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Antropologia

Il dileggio e la calunnia: l’odiatore di professione.

Vi sono uomini che possono essere definiti “odiatori di professione”.

 E’ il male supremo, la massima perversione, un atto contro lo Spirito che non troverà perdono e remissione.

In verità, questi individui non meritano di partecipare al consorzio della vita umana, avendo perduto ogni caratteristica saliente dell’uomo; persino le bestie selvatiche non conoscono questo sentimento di depravazione assoluta, giacché combattono a solo scopo di sopravvivenza.

Al contrario, l‘odiatore di professione ha travalicato di gran lunga ogni limite, poiché non agisce con riguardo alla sete di ricchezza, all’avidità’ di possesso ed al desiderio di Potere sui propri simili, qualità che di per se portano a pervertire la propria esistenza sino al delitto ed al crimine, con tutte le conseguenze in termini di Karma e di Giudizio finale.

L’uomo che odia gratuitamente, per il piacere di farlo, per la gioia di nuocere al proprio simile è “fuori dalla vita”, ben al di là di un lecito recinto di peccato, sempre possibile in relazione all’esercizio del libero arbitrio, principalmente in una fase iniziale del percorso evolutivo, e per questo la perversione nei comportamenti potrà essere sempre corretta sino al ravvedimento, che interviene in non rari casi con il procedere dell’evoluzione.

Questo individuo (l’odiatore) è l’abominio di se stesso, è contro la Vita stessa, dunque sarà immancabilmente escluso da qualsiasi forma di esistenza; egli rappresenta un “aborto” dello Spirito, un episodio “spurio” e ripugnante che l’Ordine generale del Creato cancellerà definitivamente dal quadro esistenziale, come a voler riparare ad un “orrore che vuole essere dimenticato”.

In verità, l’odio non è il contrario dell’Amore, esso è la negazione della Vita stessa, dell’esistenza della Vita planetaria, del Sistema solare, della Galassia e dell’Universo intero.

L’egoismo può essere considerato come il “contrario dell’Amore”; all’egocentrismo, qualità assai diffusa principalmente in una fase iniziale del percorso evolutivo, può mettere rimedio l’espansione di coscienza, che con il tempo interviene ad “illuminare” la Vita dell’uomo.

L’odio gratiuto invece è la “Morte assoluta”, è come un Buco nero nell’Universo che “mangia” ogni Astro e forma di Vita” che lo avvicini; è un materiale putrido e nauseabondo, avvelenatore di ogni fonte e sorgente di Vita, di ogni forma di esistenza seppur peccatrice e pervertita.

Ed in effetti, nella norma, anche gli individui immersi nel buio della materia e dell’ignoranza temono e si allontanano dall’odiatore di professione.

Il quale, prima di essere “annientato” dal Giudizio divino già respira l’aria putrida della propria natura, vivendo in un “letto di vermi” che divorano la sua forza vitale.

Il suo pensiero è per questo incapace di analisi vera, di una visione che si avvicini alla realtà delle cose, poiché quelle energie vitali che gli sono ancora disponibili sono indirizzate in una direzione principale: coltivare ed alimentare l’odio gratuito dell’avversario, di colui che non condivide i suoi piani, attraverso il dileggio, la menzogna e la calunnia; nutre persino un odio inconsapevole verso i propri familiari fintantoché’ i figli, della qual cosa è del tutto inconsapevole, poiché non conosce sentimenti se non di qualità distruttiva.

L’odiatore di professione è un verme che divora l’energia esistenziale dell’umanità’ intera, è un vampiro poiché non è dotato di Vita propria ma concepisce l’esistenza come un campo dove seminare veleno putrido e gas mortali, cibandosi di quelle sostanze massimamente mortali.

Dunque, è come “un morto che cammina”, un essere immondo che conserva solo l’apparenza fisica di uomo, che non potrà più essere accolto in nessun ambiente esistenziale dopo la morte fisica, neanche nelle vesti di una pianta o di un’erba.

L’Antico Testamento ammonisce l’uomo della pericolosità del “serpente”, è una metafora che vuole indicare la depravazione a fini di lussuria e di avidità; ma non ci parla in modo esplicito dell’odiatore di professione giacché costui non ha alcuna possibilità per un ravvedimento, come invece è per ogni peccatore, che può infine liberarsi dalle “spire della serpe”.

L’odio e’ la Morte eterna, l’esclusione da ogni ciclo vitale, il ritorno nella polvere indifferenziata, beninteso dopo aver attraversato la “fornace ardente” che spoglia lo spirito di ogni “veste esistenziale”.

In realtà l’odio gratuito è la forma più grande di follia!!!

Ed in effetti l’odiatore si nutre di menzogna e frodi. 

“…(essi) hanno detto: <Con le nostre lingue saremo potenti; armi per noi sono le nostre labbra,chi potrà dominarci?> …” (Salmo 12 di Davide)…” (ma) … la Tua Mano raggiungerà coloro che Ti odiano Li ridurrai qual forno ardente… li divorerà il fuoco. Farai sparire dalla Terra la loro discendenza, la loro progenie dai figli degli uomini” (Salmo 21 di Davide).

”… Eppure l’uomo in onore non comprende di essere simile alle bestie che vengono sterminate…”(Salmo 49)…”… la tua bocca tu rivolgi al male e la tua lingua ad intessere frodi … dici cose obbrobriose … queste cose tu fai ed IO dovrei tacere? …Intendete tutto questo o voi dimentichi di Dio, perché non vi sbrani senza che ci sia chi possa salvarvi…” (Salmo 50 di Asaf).

”… Perché ti vanti del male?… tu escogiti rovina; la tua lingua e’ come lama affilata … Tu preferisci ogni parola di rovina… Dio ti abbatterà per sempre, ti annienterà … ti sradicherà dalla terra dei viventi…(Salmo 52 di Davide)… “…fin dal seno materno sono sviati quelli che dicono menzogne… O DIO, … si dileguino come fluida acqua… come la cera che si scoglie e svanisce, come un aborto di donna che non ha mai visto il sole…(Salmo 58 di Davide).

Affermò un antico maestro dell’umanità’: “… meglio per loro se non fossero mai nati…” .