La moneta. Valore convenzionale o creditizio?

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ABSTRACT

Giacinto Auriti ha insegnato che la moneta è innanzitutto una fattispecie giuridica fondata sulla “fiducia”. La riprova storica l’abbiamo avuta nella disputa tra John Maynard Keynes ed Harry White durante i lavori della Conferenza di Bretton Woods. Ma la domanda che si pone, posta la quale tutto il pensiero auritiano o cade o trova buoni argomenti storici per rispondere, è la seguente: perché mai devo fidarmi del prossimo? Chi mi garantisce che il prossimo stia ai patti e si comporti, nell’accettare i simboli monetari, come me? In altri termini chi è il Garante Ultimo della “previsione del comportamento altrui come condizione del proprio” ossia della “fonte del valore convenzionale monetario”? Esiste una rilevanza giuridica della convenzione monetaria che non è meramente orizzontale ma che necessita di una dimensione verticale, statuale. Le origini della monetazione sono sacrali e la sua più autentica dimensione è politica perché è sempre necessaria l’Autorità Politica quale garante della fiducia, del valore convenzionale monetario. Che è gradualmente emerso a partire dal riuscito esperimento della Banca d’Inghilterra, ma a scopi speculativi. Successivamente c’è stato un percorso storico di raddrizzamento con la subordinazione delle banche di emissione agli Stati. Ma a partire dagli anni ’80 del XX secolo il potere finanziario ha riconquistato una illegittima egemonia. Tra l’Autorità politica ed il potere finanziario da sempre sussiste un rapporto complesso e controverso nel quadro di un kosmos sovente tradito. C’è tuttavia ancora la possibilità, mediante un artificio contabile, di ristabilire il valore convenzionale della moneta ed emetterla senza il gravame del debito e degli interessi.

PAROLE CHIAVI

Auriti, moneta, fiducia, autorità politica, banca centrale, valore convenzionale e valore creditizio.

About Author

Luigi Copertino (Busto Arsizio, Varese, 1963) vive a Chieti. Dottore in giurisprudenza, con tesi in Filosofia del Diritto, funzionario regionale, giornalista pubblicista. Specializzato in “Studi dei valori giuridici e monetari” presso la cattedra di Teoria Generale del Diritto nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo. Si occupa del pensiero teologico-filosofico-giuridico-politico-economico in stretta connessione con la concretezza della storia. Ha collaborato con la cattedra di Storia e Istituzioni dei Paesi afroasiatici della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo e con l’Istituto Enrico Mattei in Alti Studi sul Vicino Oriente, di Roma, nell’ambito del Master “Enrico Mattei” in Medio Oriente. Similare attività didattica ha svolto per l’Università d’Estate della Repubblica di San Marino, su tematiche relative all’identità storico-religiosa dell’Europa. Collabora a molteplici riviste culturali ed è autore di diversi volumi su tematiche di spiritualità, storia, filosofia politica e moneta.

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