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Teosofia

Il Popolo Eletto.

Ogni popolo, gruppo e nazione sono espressioni dell’Uno ed Eterno, del Padre Creatore, il Grande Architetto, l’Unità che si fa nei Molti.

Le nozioni spirituali essenziali non necessitano di grande acume per essere comprese.

“…la Verità e’ per i semplici e gli umili…” (S. Agostino).

Se l’uomo vuole soffermarsi ad osservare se stesso può giungere alla conclusione di essere “una unità” differenziata in molte parti (gli organi del proprio corpo), ognuna dotata di una vita autonoma con funzioni diverse ma assolutamente essenziali per l’armonico funzionamento e sviluppo dell’intero organismo.

Un antico assioma, noto agli uomini che ricercano la verità afferma “…come in alto così in basso…”(Ermete Trismegisto).

E’ così per l’umanità intera, essendo l’uomo “…fatto ad immagine e somiglianza di Dio…” (Genesi, Cap.1:26).

Dunque, ogni popolo, razza e nazione rappresenta una parte differenziata del Tutto, assolutamente indispensabile per l’equilibrato funzionamento dell’intero Organismo.

Nell’uomo la patologia cancerosa è la manifestazione di un grave disequilibrio che si è prodotto in una categoria cellulare specifica costitutiva di un organo o di più organi differenziati.  Per qualche ragione a noi ancora ignota le cellule hanno “pervertito” il loro funzionamento orinario e per questo alterato la propria “mission”;
ne risultano gravi conseguenze sino alla morte di tutto l’organismo.

E’ la situazione attuale dell’umanità’, malata di “cancro” poiché la parte maggioritaria delle proprie cellule (gli uomini) si è pervertita a fini diversi dalla “mission” originale:
ricerca dell’armonia con il prossimo, interiorizzazione dell’esistenza, ricerca della Verità, indagine sulla propria Fonte, rinuncia al delitto ed ad ogni forma di prevaricazione, rispetto dell’ambiente naturale; in altri termini, la determinazione a rispettare le Leggi fondamentali che presiedono e regolano il corso della Vita planetaria e personale.

A tale situazione esiste il rimedio sin dalla creazione dell’uomo: il rispetto del Diritto naturale inscritto nel cuore di ogni individuo.

Ciò non ostante il Creatore, il Padre Celeste, in una specifica Fase del percorso evolutivo ha inteso soccorrere gli uomini , intervenendo direttamente nel Processo creativo in essere, e donando all’umanità’ intera il “Filo di Arianna” per liberarsi dall’intricato labirinto delle passioni e delle perversioni umane che la rendono irrimediabilmente prigioniera del “male”:
l’uomo in balia del “peccato” è “cellula cancerosa” del Corpo collettivo umano.

 In verità, tale condizione rappresenta un pericolo per la esistenza futura dell’individuo giacché, presto o tardi, l’Organismo ristabilirà l‘equilibrio mediante la “eliminazione” delle cellule malate. 

Quel momento d’inaudita importanza per il genere umano, il dono del “Filo di Ariana” (un “Recinto per le generazioni future”), si è concretizzato mediante la consegna delle Tavole della Legge a Mose’, il Legislatore divino, sul Monte Sinai, dal quale atto è scaturito il Pentateuco, parte centrale ed essenziale del Libro Sacro oggi conosciuto come “la Bibbia”.

Ma l’uomo pravo non vuole intendere la semplice verità contenuta nelle Sacre Scritture, afferma un grande Dottore della chiesa Cristiana, S. Agostino.

Certamente la Verità comporta umiltà, capacità di liberarsi dei propri pregiudizi e della “corazza” delle proprie passioni che condizionano inesorabilmente ogni processo mentale, trasformandolo in manifestazione di superbia che conduce immancabilmente nel buio di un’ignoranza senza soluzione, ponendo l’uomo al rischio di essere infetto dal “cancro”.

“Non siamo ricchi per ciò che possediamo ma per ciò di cui possiamo fare a meno” (Immanuel Kant).

Allora, quegli uomini che al contrario della maggioranza si mostrano sensibili alle “verità nascoste dal velo della superbia”, che si ammantano di umiltà che non rappresenta perdita di dignità (come alcuni stolti professano),che ricercano nelle cose semplici il significato “vero” della propria esistenza, che osservano con attenzione il ritmo del creato, l’alternarsi delle stagioni, la vita dei Regni di natura “inferiori” (il vegetale e l’animale) e che rispettano i dettami fondamentali della Legge che a ben vedere è ben inscritta nel cuore di ognuno, quegli individui costituiscono il Popolo Eletto di Dio.

“L’uomo che ha raggiunto la perfezione è il più nobile degli animali. Separato dalla Legge e dalla Giustizia è il peggiore” (Aristotele).

 Rappresentano il “figliol prodigo” che, pentito per le proprie dissoluzioni, ne assume definitivamente la consapevolezza, rigettandole e ritenendole perversioni e depravazioni di se stesso e della propria natura “regale”, ponendosi in cammino verso la casa del Padre.

Bisogna che fra di noi gli uomini non odorino di sostanze odorose ma di virtù” (Clemente Alessandrino).

Questi uomini “erediteranno la Terra” (Salmi), la quale sarà immancabilmente liberata dagli empi e dai malfattori giacché il Grande Organismo ricerca Prosperità e Gloria.

“Il tuo compito nella vita è recitare la parte che ti è stata assegnata. Quanto alla scelta di essa, questo è compito di un Altro”(Epitteto).

 Il Padre Celeste, in un atto di benigna benevolenza attende con pazienza estrema, al fine di offrire possibilità di ravvedimento ad un numero maggiore di “figli”; ma i tempi del “raccolto” non tardano a manifestarsi, secondo il ritmo dell’Orologio Cosmico: “…la Terra ha dato il suo frutto …” (Salmo di Davide).

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci “(Mahatma Gandhi).

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Théosophie,

Le Peuple Élu.

Chaque peuple, chaque groupe et chaque nation sont des expressions de l’Unique et de l’Éternel, du Père Créateur, du Grand Architecte, de l’Unité qui se fait dans le Multiple.

Les notions spirituelles essentielles ne nécessitent pas une grande perspicacité pour être comprises.

“…La vérité est pour les simples et les humbles…” (Saint Augustin).

Si l’homme veut s’arrêter et s’observer, il peut arriver à la conclusion qu’il est “une unité” différenciée en de nombreuses parties (les organes de son corps), chacune dotée d’une vie autonome avec des fonctions différentes mais absolument indispensables au fonctionnement et au développement harmonieux de l’organisme entier.

Un axiome ancien, connu des hommes qui recherchent la vérité, dit “… comme en haut, comme en bas...” (Hermès Trismégiste).

Il en est ainsi pour l’ensemble de l’humanité, l’homme étant “…fait à l’image et à la ressemblance de Dieu…” (Genèse, Ch.1:26).

Ainsi, chaque peuple, race et nation représente une partie différenciée du Tout, qui est absolument indispensable au fonctionnement équilibré de l’ensemble de l’Organisme.

Chez l’homme, la pathologie cancéreuse est la manifestation d’un déséquilibre grave survenu dans une catégorie spécifique de cellules qui composent un ou plusieurs organes différenciés.  Pour une raison qui nous est encore inconnue, les cellules ont “perverti” leur fonctionnement hormonal et ont donc modifié leur “mission” ;
il en résulte de graves conséquences qui peuvent conduire à la mort de l’organisme tout entier.

Telle est la situation actuelle de l’humanité, atteinte d’un “cancer” parce que la majorité de ses cellules (les humains) se sont perverties à des fins autres que leur “mission” initiale :
La recherche de l’harmonie avec son prochain, l’intériorisation de l’existence, la recherche de la Vérité, l’investigation de sa propre Source, le renoncement au crime et à toute forme de prévarication, le respect de l’environnement naturel ; en d’autres termes, la détermination à respecter les Lois fondamentales qui président et règlent le cours de la Vie planétaire et personnelle.

Il existe un remède à cette situation depuis la création de l’homme : le respect de la loi naturelle inscrite dans le cœur de chaque individu.

Malgré cela, le Créateur, le Père Céleste, dans une phase spécifique du parcours évolutif, a voulu aider l’humanité en intervenant directement dans le Processus créateur en devenir et en donnant à l’humanité le “fil d’Ariane” pour se libérer du labyrinthe enchevêtré des passions et des perversions humaines qui la rendent irrémédiablement prisonnière du “mal” :
L’homme à la merci du “péché” est une “cellule cancéreuse” du corps collectif humain.

En réalité, cette condition représente un danger pour l’existence future de l’individu car, tôt ou tard, l’organisme rétablira l’équilibre par l'”élimination” des cellules malades. 

 Ce moment d’une importance sans précédent pour l’humanité, le don du “Fil d’Ariane” (une ” Enceinte pour les générations futures “), s’est concrétisé par la remise des Tables de la Loi à Moïse, le législateur divin, sur le Mont Sinaï, acte d’où est né le Pentateuque, partie centrale et essentielle du Livre Sacré connu aujourd’hui sous le nom de ” Bible “.

Mais l’homme présomptueux ne veut pas comprendre la simple vérité contenue dans les Saintes Écritures, dit un grand Maître de l’Église chrétienne, Saint Augustin.

Certes, la Vérité implique l’humilité, la capacité de se libérer de ses propres préjugés et de la “cuirasse” de ses propres passions, qui conditionnent inexorablement tout processus mental, le transformant en une manifestation d’orgueil qui conduit invariablement à l’obscurité de l’ignorance non résolue, mettant l’homme en danger d’être infecté par le “cancer”.

Nous ne sommes pas riches en raison de ce que nous possédons, mais en raison de ce dont nous pouvons nous passer” (Emmanuel Kant).

Ainsi, ces hommes qui, contrairement à la majorité, se montrent sensibles aux “vérités cachées par le voile de l’orgueil”, qui se revêtent d’une humilité qui ne représente pas une perte de dignité (comme le prétendent certains imbéciles), qui cherchent dans les choses simples le “vrai” sens de leur existence, qui observent attentivement le rythme de la création, le changement des saisons, la vie des règnes “inférieurs” de la nature (le végétal et l’animal) et qui respectent les prescriptions fondamentales de la Loi bien inscrite dans le cœur de chacun, ces individus constituent le peuple élu de Dieu.

“L’homme qui a atteint la perfection est le plus noble des animaux. Séparé du droit et de la justice, il est le pire” (Aristote).

Ils représentent le “fils prodigue” qui, se repentant de sa propre dissolution, en prend définitivement conscience, la rejette et la considère comme des perversions et des dépravations de lui-même et de sa nature “royale”, et se met en route vers la maison du Père.

“Il est nécessaire que parmi nous les hommes ne sentent pas de substances odorantes mais de la vertu” (Clément Alexandrin).

Ces hommes “hériteront de la Terre” (Psaumes), qui sera invariablement libérée des impies et des malfaiteurs, puisque le Grand Organisme recherche la Prospérité et la Gloire.

“Votre tâche dans la vie est de jouer le rôle qui vous est attribué. Quant au choix de celui-ci, c’est la tâche d’un Autre” (Épictète).

 Le Père Céleste, dans un acte de bienveillance, attend avec une extrême patience, afin d’offrir la possibilité de se repentir à un plus grand nombre d'”enfants” ; mais les temps de la “récolte” ne tardent pas à se manifester, selon le rythme de l’Horloge Cosmique : “…la Terre a donné son fruit…” (Psaume de David).

D’abord ils vous ignorent, ensuite ils se moquent de vous, puis ils vous combattent. Alors vous gagnez” (Mahatma Gandhi).

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Antropologia

L’Antisemitismo, l’avversione verso il Popolo Eletto.

L’uomo contemporaneo è in totale oblio della Legge.

La sua attenzione ed suoi interessi sono concentrati sul “Sé inferiore”, sull’aspetto materiale ed egocentrico dell’esistenza; sulla coscienza del “questo è ciò che voglio”, quasi come un bimbo indispettito che si pone in contrapposizione al “Genitore” per saziare il senso del suo “potere” personale.

Nel sociale si ripete la medesima scena:

la pretesa di essere “liberi” dalla Regola, dal buon senso, dall’equilibrio e dall’armonia, illudendosi che “fare ciò che si vuole” è sinonimo di Libertà.

In Verità è l’esatto contrario: l’uomo libero non rivendica per se stesso il diritto di prevaricare, trasgredire, opprimere, offendere, affermare “il male per il bene”, negare agli altri ciò che si vuole per se stesso.

In tale scenario si manifesta in modo crescente un diffuso sentimento antisemita, un “istintivo” atteggiamento di avversione verso tutto ciò che rappresenta Israele e la vita del suo popolo.

Il fenomeno è antico e trae la sua origine sin dalla “fondazione” di Israele come popolo che ha dato la propria adesione al Patto dell’Alleanza, sancito dalla consegna delle Tavole della Legge da parte del Dio Unico ed Eterno al suo”servo” Mose’ sul Monte Sinai.

In questo breve lavoro l’autore vuole presentare un’analisi del fenomeno che trae spunto e riflessione dallo studio delle Sacre Scritture di alcune delle maggiori religioni monoteiste del Pianeta. 

  1. Chi conosce la Sapienza Antica sa che il Creato è la manifestazione di un Progetto messo in atto dal Padre Celeste, il Dio Unico di ogni religione monoteista, l’Alfa e l’Omega, il Dio Trascendente eppure Manifesto, il cui scopo finale è la perfezione di tutte le cose e la santificazione dell’uomo.

Il procedure dell’evoluzione verso la meta finale attraversa necessariamente Fasi diverse ed opposte benché solo in apparenza tali, poiché parti di un unico Fine: la manifestazione delle Forze della Mano Sinistra e quelle della Mano Destra.

La Prima (il Mahat) regola il “movimento” nella materia, la Seconda (il Buddy) presiede ai processi connessi alla “manifestazione” dello Spirito ovvero allo sviluppo della “coscienza”. 

a. Nella Fase iniziale del percorso evolutivo prevalgono le Forze della materia che comportano oblio della nostra origine, sonno dello Spirito, “incoscienza”, ignoranza sullo scopo della Manifestazione.

L’uomo è prigioniero dell’immanente, non arriva persino a concepire che la Sua Vita è una serie innumerevoli d’incarnazioni frutto della Legge del Karma, la Regola del “libero arbitrio”;

poiché solo ricevendo gli effetti delle proprie azioni, nel bene e nel male, che l’umanità’ apprende a “discernere” sino a che, assunta la “saggezza del giusto”, può infine divenire collaboratore del progetto ed assumere la sua dignità originaria.

Affermò un Maestro dell’Umanità’ “… ad ognuno il proprio salario…” (il Cristo, Vangeli).

b. Al sopraggiungere della Seconda Fase assumono la prevalenza le Forze della Destra, che comportano “astrazione”, distacco dalla materialita’, risveglio dello Spirito umano, amore per il prossimo, dalle quali cose deriva una nuova società fondata sull’equità’ ed il Diritto, sulla cooperazione e la fratellanza, nella consapevolezza che l’uomo deve operare per perfezionare se stesso e raggiungere lo scopo finale: la propria santificazione e la manifestazione dell’ ”uomo vero”.

 La verità è che l’esperienza umana nei “meandri della materia” (la perversione ed il peccato) è un momento evolutivo necessario per apprendere la “lezione karmica” ovvero la distinzione tra ciò che è “male” (il disordine ed il caos) e ciò che è “bene” (l’armonia e l’equilibrio); il mito adamico (il mangiare il frutto dell’”albero della conoscenza”) ben esprime questo concetto.

Ma la Legge Divina prevede che “… v’e’ un tempo per tutte le cose …”.

“Il Regno dei Cieli è come un campo di grano … viene il seminatore a spargere la sua semenza …a notte il Nemico semina la zizzania …il Padrone lascia che il grano e la zizzania si sviluppino insieme … per evitare che sradicando la seconda subisca danni anche il primo … al tempo del raccolto si taglia per prima la zizzania…che è bruciata nel fuoco … mentre il grano è riposto nei granai.” (il Cristo, Vangeli).

Orbene, le Forze della Materialità (la Sinistra) fondano la propria Potenza sul controllo della Fase di sviluppo nella quale si manifesta principalmente l’incoscienza dell’uomo, il sonno dello Spirito, con la conseguenza di una società totalmente pervertita.

Al tempo del raccolto, il Nemico Mortale riempie i Suoi Depositi (l’Abisso) di “materiale umano” non giunto a maturazione, il cui “fato” nello schema del Progetto generale è quello di ritornare a giacere nei depositi del Caos, del “non organizzato”, del “non intelligente”, per essere utilizzato nuovamente in un Ciclo futuro.

La Sapienza Antica insegna che le anime umane vittime di questo destino “perdono” la loro propria natura per ritornare ad essere “polvere”, quella stessa polvere con la quale fu creato il Primo Adamo. La conseguenza è la perdita di ogni conquista evolutiva con il “fato” negativo di “dover ricominciare dall’inizio”; dunque, una successione di eoni di tempo caratterizzati solo dall’ignoranza e dal dolore che ne deriva, com’e’ oggi per le attuali società pervertite: ammoniva un antico Maestro “… meglio per loro se non fossero mai nati ..” (il Cristo, Vangeli).

Ma accumulare negli Abissi questo “materiale” conferisce Potenza alle Forze della Mano Sinistra, che avranno nel prossimo Ciclo una rinnovata possibilità di azione e controllo.

Alla fine dei tempi, dunque, il Signore, il Padre Celeste, si occupa di “separare il grano dalla zizzania”, riponendo il grano nei “suoi granai”.

Non così per la zizzania, la quale : “ … raggiungerà la Tua Mano tutti i Tuoi nemici, la Tua Destra coloro che Ti odiano. Li ridurrai qual forno ardente al solo Tuo apparire; Dio li annienterà e li divorerà il fuoco. Farà sparire dalla Terra la loro discendenza, la loro progenie dai figli degli Uomini. …” (Davide, Salmo 21).

Ed ancora “… saranno gettati nello Seol, dove è pianto è stridore di denti …” (il Cristo, Vangeli).

Al contrario, è scritto “sì, non consegnerai la mia anima in preda allo Seol, non permetterai al tuo fedele di scendere nella tomba. Mi farai conoscere la via della Vita …” (Davide, Salmo 16)

Il Progetto continua dunque il Suo cammino verso lo scopo finale, ma resteranno soltanto Coloro che avranno raggiunto quel livello di sviluppo tale per il “risveglio” dello Spirito e per la presa di coscienza delle vere prerogative umane:

“…che cos’e’ l’uomo che Ti ricordi di lui … Che cos’e’ il figlio d’Uomo che di lui ti prendi cura? Sì,di poco l’hai fatto inferiore ai Celesti e di Gloria e di onore Tu lo circondi; qual signore l’hai posto sulle Opere delle Tue Mani …” (Davide, Salmo 8) …; ”… ancora un poco e l’empio non ci sarà più, ne cercherai il posto e non lo troverai. Ma i miseri erediteranno la Terra e potranno godere di pace in abbondanza” (Davide, Salmo 37).

2. In ragione delle cose sinteticamente rappresentate va detto che il Tempo del Raccolto è arrivato: il Padrone del campo ha organizzato il lavoro finale ed istruito i suoi servi. 

“ … Esultino e gridino di gioia le nazioni, perché Tu giudichi i popoli con equità e le nazioni della Terra Tu conduci. Ti lodino i popoli, o Dio … La Terra ha dato il suo frutto …” (Salmo 67)… “… Dispiega, o Dio, la Tua Potenza; conferma, o Dio, ciò che hai operato per noi, dal Tuo tempio che è in Gerusalemme” (Davide, Salmo 68)…. “… Sì, Io (il Signore) fisserò un termine in cui farò un giudizio retto. Vacilli pure la Terra con tutti i suoi abitanti, ci sono Io a rafforzarne le colonne…” (Asaf, Salmo 75).

L’inizio della Fase evolutiva del “raccolto” comporta dunque l’avvento sul Pianeta delle Forze della Mano Destra (il Cristo), le quali dispiegano la propria Potenza necessariamente attraverso tre momenti:

  • la prevalenza sul Globo dell’Energia del Buddy, in opposizione alla forza caotica del Mahat;
  • ne consegue un periodo di disordini, caos ed accesa conflittualità in cui l’uomo e’ chiamato ad operare una “scelta” nei meandri della propria coscienza;
  • dal che il Giudizio e la separazione: “ … Io non sono venuto per condannare … ma verrà il giorno che ritornerò con squilli di tromba per giudicare i vivi ed i morti …: (il Cristo- Vangeli).

Questo momento evolutivo prende l’avvio con la discendenza di Noe’, successivamente alla fase diluviana (si veda la Genesi); in particolare il Signore opera la propria scelta a favore di Abramo, figlio di Terrah, fratello di Haran, padre di Lot.

Abramo fu uno dei Gerarchi della Mano Destra che diede origine alla progenie dalla quale discende il “popolo eletto”, ovvero gli israeliti.

Nel Piano Divino Israele rappresenta il “punto di Forza” per l’immissione sul Pianeta dell’Energia del Buddy nella quantità sufficiente per rompere il “vecchio equilibrio”, fondato sulla prevalenza del Mahat e quindi del caos e della perversione.

A tal fine, il padre Celeste, l’Uno ed Eterno,l’Unico ed Eccelso Sovrano della Terra, scelse e costituì con la Potenza del Suo Braccio Destro il popolo ebraico quale “ Nazione santa e popolo di Sacerdoti”; tale progetto si realizzò mediante l’opera del “servo di Dio” Mose’ che ricevette sul Monte Sinai le Tavole della Legge, il Patto dell’Alleanza con il Popolo eletto.

Al riguardo, va ricordato che il Cristo nella sua predicazione affermò in più occasioni che “ … Io sono venuto a confermare la Legge …” (Vangeli). 

L’uscita dall’Egitto e la liberazione dalla schiavitù rappresenta quindi l’avvio della Fase della Liberazione per i popoli di tutto il mondo: “E dirai a Faraone: Dice così il Signore: Israel e’ il Mio figlio primogenito … Io ti dico: Lascia che Mio Figlio venga a servirmi …” (Esodo, 4: 22-23).

E voi Mi sarete santi; poiché Santo Sono Io, il Signore; e vi trascelsi dagli altri popoli perché siate Miei” (Levitico, 20:26) … “Vi santificherete e sarete santi, poiché Io, il Signore, sono il Vostro Iddio … Osserverete i Miei Statuti, e li eseguirete; Io, il Signore, v’ho dichiarati Santi” (Levitico, 20: 7-8).

 Le parole contenute nella sacra Bibbia e sopra riportate conferiscono Luce e conoscenza a colui che e’ capace d’intendere.

3,  Continuando nell’analisi del testo biblico si comprende che il popolo eletto e’ chiamato da Dio ad essere Suo servo: “…Io ti dico: Lascia che Mio figlio venga a servirmi …”.

Il servizio al Signore consiste nel Sacerdozio universale, vale a dire a favore di tutti i popoli e le Nazioni della Terra. In ragione di ciò Israele e’ chiamato ad essere santo.

 Il Sacerdote, insegna la sapienza Antica, e’ colui che si pone come “intermediario” tra Dio e l’uomo, propiziando a favore dell’umanità’ la benevolenza ed il perdono Divino.

Santi devono essere al loro Dio (i Sacerdoti), onde non disonorare il Nome del Loro Dio; perocche’ essi presentano … al Signore il pane dell’Iddio Loro e debbono quindi essere santi …” (Levitico, 21:6).

“E tu lo riguarderai … come sacro (il Sacerdote), perocche’ egli presenta il pane dell’Iddio Tuo; egli deve esserti sacro, poiché Santo Sono Io, il Signore, santificatore vostro” (Levitico, 21:8).

 E’ questo il rapporto tra il popolo eletto e le Nazioni di tutta la Terra , “ …voi sarete per Me la proprietà fra tutti i popoli perché Mia e’ tutta la Terra. Voi sarete per Me un popolo di Sacerdoti ed una Nazione Santa…” (Esodo, 19: 4-9).

Israele e’ la Vita del mondo, la Luce dei popoli del pianeta, il mezzo di redenzione per le Nazioni tutte, al di là delle loro legittime religioni che assumono il ruolo di essere “punti di contatto” degli individui con l’Unico Dio, il Signore, l’Uno e l’Eterno.

E’ da questa chiara ed evidente verità, per colui che può intendere, che deriva l’antisemitismo delle attuali società pervertite.

 Esse sono sotto il Dominio del Serpente, delle Forze della Materialità, della Mano Sinistra, che si oppone “naturalmente” a tutto quello che e’ manifestazione dello Spirito, Forza della Mano Destra.

Dunque, l’uomo pervertito ed immerso nel “sonno dello Spirito”, inconsapevole alleato del Serpente, essendo dominato dalle Forze della materia “rigetta” tutto ciò che e’ Spirito di Dio, II Signore, Colui che opera la “… separazione della zizzania dal grano …”.

Ne consegue un diffuso e forte “antisemitismo” presso tutte le Nazioni della Terra, essendo Israele  “ … il Suo Sacerdote tra i popoli …”.

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Anthropologie

L’antisémitisme, l’aversion pour le peuple élu.

L’homme contemporain est dans l’oubli total de la Loi.

Son attention et ses intérêts se concentrent sur le “moi inférieur”, sur l’aspect matériel et égocentrique de l’existence ; sur la conscience de “c’est ce que je veux”, presque comme un enfant irrité qui se met en opposition avec le “Parent” pour assouvir le sentiment de son “pouvoir” personnel.

Dans la sphère sociale, la même scène se répète :

la prétention à s’affranchir de la règle, du bon sens, de l’équilibre et de l’harmonie, en s’imaginant que “faire ce que l’on veut” est synonyme de liberté.

En vérité, c’est exactement le contraire : l’homme libre ne revendique pas pour lui-même le droit de tergiverser, de transgresser, d’opprimer, d’offenser, d’affirmer ” le mal pour le bien “, de refuser aux autres ce qu’il veut pour lui-même.

Dans ce scénario, on assiste à la manifestation croissante d’un sentiment antisémite généralisé, une attitude “instinctive” d’aversion envers tout ce qui représente Israël et la vie de son peuple.

Le phénomène est ancien et trouve son origine dans la “fondation” d’Israël en tant que peuple ayant adhéré à l’Alliance, sanctionnée par la remise des Tables de la Loi par le Dieu unique et éternel à son “serviteur” Moïse sur le mont Sinaï.

Dans ce court ouvrage, l’auteur veut présenter une analyse du phénomène qui s’inspire et réfléchit à partir de l’étude des Saintes Écritures des grandes religions monothéistes de la planète.

  1. Ceux qui connaissent la Sagesse Ancienne savent que la Création est la manifestation d’un Projet mis en œuvre par le Père Céleste, le Dieu Unique de toutes les religions monothéistes, l’Alpha et l’Oméga, le Dieu Transcendant mais Manifesté, dont le but final est la perfection de toutes choses et la sanctification de l’homme.

Le processus d’évolution vers le but final passe nécessairement par des phases différentes et opposées, bien que ce ne soit qu’en apparence, puisqu’elles font partie d’une seule et même fin : la manifestation des forces de la main gauche et de celles de la main droite.

Le premier (le Mahat) régit le “mouvement” dans la matière, le second (le Buddy) préside aux processus liés à la “manifestation” de l’Esprit ou au développement de la “conscience”.

a. Dans la phase initiale du chemin de l’évolution, les Forces de la matière prévalent, entraînant l’oubli de notre origine, le sommeil de l’Esprit, l'”inconscience” et l’ignorance du but de la Manifestation.

L’homme est prisonnier de l’immanent ; il ne peut même pas concevoir que sa Vie est une série innombrable d’incarnations résultant de la loi du Karma, la règle du “libre arbitre” ;

En effet, ce n’est qu’en recevant les effets de ses actions, en bien comme en mal, que l’humanité apprend à “discerner” jusqu’à ce que, ayant assumé la “sagesse du juste”, elle puisse enfin devenir un collaborateur du projet et assumer sa dignité originelle.

Un maître de l’humanité” a déclaré “…à chacun son salaire…” (Christ, Évangiles).

b. Au début de la deuxième phase, les Forces de la Droite prévalent, impliquant “l’abstraction”, le détachement de la matérialité, l’éveil de l’esprit humain, l’amour du prochain, d’où découle une nouvelle société basée sur l’équité et le Droit, la coopération et la fraternité, dans la conscience que l’homme doit travailler pour se perfectionner et atteindre le but ultime : sa propre sanctification et la manifestation de “l’homme véritable“.

La vérité est que l’expérience humaine dans les “méandres de la matière” (perversion et péché) est un moment évolutif nécessaire pour apprendre la “leçon karmique” ou la distinction entre ce qui est “mal” (désordre et chaos) et ce qui est “bien” (harmonie et équilibre) ; le mythe adamique (manger le fruit de “l’arbre de la connaissance”) exprime bien ce concept.

Mais la loi divine prévoit que “…il y a un temps pour toutes choses…”.

“Le Royaume des Cieux est semblable à un champ de blé… le semeur vient semer sa semence… la nuit, l’Ennemi sème l’ivraie… le Maître laisse pousser ensemble le blé et l’ivraie… pour éviter que l’arrachage de cette dernière ne nuise au premier… au moment de la récolte, on coupe d’abord l’ivraie… qui est brûlée dans le feu… tandis que le blé est placé dans les granges.” (Christ, Évangiles).

Eh bien, les Forces de la Matérialité (la Gauche) basent leur Pouvoir sur le contrôle de la Phase de Développement dans laquelle l’inconscience de l’homme, le sommeil de l’Esprit, se manifeste principalement, résultant en une société totalement pervertie.

Au moment de la récolte, l’Ennemi mortel remplit Ses Dépôts (l’Abîme) de “matériel humain” non mûr, dont le “destin” dans le schéma du Projet Général est de retourner reposer dans les dépôts du Chaos, de “l’inorganisé”, de “l’inintelligent”, pour être utilisé à nouveau dans un Cycle futur.

La sagesse antique enseigne que les âmes humaines victimes de ce destin “perdent” leur propre nature et redeviennent de la “poussière”, celle-là même avec laquelle le Premier Adam a été créé. La conséquence est la perte de chaque conquête évolutive avec le “destin” négatif de “devoir recommencer depuis le début” ; donc, une succession d’éons de temps caractérisés uniquement par l’ignorance et la douleur qui en résulte, comme c’est le cas aujourd’hui pour les sociétés perverties d’aujourd’hui : un ancien Maître avertissait “…mieux vaut pour eux qu’ils ne soient jamais nés…” (Christ, Évangiles).

Mais l’accumulation dans l’Abîme de ce “matériel” confère un pouvoir aux Forces de la Main Gauche, qui auront dans le prochain Cycle une possibilité renouvelée d’action et de contrôle. 

À la fin des temps, donc, le Seigneur, le Père céleste, se chargera de “séparer le blé de l’ivraie”, en remettant le blé dans “ses greniers”.

Il n’en va pas de même pour l’ivraie, qui : ” … ta main atteindra  tous tes ennemis, ta main droite ceux qui te haïssent “. Tu les réduiras en une fournaise ardente à Ta seule apparition ; Dieu les détruira et les dévorera par le feu. Tu feras disparaître leurs descendants de la Terre, leur progéniture des fils des Hommes. …” (David, Psaume 21).

Et encore “… ils seront jetés dans le Seol, où il y a des pleurs et des grincements de dents…” (Christ, Évangiles).

Au contraire, il est écrit : “Oui, tu ne livreras pas mon âme au Séol, tu ne permettras pas que tes fidèles descendent dans la tombe. Tu me feras connaître le chemin de la Vie…” (David, Psaume 16)

Le Projet poursuit donc son chemin vers le but final, mais seuls resteront ceux qui auront atteint ce niveau de développement pour le “réveil” de l’Esprit et la prise de conscience des véritables prérogatives humaines :

” Qu’est-ce que l’homme pour que Tu te souviennes de lui… Qu’est-ce que le fils de l’homme pour que Tu prennes soin de lui ? “. Tu l’as fait légèrement inférieur aux êtres célestes, et tu l’as entouré de gloire et d’honneur ; comme un seigneur, tu l’as établi sur les œuvres de tes mains…”. (David, Psaume 8) … ; “… encore un peu et le méchant ne sera plus ; vous chercherez sa place et ne la trouverez pas. Mais les malheureux hériteront de la terre et jouiront de la paix en abondance” (David, Psaume 37).

  1. En raison des choses brièvement représentées, il faut dire que le temps de la moisson est arrivé : le maître des lieux a organisé le travail final et donné des instructions à ses serviteurs. 

“… Que les nations exultent et poussent des cris de joie, car tu juges les peuples avec équité et tu conduis les nations de la Terre. Que les peuples te louent, ô Dieu… La terre a donné son fruit…”. (Psaume 67) … “… déploie, ô Dieu, ta puissance ; confirme, ô Dieu, ce que tu as fait pour nous depuis ton temple de Jérusalem” (David, Psaume 68). …. “Oui, Je (le Seigneur) fixerai un moment où je rendrai un jugement juste. Que la terre et tous ses habitants tombent, et je renforcerai ses piliers…”. (Asaph, Psaume 75).

Le début de la phase évolutive de la “Moisson” entraîne donc l’avènement sur la Planète des Forces de la Main Droite (le Christ), qui déploient leur Puissance nécessairement à travers trois moments :

  • la prévalence sur le Globe de l’Énergie du Buddy, en opposition à la force chaotique du Mahat ;
  • Il en résulte une période de désordre, de chaos et de conflits enflammés au cours de laquelle l’homme est appelé à faire un “choix” dans le labyrinthe de sa propre conscience ;
  • D’où le Jugement et la séparation : “…Je ne suis pas venu pour condamner…mais le jour viendra où je reviendrai au son de la trompette pour juger les vivants et les morts…” (Christ – Évangiles).

Ce moment évolutif commence avec les descendants de Noé, après la phase du déluge (voir Genèse) ; en particulier, le Seigneur fait son choix en faveur d’Abraham, fils de Terrah, frère de Haran, père de Lot.

Abraham était l’un des Hiérarques de la Main Droite qui a donné naissance à la progéniture dont descendait le “peuple élu”, les Israélites.

Dans le Plan Divin, Israël représente le “point de force” pour l’introduction sur la Planète de l’Energie du Buddy en quantité suffisante pour rompre le “vieil équilibre”, fondé sur la prévalence du Mahat et donc du chaos et de la perversion.

À cette fin, le Père Céleste, l’Unique et Éternel, l’Un et Glorifié Maître de la Terre, a choisi et constitué avec la Puissance de Son Bras Droit le peuple juif comme “Nation Sainte et Peuple de Prêtres” ; ce projet a été réalisé par l’œuvre du “serviteur de Dieu” Moïse qui a reçu sur le Mont Sinaï les Tables de la Loi, le Pacte de l’Alliance avec le Peuple Élu.

À cet égard, il faut rappeler que le Christ, dans sa prédication, a affirmé à plusieurs reprises que ” … je suis venu confirmer la Loi… ” (Évangiles).

La sortie d’Égypte et la libération de l’esclavage représentent donc le début de la phase de libération pour les peuples du monde entier : “Tu diras à Pharaon : “Ainsi parle le Seigneur : Israël est mon fils premier-né... Je te dis : laisse mon fils venir et me servir…” (Exode, 4, 22-23).

“Vous serez saints pour moi, car je suis saint, moi l’Éternel, et je vous ai choisis parmi les nations pour que vous soyez à moi” (Lévitique 20:26)… “Vous vous sanctifierez et vous serez saints, car je suis votre Dieu, moi l’Éternel… Vous observerez mes lois et vous les mettrez en pratique, et je vous déclare saints, moi l’Éternel” (Lévitique 20:7-8).

Les paroles contenues dans la Sainte Bible et citées ci-dessus donnent lumière et connaissance à celui qui est capable de comprendre.

  1. En poursuivant l’analyse du texte biblique, nous comprenons que le peuple élu est appelé par Dieu à être Ses serviteurs : “…Je vous dis : laisse mon fils venir et me servir…”.

Le service au Seigneur consiste au Sacerdoce universel, c’est-à-dire au nom de tous les peuples et nations de la Terre. C’est pourquoi Israël est appelé à être saint.

La sagesse antique enseigne que le prêtre est celui qui agit comme un “intermédiaire” entre Dieu et l’homme, dispensant la bienveillance et le pardon de Dieu au nom de l’humanité.

“Ils doivent être saints pour leur Dieu (les prêtres), de peur qu’ils ne déshonorent le Nom de leur Dieu ; car ils présentent … au Seigneur le pain de leur Dieu, et doivent donc être saints …”. (Lévitique 21:6).

“Tu le considéreras… comme saint (le prêtre), car il présente le pain de ton Dieu : il sera saint pour toi, car je suis saint, moi, le Seigneur, ton sanctificateur” (Lévitique 21:8).

 C’est la relation entre le peuple élu et les nations de toute la terre, “…vous serez pour Moi la propriété de tous les peuples, car toute la terre est à Moi”. Vous serez pour Moi un peuple de prêtres et une nation sainte…” (Exode 19:4-9).

Israël est la Vie du monde, la Lumière des peuples de la planète, le moyen de rédemption pour toutes les Nations, au-delà de leurs religions légitimes qui assument le rôle d’être des “points de contact” des individus avec le Dieu Unique, le Seigneur, l’Unique et l’Éternel.

C’est de cette vérité claire et évidente, pour celui qui peut comprendre, que découle l’antisémitisme des sociétés perverties d’aujourd’hui.

Ils sont sous la domination du Serpent, des forces de la matérialité, de la main gauche, qui s’oppose “naturellement” à tout ce qui est la manifestation de l’Esprit, la force de la main droite.

C’est pourquoi l’homme, perverti et plongé dans le “sommeil de l’Esprit”, allié inconscient du Serpent, dominé par les Forces de la matière, “rejette” tout ce qui est l’Esprit de Dieu, le Seigneur, Celui qui opère la “… séparation de l’ivraie et du bon grain…”.

Le résultat est un “antisémitisme” fort et répandu parmi toutes les nations de la Terre, contre les juifs en général et Israël en particulier qui représente “… Son prêtre parmi les peuples…”.

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Théologie

La sortie d’Israël d’Égypte, une représentation du processus d’évolution de l’homme.

L’homme a perdu son chemin.

Il est plongé dans la mondanité, engagé dans la bataille existentielle, dont le but est la possession de biens matériels et la satisfaction de ses propres désirs et envies.

Les conséquences sont sous nos yeux :

La pauvreté, les privations de toutes sortes pour les faibles, l’oppression des pauvres, l’exploitation de masses infinies de personnes dépossédées de leur identité, tandis que les puissants jouissent des avantages d’une richesse disproportionnée bien au-delà des besoins réels d’une vie confortable, résultat d’un mécanisme injuste de distribution des revenus produits quand il ne s’agit pas du résultat de crimes et de délits.

L’État de droit est dans l’oubli le plus total : partout la loi est administrée dans l’intérêt de quelques-uns et trop souvent elle est le résultat de la prévarication des innocents et des justes, voire le simple résultat d’un sentiment négatif des puissants du moment, qui devient souvent  “haine gratuite”.

Une société sans équité ni justice est vouée à l’autodestruction.

Pourtant, l’homme a toujours reçu une “assistance” divine dans son parcours évolutif :

Depuis des temps immémoriaux, la Sagesse Ancienne s’est donné pour but d'”éclairer” le chemin de ceux qui ont des oreilles pour entendre.

À une époque plus récente, notre race aryenne a également reçu l'”Enseignement sacré” par le biais de la révélation biblique.

L’homme de Dieu, Moïse a pris sur lui une mission importante :

Pour conduire le peuple juif, Israël, vers la Terre Promise et lui donner les cinq livres constituant la Torah, la Loi du Seigneur (la Bible), qui consacre le Pacte de l’Alliance avec le Peuple Élu et avec toutes les Nations de la Terre ; oui, avec tous les autres peuples, puisque tout homme en tant que “créature de Dieu” est appelé sur le “chemin du retour vers la Maison du Père”.

C’est le remède offert par le Père céleste à la “chute” résultant du péché “adamique” et aux perversions qui ont caractérisé la vie de l’humanité depuis lors.

  1.  Le premier aspect central de “l’appel divinaux Israélites est la rencontre dans le désert.

“… <Voici le signe que je t’ai envoyé : lorsque tu auras fait sortir le peuple d’Égypte, tu serviras Dieu sur cette montagne (Sinaï)> …” (Exode 3:12). “Le troisième mois après la sortie des Israélites du pays d’Égypte, ce jour-là, ils arrivèrent dans le désert du Sinaï …. Moïse monta vers Dieu, et le Seigneur l’appela sur la montagne…” (Exode 19:1).

 Le message est clair : nous ne pouvons nous reconnecter à notre Source que dans le “silence” de notre cœur et de notre esprit ; il est nécessaire de faire taire notre agitation intérieure, nos désirs, nos envies, la compétition pour l’emporter, la volonté de dominer par la cupidité et la possession de biens matériels.

 Si nous consacrons une partie de notre temps à la lecture des textes sacrés, nous pourrons prendre conscience d’un aspect fondamental de la loi de l’évolution humaine :

 L’homme, après avoir parcouru un long chemin, à travers d’innombrables incarnations immergées dans les passions et l’amour du contingent et des biens matériels, se réveille soudainement de la “torpeur de l’âme”, et constate avec consternation que le monde, affronté et vécu en se plaçant lui-même “au centre”, ne produit pas de “fruits” durables, puisque tout est intrinsèquement “éphémère”.

Cette phase d'”éveil” est douloureuse, car l’individu devient discernant et conscient de la vacuité de la Vie matérielle, du “vide intérieur” qui en découle et de la douleur incessante qui la caractérise, mais n’a pas encore acquis la “richesse” de la Vie de l’Âme pour remplir son existence.

La “soif” du transcendant, du Divin, du “non-visible” mais qu’il perçoit maintenant comme réel, le désir de contact avec sa propre âme, partie du Dieu Créateur et Éternel, se manifeste en lui.

Il est alors nécessaire de s’arrêter, de stopper son parcours, de s’isoler, de faire taire le cœur et l’esprit du contexte mondain, de réfléchir, d’analyser, de discerner, de “sentir” la pulsation interne de l’Homme intérieur, de développer la capacité de percevoir sa “faible” voix, presque un murmure, que la Sagesse Ancienne appelle “la Voix du Silence”.

C’est seulement à ce stade que nous pouvons reprendre contact avec notre Source originelle et donner enfin à la Vie la bonne direction sur le “chemin du retour”.

Il s’agit de l’expérience du peuple israélite lors de sa sortie d’Égypte.

Ils étaient plongés dans la mondanité, ‘ dans les angoisses de la vie quotidienne, dans le but de posséder les biens nécessaires à la survie mais aussi de satisfaire leurs propres convoitises et désirs.

Le Père céleste, le Seigneur, a été patient avec son peuple, parce qu’après une phase initiale de résidence sur cette terre qui a duré des centaines d’années, il a voulu que son peuple fasse l’expérience de l’esclavage et de l’oppression pendant de nombreuses années supplémentaires, transformant sa vie en une épreuve pleine de douleur et de privations, mais surtout en une existence sans “liberté”.

L’histoire représente bien la condition de l’humanité d’aujourd’hui, plongée qu’elle est dans ses propres désirs de cupidité et de luxure, dans le crime et la délinquance, qui n’est autre que la “prison”, oubliant la loi naturelle inscrite dans le cœur de chacun : “ne fais pas aux autres ce que tu ne veux pas pour toi-même”.

Mais il s’agit d’une absence totale de “liberté”, car être libre implique l’amour de ses semblables et de l’ensemble de la Création.

 Ainsi, Moïse peut bien être considéré comme l’envoyé de Dieu qui a pris sur lui le fardeau et l’engagement avec son Père céleste, le Seigneur, de faire sortir le peuple israélite du pays d’Égypte ” …Mais vous, le Seigneur vous a pris et vous a fait sortir de la fournaise de fer d’Égypte, pour faire de vous son peuple celui qui lui appartient... ” (Deutéronome 4:20).

Ces paroles sont une lumière pour nos cœurs, car elles impliquent que l’immersion dans le péché est aussi une étape nécessaire dans le parcours évolutif de l’humanité, pour la ramener à la Maison du Père remplie de Gloire, précisément l’existence répétée d’innombrables fois dans la “…fournaise où le fer est purifié…”.

Les Israélites dans le désert ont alors été confrontés à une nouvelle réalité de leur existence : laisser derrière eux la vie des passions et les douleurs qui en découlent, pour s’engager sur le chemin de la Rédemption qui mène à la Communion avec le Père céleste.

En vérité, le peuple élu a été sauvé de l’esclavage non par un choix libre, mais par un acte de volonté et d’amour de Dieu, le Père tout-puissant, qui, en tant que Dieu fidèle et compatissant, s’est souvenu de la promesse faite aux patriarches Abraham, Isaac et Jacob, qui n’avaient pas reçu le don de connaître le nom du Seigneur et ses attributs :

“…Je suis le Seigneur. Je me suis montré à Abraham, Isaac et Jacob comme Dieu tout-puissant, mais telle est la signification de mon Nom <le Seigneur> que je ne me suis pas fait connaître à eux” (Exode 6,2-3).

Par ces paroles, le Dieu d’Israël veut rappeler aux Israélites les prodiges qu’il a accomplis en terre d’Égypte pour contraindre Pharaon à les laisser partir, connus par tous les fidèles du monde  sous le nom des dix plaies d’Égypte : “Vous avez vu vous-mêmes ce que j’ai fait à l’Égypte, comment je vous ai soulevés sur des ailes d’aigle et amenés à moi…” (Exode 19, 1).

Et encore : ” Je ferai passer devant toi toute ma bonté, et je proclamerai devant toi le nom de l’Éternel;...” (Exode, 33:19) ; ….. “… L’Éternel, l’Éternel, Dieu miséricordieux et compatissant, lent à la colère, riche en bonté et en fidélité,  qui conserve son amour jusqu’à mille générations, qui pardonne l’iniquité, la rébellion et le péché, mais qui ne tient point le coupable pour innocent, et qui punit l’iniquité des pères sur les enfants et sur les enfants des enfants jusqu’à la troisième et à la quatrième génération!” (Exode, 34, 6-7).

      2. Cependant, le don de la Communion avec le Père Tout-Puissant comporte la nécessité de respecter la      Règle, la Loi, qui sera couronnée de succès si elle est toujours le résultat de l’Amour et de l’adhésion “spontanée”, pour rendre grâce de tout son cœur et de toute son âme au don reçu.

Sans l’adhésion comme acte d’amour envers le Père céleste, la Loi apparaîtra comme une série de règles rigides accompagnées de la malédiction, c’est-à-dire de la sanction prévue en cas de transgression :

“… Maintenant, si vous écoutez ma voix, et si vous gardez mon alliance, vous m’appartiendrez entre tous les peuples, car toute la terre est à moi; vous serez pour moi un royaume de sacrificateurs et une nation sainte. ” (Exode 19 : 5,6).

L’homme qui, sur son chemin, a atteint le point de conscience que la vie mondaine est vide, dépourvue de perspectives et d’intérêts réels, est dans sa propre conscience “sorti d’Égypte“, dans ce cas par choix spontané : il se lance dans le désert par choix libre parce qu’il y a un rejet du monde mais il ne connaît pas encore le chemin pour atteindre la “Terre Sainte“, la connexion totale avec sa propre âme, avec le Fils de Dieu qui est en chacun de nous.

Néanmoins, le Père Céleste est conscient de notre décision et, après avoir testé le choix effectué, il manifestera sa miséricorde envers son bien-aimé, le fils prodigue, en le prenant par la main et en le conduisant à travers le désert vers la destination tant désirée.

Il est certain que ce moment “fatal” doit être accompagné de la conclusion d’un pacte intérieur avec le Seigneur, le Père Céleste : l’engagement d’une “communion” constante avec son Amour et sa Volonté, ce qui implique l’adhésion spontanée à sa Loi.

 Et en effet, une alliance a été formellement établie entre le peuple et Dieu le Père tout-puissant, entérinée par la réception des dix commandements : ” Moïse écrivit toutes les paroles du Seigneur… il désigna quelques jeunes gens chargés d’offrir des holocaustes et de sacrifier des taureaux… pour le Seigneur. Moïse prit la moitié du sang et le mit dans des  bassins et versa l’autre moitié sur l’Autel … Puis il prit le Livre de l’Alliance et le lut au … peuple … et ils dirent : <Ce que le Seigneur a ordonné, nous le ferons et l’exécuterons!> Puis Moïse prit le sang et l’aspergea sur le peuple … : <Voici le sang de l’Alliance que le Seigneur a conclue avec vous sur la base de toutes ces paroles>” (Exode, 24, 4-8).

 Le sang est la vie, donc le Pacte de l’Alliance avec Dieu est basé sur la communion de notre vie avec celle du Seigneur, le Père céleste.

 Il est clair pour celui qui est spirituellement attentif que cette Alliance sera concrètement opérante dans la Vie du peuple, et de tout autre homme, si l’adhésion est spontanée, fruit d’un choix du cœur :

L’amour pour le Père, pour ses prérogatives, pour sa volonté et son désir ; d’autre part, chacun de nous sait qu’aimer signifie s’offrir aux autres de manière à les rendre joyeux par son comportement et ses actions.

En revanche, l’adhésion formelle seule prépare le terrain pour la “sanction”, conséquence de la transgression de la règle.

 “Car c’est moi, le Seigneur, qui vous ai fait sortir du pays d’Égypte pour être votre Dieu ; soyez donc saints, car je suis saint” (Lévitique 11:45). “… ne profanez pas mon saint nom… sanctifiez-moi parmi les enfants d’Israël. C’est moi, le Seigneur, qui vous ai déclarés saints …. qui vous ai fait sortir du pays d’Égypte pour être votre Dieu, je suis le Seigneur” (Lévitique 22:32).

 Les mots “… que l’on sache que Je suis Saint parmi les enfants d’Israël…” sont une lumière pour le cœur de chaque croyant : le comportement d’adhésion totale et spontanée à la Loi manifeste l’amour envers soi-même, envers le prochain et envers Dieu le Père tout-puissant ; donc, en menant une vie sainte, nous témoignons du Seigneur, en l’honorant et en offrant notre vie comme un sacrifice de louanges.

Ce “sacrifice” est pour nous le plus grand bien, car c’est un acte d’amour spontané qui aboutit à la Vraie Vie, à la Communion avec sa Source, avec l’origine de toutes choses.

 ” Vous observerez mes lois et mes ordonnances: l’homme qui les mettra en pratique vivra par elles. Je suis l’Éternel.” (Lévitique 18, 5).

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Teologia

L’uscita dall’Egitto d’Israele, rappresentazione del processo evolutivo umano.

L’uomo ha smarrito la retta via.

E’ immerso nella mondanità, impegnato nella battaglia esistenziale, il cui scopo è il possesso di beni materiali e la soddisfazione dei propri desideri e brame.

 Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti noi:

Povertà, privazioni di ogni genere per i deboli, oppressione dei poveri, sfruttamento di sterminate masse di diseredati della propria identità, mentre i potenti godono i vantaggi di una ricchezza spropositata e ben al di là delle reali esigenze di una vita agiata, frutto di un iniquo meccanismo di distribuzione del reddito prodotto quando non rappresenta il risultato del delitto e del crimine.

Lo Stato fondato sul diritto è in totale oblio: ovunque la Legge è amministrata nell’interesse dei pochi e troppo spesso è il frutto della prevaricazione dell’innocente e del giusto anche come semplice risultato di un negativo sentimento del potente di turno, che diviene sovente “odio gratuito”.

Una società senza equità e giustizia è destinata all’autodistruzione.

 Eppure l’uomo ha da sempre ricevuto “assistenza” divina nel proprio cammino evolutivo:

Da tempo immemore la Sapienza Antica si pone lo scopo di “illuminare ” la via di coloro che hanno orecchie per intendere.

In tempi più recenti, la nostra razza Ariana ha anch’essa ricevuto il “Sacro insegnamento” attraverso la rivelazione biblica.

 L’uomo di Dio Mose’ ha assunto su di se un’importante missione:

Condurre verso la Terra promessa il popolo ebraico, Israele, e donare allo stesso i cinque libri costituenti la Torah, la Legge del Signore (la Bibbia), che sancisce il Patto dell’Alleanza con il popolo eletto e con tutte le Nazioni della Terra; sì, con ogni altro popolo, poiché ogni uomo in quanto “creatura di Dio” è chiamato sulla “via del ritorno alla Casa del Padre”.

E’ il rimedio offerto dal Padre Celeste alla “caduta”, conseguente al peccato “adamico” ed alle perversioni da allora caratterizzanti la vita dell’umanità’ intera.  

  1. Il primo aspetto centrale della “chiamata divina” degli israeliti è l‘incontro nel deserto.

“… <Eccoti il segno che ti ho mandato; quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo Monte (il Sinai)> …” (Esodo, 3:12). “Al terzo mese dall’uscita degli israeliti dal paese d’Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono nel deserto del Sinai …. Mose’ Salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal Monte …” (Esodo, 19:1).

Il messaggio è chiaro: noi possiamo ricongiungerci con la nostra Fonte solo nel “silenzio” del cuore e della mente; è necessario silenziare i nostri tumulti interiori, i desideri, le brame, la competizione al fine di prevalere, la volontà di dominio per avidità e per il possesso delle cose materiali.

Ora, se volessimo occupare un po’ del nostro tempo alla lettura dei Sacri Testi, potremmo assumere la consapevolezza di un’aspetto fondamentale della Legge dell’evoluzione umana:

L’uomo dopo aver percorso un lungo cammino, attraverso innumerevoli incarnazioni immerso nelle passioni e nell’amore del contingente e dei beni materiali, improvvisamente si desta dal “torpore dell’Anima”, e con sgomento discerne che il mondo, affrontato e vissuto ponendo “se stesso al centro”, non produce “frutto” duraturo, poiché ogni cosa è intrinsecamente “effimera”.

Tale fase del “risveglio” è dolorosa, poiché l’individuo assume discernimento e consapevolezza della vacuità della Vita materiale, del “vuoto interiore” che ne deriva e del dolore incessante che la caratterizza, ma non ha ancora acquisito la ”ricchezza” della Vita dell’Anima per riempirne l’esistenza.

Si manifesta allora in lui la “sete” del trascendente, del Divino, del “non visibile” ma che egli ora percepisce come reale, il desiderio del contatto con la propria Anima, parte del Dio Creatore ed Eterno.

E’ allora necessario fermarsi, arrestare il proprio cammino, isolare se stesso, silenziare il cuore e la mente dal contesto mondano, per riflettere, analizzare, discernere, “sentire” la pulsazione interna dell’Uomo interiore, sviluppare la capacità di percepire la sua voce “flebile”, quasi un sussurro, che l’Antica Sapienza definisce “la Voce del Silenzio”.

E’ solo in questa fase che possiamo riassumere il contatto con la nostra Fonte originaria e finalmente imprimere alla Vita la giusta direzione sulla “via del ritorno”.

 E’ l’esperienza del popolo israelita all’uscita dall’Egitto.

Esso era immerso nella mondanità, nelle angustie della vita quotidiana, aventi il fine del possesso dei beni necessari alla sopravvivenza ma anche la soddisfazione delle proprie brame e desideri.

Il Padre Celeste, il Signore, è stato Longanime con il Suo popolo, poiché dopo una prima fase di permanenza in quella terra durata centinaia di anni, ha voluto per la Sua gente l’esperienza della schiavitù, dell’oppressione, ancora per lunghi anni, che hanno trasformato la Vita in un calvario colmo di dolori e di privazioni ma soprattutto in un’esistenza priva di “libertà”.

La vicenda ben rappresenta la condizione odierna dell’umanità’, immersa com’e’ nei propri desideri di avidità e lussuria, nel delitto e nel crimine, che null’altro è se non “prigione”, dimentica della Legge naturale iscritta nel cuore di ognuno: “ non fare agli altri ciò che non vuoi per te stesso”.

Ma questa è totale assenza di “liberta” poiché essere Liberi postula l’amore per i propri simili e per l’intero Creato.

 Dunque, Mose’ può ben essere considerato l’inviato di Dio che assunse l’onere e l’impegno con il Padre Celeste, il Signore, di trarre il popolo israelita fuori della terra d’Egitto “ …Ma voi, il Signore vi prese, e vi trasse dalla fornace ove si purga il ferro, dall’Egitto, per farvi il popolo di suo patrimonio…” (Deuteronomio, 4:20).

Queste parole sono Luce per il nostro cuore, poiché lasciano intendere che l’immersione nel peccato e pur anche una fase necessaria sul cammino evolutivo dell’umanità’, per ricondurla alla Casa del Padre colma di Gloria, appunto l’esistenza ripetuta innumerevoli volte nella “…fornace dove si purga il ferro…”.

Gli israeliti nel deserto affrontarono allora una nuova realtà della propria esistenza: abbandonare dietro le proprie spalle la vita delle passioni e dei dolori conseguenti, per incamminarsi sulla via della Redenzione che conduce alla Comunione con il Padre Celeste.

 In verità il popolo eletto è stato tratto in salvo dalla schiavitù non per libera scelta ma per un Atto di Volontà e di Amore di Dio, Padre Onnipotente, il quale come Dio Fedele e Compassionevole si è ricordato della promessa fatta ai Padri Abramo, Isacco e Giacobbe, ai quali non era stato fatto il dono di conoscere il Nome del Signore e i Suoi Attributi:

“…Io Sono il Signore. Io mi mostrai ad Abramo, Isacco e Giacobbe, quale Dio Onnipotente; ma tale, cosa significa il Mio Nome <il Signore> non mi feci conoscere da essi” (Esodo, 6:2-3).

 Con queste parole il Dio d’Israele vuole ricordare agli israeliti i prodigi operati in terra d’Egitto per costringere il Faraone a lasciarli partire, da tutti i fedeli del mondo conosciuti come le dieci piaghe dell’Egitto:Voi stessi avete visto cosa ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquila e vi ho fatti venire fino a me…” (Esodo,19:1).

Ed ancora, “Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il Nome del Signore…” (Esodo, 33:19); ….. “… il Signore, il Signore è Dio Clemente e Benigno, e grandemente Benevolo e Verace … conserva la Benevolenza … ai millesimi discendenti, tollera il peccato, la colpa ed il trascorso, senza mandarli impuniti, esigendo conto dei peccati dai padri ai figli, dai nipoti, dai terzi e dai quarti discendenti” (Esodo, 34: 6-7).

            2. Ciò non ostante, il dono della Comunione con il Padre Onnipotente comporta la necessità del rispetto della Regola, della Legge, che avrà successo se sarà sempre il risultato dell’Amore e della “spontanea” adesione, per rendere grazie con tutto il cuore e tutta l’Anima al dono ricevuto.

Senza l’adesione come atto d’amore verso il Padre Celeste, la Legge apparirà come una serie di norme rigide accompagnate dalla maledizione, vale a dire dalla sanzione prevista in caso di trasgressione:

… Ora, se volete ascoltare la Mia voce e custodire la Mia alleanza voi sarete per Me la proprietà tra tutti i popoli, perché Mia è tutta la Terra. Voi sarete per Me un popolo di sacerdoti e una nazione santa” (Esodo, 19:5,6).

L’uomo che nel proprio cammino è arrivato al punto di consapevolezza che la Vita mondana è vacua, priva di reali prospettive ed interesse, è nella propria coscienza “uscito dall’Egitto”, in questo caso per scelta spontanea: s’incammina nel deserto per libera scelta poiché vi è il rifiuto del mondo ma non  conosce ancora la via per giungere alla “Terra Santa”, la connessione totale con la propria Anima, con il Figlio di Dio che è in ognuno di noi.

Ciò non ostante, il Padre Celeste è consapevole della nostra decisione e, dopo aver messo alla prova la scelta fatta, manifesterà la propria Misericordia verso il suo diletto, il figliol prodigo, afferrandolo per mano e conducendolo attraverso il deserto verso la meta agognata.

E’ certo che tale momento “fatale” deve accompagnarsi con la conclusione di un Patto interiore con il Signore, il Padre Celeste: l’impegno alla costante “comunione” con il Suo Amore e la Sua Volontà che comporta la spontanea adesione alla Sua Legge.

 Ed in effetti, tra il popolo e Dio Padre Onnipotente fu stabilito formalmente un patto, sancito dal ricevimento dei dieci comandamenti: “Mose’ scrisse tutte le parole del Signore … incaricò alcuni giovani di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi … per il Signore. Mose’ prese la metà del sangue e la mise in … catini e ne versò l’altra metà sull’Altare … Quindi prese il libro dell’Alleanza e lo lesse al … popolo … e dissero: <Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo!> Allora Mose’ prese il sangue e ne asperse il popolo … : <Ecco il sangue dell’Alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole>” (Esodo, 24:4-8).

Il sangue è Vita, dunque il Patto dell’Alleanza con Dio è fondato sulla comunione della nostra Vita con quella del Signore, il Padre Celeste.

 E’ chiaro a colui che è spiritualmente attento che tale Patto sarà operante concretamente nella Vita del popolo, e di ogni altro uomo, se l’adesione è spontanea, frutto di una scelta del cuore:

Amore per il Padre, per le sue prerogative, per la Sua Volontà ed il Suo desiderio; d’altra parte, ognuno di noi sa che amare significa offrire se stesso all’altro in guisa da renderlo gioioso con il proprio comportamento e con le proprie azioni.

La sola adesione formale pone invece le premesse per la “pena”, conseguenza della trasgressione della Regola.

 L’ebreo, e l’uomo sulla “via del ritorno”, hanno offerto la Vita al Signore, il Padre Celeste, e ciò comporta l’impegno di “santificare” la propria esistenza per essere in Comunione con il Nostro Dio:

Poiché Sono Io, il Signore, che vi trassi dalla terra d’Egitto, per essere il Vostro Dio; siate dunque santi poiché Santo Io Sono” (Levitico, 11:45). “… non profanate il Mio Santo Nome …fate in guisa che Io venga riconosciuto Santo in mezzo ai figli d’Israel. Sono Io, il Signore, che vi ho dichiarati santi …. che vi trassi dalla terra d’Egitto, per essere il Vostro Dio, Sono Io, il Signore” (Levitico, 22: 32).

Le parole “…fate in guisa che Io venga riconosciuto Santo in mezzo ai figli d’Israel…” sono Luce per il cuore di ogni fedele: il comportamento di totale e spontanea adesione alla Legge manifesta l‘amore verso se stessi, verso il prossimo e verso Dio padre Onnipotente; dunque, vivendo una vita santa, noi rendiamo testimonianza al Signore, onorandolo e offrendo la nostra vita in sacrificio di lode.

Questo “sacrificio” è per noi il massimo bene, poiché esso è atto spontaneo di amore che ha come risultato la Vera Vita, la Comunione con la Sua Fonte, con l’origine di tutte le cose.

 Osserverete i Miei Statuti, e le Mie Leggi, eseguendo le quali, l’uomo si acquista la Vita. Son Io, il Signore” (Levitico, 18:5).