Revenge: In un Paese immuno-depresso la rivincita dell’inerzia

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Abituati a lavorare senza sosta, alcuni di noi rimangono sbigottiti di fronte al divieto di continuare la produzione.

Che sia materiale o immateriale.

Vittime dell’incapacità di distinguere tra coloro che rischiano più degli altri e coloro che invece, perché meno a rischio, possono, anzi devono (ferme le cautele suggerite dall’OMS) stare al fronte.

Ed il fronte, per chi non è medico, è proprio quello della produzione di beni e servizi. Impegno che non può essere delegato ai Paesi che con noi si sono, a torto o a ragione, imparentati.

Perché la parentela, per quanto sentita, è fatta inevitabilmente di mutualismo.

Cosa sapremo dare in cambio a chi oggi ci sostiene o sosterrà?

Non è difficile immaginare che si tratterà, con questa “itica” (politica sarebbe troppo), di ulteriore, inesorabile aumento del debito; che si dovrà combinare con un enorme debito di riconoscenza.

Eppure, gli Italiani (di destra e di sinistra, senza distinzioni di bandiera), quelli veri, che oggi sono costretti alla “solidarietà passiva”, non avrebbero grande difficoltà a convertire il dramma in energica “solidarietà attiva”, anche verso lo Straniero.

Quanti giovani sarebbero disposti al servizio attivo? Una infinità.

Regioni come la Campania, la Sicilia e la Calabria, note per dare copertura a sacche sparute di delinquenti mai veramente avversati, sono ricolme di giovani coraggiosi.

Persone la cui onestà si è fatta in alcuni casi miseria irrisolvibile.

Ecco, a queste persone va lasciato il passo, perché sarebbero pronte a dare la vita purché, passata la buriana, lo Stato, bandito il nepotismo, riattivi la mobilità sociale.

Che i più coraggiosi, i più bravi, gli onesti abbiano a vincere le loro battaglie per soddisfare le proprie aspirazioni.

Che sia, prima d’ogni altra cosa, recuperata la iniziale stesura della nostra Carta fondamentale dei Diritti.

Sia ridata dignità ai lavoratori e, previa la più rapida messa in sicurezza delle categorie sanitariamente più deboli, messa al bando l’inerzia.

Viva gli Italiani, perché senza di loro non si rifarà l’Italia, e senza un’Italia ricostituita non potremo essere d’aiuto ai nostri “Parenti” all’estero (un pensiero particolare andrà presto rivolto ai fratelli Africani).

Un sentito abbraccio al personale sanitario che con il sacrificio, a dispetto degli evanescenti presìdi medicali, rinnova in tutti l’amor patrio.

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Studioso delle materie del diritto per vocazione, è avvocato abilitato al patrocinio avanti le magistrature superiori. Ha rivolto la propria attenzione alle materie commerciali con specifico riguardo al sociale. Brillante nella fase dibattimentale è capace di coniugare la complessità dei casi con la semplicità della sintesi.

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