Un modello cosmogonico interpretativo dell’evoluzione umana

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L’uomo in rapporto al suo pianeta ed ai propri simili

ABSTRACT

La creatura umana assume all’interno del progetto creativo un ruolo fondamentale.

Essa è un “co-creatore”, un “muratore” nella realizzazione del Piano divino.

Ma la società contemporanea nulla sa di questo, avendo perduto ogni connessione con la propria origine e prerogative naturali, le quali sono essenzialmente riferibili alla propria intelligenza ed alle potenziali capacità di pensiero, al momento allo stato latente nella maggioranza degli individui.

Nel lungo percorso evolutivo, la vera distinzione tra l’uomo e la bestia risiede nel potere dell’intelletto, che però solo nel caso degli animali svolge la precipua funzione di vincere la competizione secondo la legge della sopravvivenza, mentre nell’uomo lo scopo è quello della manifestazione della mente astratta, la sola capace di “estrarlo” dall’eredità animale e di porlo in una condizione di essere il “re del creato”.

Quest’ultima prerogativa lo rende partecipe del disegno divino per il tramite delle sue capacità mentali, che si esprimono solo nel momento in cui la persona supera il proprio egocentrismo di origine animale, per spostare la propria attenzione sul gruppo, interpretando il bene comune come il proprio.

Il sapere e la conoscenza dell’attuale umanità è l’espressione della più profonda ignoranza e cecità alle verità più essenziali delle leggi di Natura e, quindi, delle vere prerogative umane e delle sue responsabilità verso il proprio ambiente ed il pianeta.

La storia degli ultimi millenni si caratterizza per un distacco crescente degli uomini dalla propria origine, processo che trova il culmine nel cosiddetto “illuminismo” della ragione, che in verità è l’esatto contrario della ragione hegeliana”.

Il problema principale risiede nella superbia umana, che s’illude di potersi “… fare simile a Dio …”, pervertendo in tal modo se stessa e l’ordine naturale delle cose.

Il vacuo intellettualismo oggi dominante è solo la rappresentazione di una cieca e presuntuosa ignoranza, dalla quale discende “relativismo” ed illusione che ogni cosa si rende possibile se è nell’interesse meschino del tornaconto materiale dell’uomo; ne deriva una società corrotta nei propri fondamenti e totalmente immorale, una grave iniquità nella distribuzione delle risorse economiche ed una pubblica amministrazione perversa sino al “midollo”.

L’umanità può vincere lo stato delle cose:

  • riscoprendo l’antica sapienza, custodita in tutte le antiche scritture, ed
  • organizzando un sistema educativo sano ed orientato alla manifestazione dei talenti naturali delle persone e delle proprie capacità creative.

È l’unica via percorribile per attenuare le gravi perversioni in atto nella società umana, in attesa della comparsa del Vero Uomo, il Figlio di Dio.

“… siamo manifestazione locale di un’Autocoscienza cosmica … siamo sostanza stellare che medita sulle Stelle …” ( Carl Seagan,Cosmos).

PAROLE CHIAVI: cosmo, evoluzione, Dei creatori, uomo, deva, mente concreta ed astratta, il Figlio di Dio.

Numero di pagine: 25

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

1 Comment

  1. To me the son of God already came, and his name was Jesus of Nazareth. Who is the son of God you are talking about, and you are waiting for? Or maybe you mean the coming of Christ at the end of the world?