur la structure de l’économie se manifestent, avec une modification significative de la qualité de la consommation et des modes de vie, des changements qui affectent les activités des magasins traditionnels en favorisant le commerce électronique, l’exode des grandes villes, la réduction du trafic urbain, la non-utilisation des bâtiments utilisés comme bureaux et logements, ainsi que les activités des restaurants et des hôtels.

Cela implique de nouveaux métiers et de nouvelles activités : scanners corporels, paiements et réservations par téléphone ou par carte de crédit, magasins sans argent liquide, transactions bancaires automatisées, changements dans la façon dont les sites web sont produits, construits et exploités, procédures techniques et d’identification pour la sécurité avec des effets indéniables de réduction de la “vie privée”.

Rien qu’au quatrième trimestre 2020, les ventes en ligne ont augmenté de 32 % par an, les entreprises investissant massivement dans la technologie et l’infrastructure, notamment dans les travaux d’adaptation numérique.

Ce phénomène représente l’accélération d’un processus déjà en cours depuis quelques années suite à la pandémie actuelle.

Dans l’intervalle, les marchés financiers attendent une reprise mondiale qui tarde toutefois à venir, les premiers signes de croissance étant attendus à partir de septembre prochain, une hypothèse qui ne semble pas très probable pour le moment. Les opérateurs se concentrent sur les secteurs les plus “malmenés”, tels que le tourisme, la restauration, l’aviation et l’automobile, les hôtels et les produits de base.

La principale crainte concerne l’amorce éventuelle d’un nouveau processus inflationniste qui pourrait alimenter une hausse des taux d’intérêt, et donc des coûts de financement, à un moment où la dette augmente fortement, pour atteindre des records historiques, et où l’économie est languissante.

I mercati anticipano un rialzo di 122bps, 5 rialzi, tra fine 2022 e 2024

Les marchés anticipent une hausse de 122 points de base, soit 5, entre fin 2022 et 2024.

Que pouvons-nous attendre dans les mois à venir ?

  • Une vague de faillites dans les secteurs du tourisme, de la restauration et des transports, notamment dans les petites entreprises, avec une augmentation significative du chômage.
  • Des problèmes croissants de solvabilité et de liquidité.

L’immobilier et les prêts hypothécaires, avec des chocs possibles.

L’immobilier commercial avec des changements dans l’utilisation de l’espace, du travail à domicile, des distances.

  • Réduction des coûts.

Utilisation massive de robots et resserrement de l’objectif de réduction des coûts, avec licenciements massifs et réduction de la main-d’œuvre nécessaire.

  • Effondrement des recettes fiscales.

Augmentation de la fiscalité, nouvelles taxes, taxation des transactions financières et en ligne.

  • Qualité et coût de la vie.

Choc inflationniste dû à la flambée des prix des denrées alimentaires, des produits agricoles, des métaux et de l’énergie, à l’augmentation des coûts sociaux et des assurances, des transports et de la mobilité, réduisant encore le pouvoir d’achat.

Sur le plan des investissements financiers :

L’accent est mis sur les perspectives d’une éventuelle reprise de l’inflation, avec la hausse des taux d’intérêt et les effets sur les tendances des prix des matières premières et du pétrole.

L’activité sur les marchés se caractérise toujours par un degré élevé de volatilité, avec de possibles pics de prix.

Les secteurs qui attirent le plus l’attention pourraient être ceux des batteries, des métaux industriels, des terres rares, de l’agriculture, des biotechnologies et des technologies financières, de la téléphonie et des conteneurs.

Pour le petit investisseur, nous suggérons la prudence, une liquidité élevée et des actifs sûrs.

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Mercati Finanziari

Mercati finanziari sempre più dominati da irrazionalità

I mercati finanziari proseguono sulla scia già osservata negli ultimi mesi: ottimismo ed aspettative positive, atteggiamento alimentato della attese di un sicuro sostegno da parte dei Governi e delle Banche Centrali, per via di una politica monetaria espansiva che al momento non conosce fine. Sembra che l’attenzione sia già focalizzata alla fase “post pandemica”.

In realtà, la pandemia da coronavirus ha generato grandi difficoltà e messo in evidenza i problemi già esistenti, amplificandoli. Ma ha anche stimolato la nascita di nuovi stili di vita ed opportunità di consumo,  di impiego del  tempo libero, con modificazioni profonde che potranno essere stabili nel tempo.

In particolare sono interessati i settori ristorazione, alberghiero e turismo, aereo, auto, abbigliamento, con esodo dalle grandi città e marcata riduzione dei chilometri percorsi; riduzione del tasso di natalità a livelli  tra il 15 ed il 25% mentre la mortalità si attesta tra il 25 ed il 30%, con impatto sulla capacità di corrispondere gli assegni di previdenza sociale ed in genere sui piani di pensionamento e sulle connesse coperture assicurative.

La situazione genera un forte impatto sull’Economia mondiale con sensibile flessione delle attività di commercio internazionale e conseguenti effetti negativi sul trasporto navale; la domanda di uranio e di platino è  al suo massimo degli ultimi anni; i prodotti alimentari come grano, mais, soia, presentano prezzi in netto rialzo, per via della peste suina ed aviaria e dei diffusi disastri ambientali che interessano vaste aree planetarie; com’anche il petrolio, l’alluminio, ed il rame, con rialzo della domanda in ragione delle aspettative di una ripresa robusta dell’economia globale post-covid, attesa già dal secondo semestre di quest’anno.

Invariati i grandi temi, come i piani di stimolo e gli aiuti diretti a sostegno dell’Economia, colpita dalle chiusure obbligate, con maggiore assistenzialismo e processi di nazionalizzazione in corso, riduzione della libertà individuale, introduzione di un passaporto vaccinale, e limitazioni dei liberi mercati.

A ben vedere i fattori di crisi del sistema non sono stati superati, quale la situazione dell’indebitamento complessivo del settore pubblico e privato, l’ampliamento significativo dei rischi d’insolvenza con estesi processi di fallimento nel settore delle produzioni e del commercio, conseguente aumento della disoccupazione, vistosa riduzione dei livelli salariali, aumento della povertà, deterioramento dei piani pensionistici ed indebolimento del welfare state e delle relative coperture sociali.

Dunque, la crescita delle quotazoni finanziarie è sostanzialmente dovuta alla poderosa immissione di liquidità operata dalle principali Banche centrali e dalle politiche di sostegno all’Economia adottate da alcuni Governi.

In tali scenari il ruolo del dollaro statunitense è messo in discussione anche in relazione alla diffusione delle cripto valute nazionali. I mercati al momento prediligono le monete asiatiche e dei Paesi emergenti poichè vengono giudicate maggiormente redditizie in una prospettiva speculativa.

Le quotazioni ufficiali si mostrano sempre più caraterizzate da una forte “bolla speculativa” e sempre piu’ divergenti dall’Economia reale, alimentate dal record nel livello dei tassi negativi e dall’ampia liquidità disponibile alla ricerca di “rendimento”. La situazione si fa confusa se si presta attenzione ad una intensificazione delle attività speculative al di là di ogni ragionevole approccio al mercato: si acquista in genere “in controtendenza” anche attivi e strumenti finanziari privi di un reale valore di riferimento, al solo scopo di lucrare “differenze di prezzo”.

E’ una Torre di Babele.

In tali scenari si moltiplicano le attività “predatorie” da parte dei grandi operatori che si trovano nella condizione di controllare il pricing: molto ci sarebbe da discutere sulla legalità di queste manovre e sul necessario (ed assente) controllo da parte delle autorità preposte, finalizzato a reprimere quelle azioni finalizzate alla manipolazione dei mercati.

Come già evidenziato in altri nostri precedenti inteventi, ci troviamo ad operare in un “mondo al contrario”, in cui si corrispondono interessi agli utilizzatori dei capitali (i debitori principali) e si valorizzano i titoli di aziende sull’orlo del dissesto; va detto che le banche commerciali partecipano al “gioco” in atto, alimentando la frenesia del mercato ed amplificando  rischi di gravi crisi nelle quotazioni, con ripercussioni negative sul proprio equilibrio patrimoniale: si assiste ai più spregiudicati atteggiamenti di moral hazard.

In tali scenari si mostra arduo e non efficace l’elaborazione di pronostici e di conseguenti attegiamenti “ragionati” (ponderati) da parte dell’investitore; l’impressione è che sarà inevitabile una fase di forte correzione al ribasso dei prezzi.

Dunque il suggerimento è di  conservare alti livelli di liquidità e di osservare il mercato dei beni rifugio, quali l’oro e gli altri metalli preziosi.

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Marchés Financiers

Les marchés financiers sont de plus en plus dominés par l’irrationalité

Les marchés financiers poursuivent dans le sillage déjà observé ces derniers mois : optimisme et attentes positives, une attitude alimentée par l’attente d’un certain soutien de la part des gouvernements et des banques centrales, en raison d’une politique monétaire expansive qui ne connaît actuellement pas de fin. Il semble que l’attention se porte déjà sur la phase “post-pandémique”.

En réalité, la pandémie de coronavirus a généré de grandes difficultés et a mis en évidence et amplifié les problèmes existants. Mais elle a également stimulé la naissance de nouveaux modes de vie et de nouvelles possibilités de consommation et d’utilisation du temps libre, avec des changements profonds qui pourraient être durables.

En particulier, les secteurs de la restauration, de l’hôtellerie et du tourisme, de l’aviation, de l’automobile et de l’habillement sont touchés, avec un exode des grandes villes et une réduction sensible du nombre de kilomètres parcourus ; le taux de natalité est tombé entre 15 et 25 %, tandis que le taux de mortalité se situe entre 25 et 30 %, ce qui a une incidence sur la capacité à payer les prestations de sécurité sociale et, en général, sur les plans de retraite et la couverture d’assurance correspondante.

Cette situation a un impact important sur l’économie mondiale avec une baisse significative des activités de commerce international et des effets négatifs sur le transport maritime ; la demande d’uranium et de platine est à son plus haut niveau ces dernières années ; les produits alimentaires tels que le blé, le maïs et le soja, dont les prix ont fortement augmenté en raison de l’épidémie de grippe porcine et aviaire et des catastrophes environnementales de grande ampleur qui touchent de vastes régions de la planète ; ainsi que le pétrole, l’aluminium et le cuivre, dont la demande a augmenté en raison des prévisions d’une reprise robuste de l’économie mondiale après la crise et qui est attendue dès le second semestre de cette année.

Les principaux enjeux restent inchangés, tels que les plans de relance et l’aide directe pour soutenir l’économie, qui a été touchée par des fermetures forcées, avec davantage d’aide sociale et de processus de nationalisation en cours, la réduction de la liberté individuelle, l’introduction d’un passeport vaccin et les limitations des marchés libres.

En y regardant de plus près, les facteurs de crise du système n’ont pas été surmontés, tels que l’endettement global des secteurs public et privé, l’élargissement significatif des risques d’insolvabilité avec des processus de faillite étendus dans les secteurs de la production et du commerce, l’augmentation conséquente du chômage, une réduction marquée du niveau des salaires, une augmentation de la pauvreté, la détérioration des régimes de retraite et l’affaiblissement de l’État-providence et de son système de protection sociale.

Par conséquent, la croissance des actions financières est due en grande partie à la puissante injection de liquidités par les principales banques centrales et aux politiques de soutien à l’économie adoptées par certains gouvernements.

Dans de tels scénarios, le rôle du dollar américain est également remis en question par rapport à la propagation des cryptocurrences nationales. Actuellement, les marchés préfèrent les monnaies asiatiques et celles des pays émergents parce qu’elles sont considérées comme plus rentables d’un point de vue spéculatif.

Les cotations officielles sont de plus en plus caractérisées par une forte “bulle spéculative” et de plus en plus divergentes de l’économie réelle, alimentées par le niveau record des taux d’intérêt négatifs et l’abondance des liquidités disponibles à la recherche de “rendement”. La situation devient confuse si l’on prête attention à une intensification des activités spéculatives au-delà de toute approche raisonnable du marché : on achète généralement “à contre-courant” même des actifs et des instruments financiers sans valeur de référence réelle, dans le seul but de profiter des “différences de prix”.

C’est une tour de Babel.

Dans de tels scénarios, les activités “prédatrices” des grands opérateurs qui se trouvent en position de contrôler les prix se multiplient : il y aurait beaucoup à discuter sur la légalité de ces manœuvres et sur le contrôle nécessaire (et absent) par les autorités compétentes, visant à réprimer les actions de manipulation des marchés.

Comme nous l’avons déjà souligné dans nos précédents articles, nous nous trouvons dans un “monde à l’envers“, dans lequel les intérêts sont versés aux utilisateurs du capital (les principaux débiteurs) et les titres des entreprises au bord de la faillite sont valorisés ; il faut dire que les banques commerciales participent au “jeu” en cours, alimentant la frénésie du marché et amplifiant les risques de crises graves dans les cotations, avec des répercussions négatives sur leur propre équilibre patrimonial : nous sommes témoins des attitudes les plus dénuées de scrupules de l’aléa moral.

Dans de tels scénarios, il est difficile et inefficace pour les investisseurs de faire des prévisions et d’adopter par conséquent des attitudes “raisonnées” (pondérées) ; l’impression est qu’une phase de forte correction des prix à la baisse sera inévitable,

Il est donc suggéré de maintenir des niveaux élevés de liquidité et de surveiller le marché des actifs de refuge, tels que l’or et d’autres métaux précieux.

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Mercati Finanziari

Una riflessione aggiornata sulla situazione dei mercati finanziari

E’ opinione diffusa che con il nuovo anno  2021 ci si attende un  reset,  una rinascita da questo periodo  duro, difficile e caratterizzato da grandi cambiamenti nelle attitudini di vita.

Una fase di disordine e confusione è dovuta all’arrivo della pandemia da Corona virus, in un mondo economico globale già in grande affanno,  con i Governi e le Banche Centrali sempre meno capaci di contrastare il forte rallentamento in atto ed il conseguente degrado sociale, per assenza di efficaci strumenti e di elaborazione di una nuova visione della Economia e della Finanza.

Al contrario, si è evidenziata un’accelerazione delle situazioni di crisi già presenti ed irrisolte a livello globale. Un lunga lista di fattori in declino rispetto ai quali la Governance si è mostrata largamente inadeguata ed incapace di assumere decisioni ed elaborare politiche per un vero cambiamento,  con il risultato che la incipiente e devastante sfavorevole fase economica mostra un deterioramento ancora più grave.

Unico fattore per così dire “positivo” è che la situazione generale è ben nota, con un elevato desiderio di “ottimismo” alimentato da speranze ed aspettative proiettate verso il periodo post-Covid, in attesa di un ritorno alla normalità della vita economica e sociale.

I mercati finanziari continuano a caratterizzarsi per una sovrabbondanza di liquidità, di acquisti di assets da parte delle Banche Centrali, con il fine di sostenere le grandi multinazionali, le grandi istituzioni, nel rispetto del principio non condiviso da tutti gli osservatori del “too-big-to-fail”.

L’appena concluso anno 2020 e l’inizio del 2021 hanno rappresentato per i Fondi di investimento e per le Corporate occasioni per realizzare lucrosi profitti, determinando un ulteriore processo di accumulo del capitale a favore delle classi agiate e dominanti. Ciò è da riferire principalmente alla presenza di tassi negativi che consentono un’incetta di liquidità a costo “zero” o persino “a premio”, ad una sensibile riduzione degli oneri per il personale dipendente, alle acquisizioni societarie promosse da alcuni Governi e ad una maggiore volatilità del mercato, con ulteriori agi per i grandi operatori che hanno il potere di controllare il pricing.

Una cosa ci sembra chiara: non sono i mercati finanziari a presentare una reale situazione “toro”, ma è la liquidità che perde valore e spinge al rialzo le quotazioni  direttamente riferite al “reale”, vale a dire i corrispondenti titoli, gli immobili, i metalli ed i preziosi in genere.

La situazione economica presenta da tempo un paradosso assai dannoso per lo sviluppo: deflazione e contestuale  riduzione di potere di acquisto.

L’incremento dei debiti non accenna a diminuire, l’indebitamento societario  e dei principali Governi segna nuovi record massimi, nel disinteresse generale degli operatori finanziari ed economici,  incuranti del forte incremento dei rischi di insolvenza.

Le cripto valute meritano una riflessione: strumento finanziario principalmente utilizzato nel regolamento delle trasazioni online, senza “valore reale” di riferimento e di scarsa utilità per il privato cittadino se non come oggetto di speculazione, al pari di una puntata alla “roulette russa” e quindi senza alcuna garanzia di conservare stabile il prezzo in quotazione. Strumento finanziario utilizzato principalmente perchè “al di fuori del circuito bancario e governativo” (ufficiale) come mezzo alternativo di pagamento.

Una valuta virtuale da utilizzare  in un contesto economico già sovraffollato di carte di credito e di debito, di mezzi di pagamento on-line. La situazione si farà ancor più confusa  con l’arrivo in tempi brevi delle valute virtuali emesse e garantite dalle principali Banche Centrali, che succederà allora ai prezzi in quotazione delle oltre 120 principali cripto valute?

Di fatto è che al momento sono diventate una nuova asset class,  attirando i grandi investitori, fondi investimento e banche, spingendo al rialzo le quotazioni e la volatilità dei relativi valori, in mercati ristretti e pilotati da pochi players.

Dunque, la “parola d’ordine” è quella di trascurare questa sezione del mercato, pena la concreta possibilità di conseguire cospicue perdite.

Con la grande necessità dei mercati, mai sopita, della ricerca del “rendimento” si esaspera la rincorsa degli investimenti alternativi, degli emergenti, e ciò spinge in avanti la speculazione con ulteriore disallineamento dei valori in quotazione dai fondamentali.

Si consiglia di riferire l’importanza dovuta ai valori fondamentali, cercando di non perdere di vista l’aspetto “reale” del mercato finanziario. Come esempio citiamo il fattore indebitamento, in grande crescita ed in apparenza senza vie d’uscita, ma che segnala un forte incremento del rischio di insolvenza dei debitori principali.

In conclusione, la situazione dei mercati si mostra surreale come già negli ultimi mesi; non sembra vi sia un reale interesse per un’attenta analisi dei fondamentali economici sottostanti alle quotazioni, con un ampliamento smisurato del divario tra “reale e finanziario”, situazione incoraggiata a dire il vero dall’atteggiamento delle principali Banche Centrali.

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Marchés Financiers

Une réflexion actualisée sur la situation des marchés financiers

On estime généralement qu’avec la nouvelle année 2021, nous attendons une remise à zéro, une renaissance de cette période dure et difficile caractérisée par des changements majeurs dans les comportements de vie.

Une phase de désordre et de confusion est due à l’arrivée de la pandémie du Coronavirus, dans un monde économique global déjà en grande détresse, avec des Gouvernements et des Banques Centrales de moins en moins capables de contrer le fort ralentissement du progrès et la dégradation sociale qui en découle, en raison de l’absence d’outils efficaces et de l’élaboration d’une nouvelle vision de l’Économie et des Finances.

Au contraire, il y a eu une accélération des situations de crise déjà présentes et non résolues au niveau mondial. Une longue liste de facteurs de déclin par rapport auxquels la gouvernance s’est révélée largement inadéquate et incapable de prendre des décisions et d’élaborer des politiques en vue d’un réel changement, avec pour conséquence une détérioration encore plus grave de la phase économique naissante et dévastatrice.

Le seul facteur “positif”, pour ainsi dire, est que la situation générale est bien perçue, avec une forte envie d'”optimisme” alimentée par les espoirs et les attentes projetés vers la période post-Covid, dans l’attente d’un retour à la normalité de la vie économique et sociale.

Les marchés financiers continuent à être caractérisés par une surabondance de liquidités, d’achats d’actifs par les Banques centrales, dans le but de soutenir les grandes multinationales, les grandes institutions, conformément au principe non partagé par tous les observateurs du “too-big-to-fail”.

L’année 2020 et le début de l’année 2021 ont été des occasions pour les fonds d’investissement et les sociétés de faire des profits lucratifs, entraînant une plus grande accumulation de capital pour les classes riches et dominantes. Cela est principalement dû à la présence de taux négatifs qui permettent une thésaurisation des liquidités à un coût “zéro” ou même “premium”, à une réduction significative des dépenses des employés, aux acquisitions d’entreprises promues par certains gouvernements et à une plus grande volatilité du marché, avec un confort supplémentaire pour les grands opérateurs qui ont le pouvoir de contrôler les prix.

Une chose nous semble claire : ce ne sont pas les marchés financiers qui présentent une véritable situation “haussière”, mais c’est la liquidité qui perd de la valeur et fait monter les cotations se référant directement au “réel”, c’est-à-dire les titres correspondants, l’immobilier, les métaux et les métaux précieux en général.

Depuis quelque temps, la situation économique présente un paradoxe particulièrement préjudiciable au développement : la déflation et la réduction simultanée du pouvoir d’achat.

L’augmentation des dettes ne montre aucun signe de ralentissement, l’endettement des entreprises et des principaux gouvernements atteint de nouveaux records, dans un contexte de désintérêt général des opérateurs financiers et économiques qui ignorent la forte augmentation du risque d’insolvabilité.

La situation des crypto-monnaies mérite une réflexion : instrument financier principalement utilisé dans le règlement de transactions en ligne, sans “valeur réelle” de référence et de peu d’utilité pour le citoyen privé sinon comme objet de spéculation, comme un pari à la “roulette russe” et donc sans aucune garantie de conserver la stabilité du prix coté. Instrument financier utilisé principalement parce qu’il est “en dehors du circuit bancaire et gouvernemental” (officiel) comme moyen de paiement alternatif.

Une monnaie virtuelle à utiliser dans un contexte économique déjà surchargé de cartes de crédit et de débit et de moyens de paiement en ligne. La situation va devenir encore plus confuse avec l’arrivée prochaine de monnaies virtuelles émises et garanties par les grandes banques centrales, qu’adviendra-t-il alors des prix cotés des plus de 120 grandes crypto-monnaies ?

Le fait est qu’à l’heure actuelle, elles constituent une nouvelle classe d’actifs, attirant les grands investisseurs, les fonds d’investissement et les banques, faisant monter les prix et la volatilité de ses valeurs, dans des marchés restreints et sous l’impulsion de quelques acteurs.

Par conséquent, le “mot d’ordre” est de délaisser cette partie du marché, sous peine de réaliser des pertes manifestes.

Avec le grand besoin des marchés incessant, à la recherche de “rendement”, la montée en puissance des investissements alternatifs, des investissements émergents, est exaspérée, poussant à la spéculation avec un désalignement ultérieur des valeurs cotées par rapport aux valeurs fondamentales.

Il est donc recommandé d’accorder l’importance voulue aux valeurs fondamentales, en essayant de ne pas perdre de vue l’aspect “réel” du marché financier. À titre d’exemple, nous citons le facteur d’endettement, en forte croissance et apparemment sans issue, mais qui signale une forte augmentation du risque d’insolvabilité des principaux débiteurs.

En conclusion, la situation sur les marchés est maintenant aussi surréaliste qu’elle l’a été ces derniers mois. Une analyse minutieuse des fondamentaux économiques qui soutiennent les cotations ne semble pas présenter d’intérêt réel, tandis que le fossé entre “réel et financier” se creuse considérablement, une situation encouragée à dire la vérité par l’attitude des principales banques centrales.