La trasformazione del modello economico mondiale da “esogeno” al tipo “endogeno”.

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I moderni sistemi di produzione hanno snaturato la loro originaria funzione, ossia quello di provvedere a rendere disponibili i beni economici necessari per il sostentamento e lo sviluppo della razza umana.

In ogni contesto, antico e moderno, le attività economiche si riferiscono al lavoro organizzato dall’uomo per la produzione di beni aventi specifiche utilità, derivanti da una particolare attitudine a soddisfare bisogni esistenziali di diversa intensità e qualità. Per questo, l’Economia è “endogena” alla società ed al vivere umano.

Ma la prevalenza di alcuni gruppi di individui ha trasformato il sistema della produzione nel tipo “esogeno”, vale a dire sostanzialmente estraneo agli scopi originari ed orientato alla produzione del profitto per il solo vantaggio della classe capitalistica, mentre quella dei lavoratori è costretta a subire cronici tassi di disoccupazione e livelli salariali nella norma al di sotto della sussistenza economica.

Questa indesiderabile e perversa caratterizzazione della moderna Economia trova sostegno nel cosiddetto “signoraggio monetario”, che in ragione di scellerate politiche si fonda sulla rinuncia dello Stato al potere di battere moneta, per trasferirlo nelle mani di organizzazioni bancarie private nel controllo del grande capitale finanziario. Per cui si arriva al paradosso attuale in cui le nazioni devono indebitarsi, sostenendone il relativo costo in termini di interessi, nei confronti dei banchieri al fine di rendere possibile la circolazione del “bene pubblico” moneta.

La letteratura è per la gran parte complice e connivente con l’attuale sistema di potere; ed in effetti, il modello di sviluppo economico mondiale si basa sul processo di accumulo del capitale, relegando a variabile “dipendente” la forza lavoro occupata rispetto al fattore tecnologico ed al livello dei profitti del capitalista; ne consegue che lo sviluppo è trainato dalla crescita della produttività del lavoro che però, nella norma, non si accompagna ad un incremento del livello dei salari bensì ad una perenne condizione di insufficiente domanda di mano d’opera.

Ragion per cui le classi lavoratrici ( i veri produttori) sono spogliate del prodotto delle proprie fatiche e lasciate in una perenne condizione di povertà.

Parole chiavi: sopravvivenza della razza; lavoro economico; signoraggio monetario; “esogeneità” del capitale; “endogeneità” del lavoro; prezzi; salari; profitti; distribuzione della ricchezza.

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Dapprima Ricercatore e successivamente Professore di Finance and Banking presso alcune Università italiane. Manager di diversi istituti di credito e società finanziarie. Attualmente studia e ricerca tra Israele e l’Europa.

1 Comment

  1. Illustre Prof. ciò che Lei ha scritto è la pura e sacrosanta realtà, tutti i lavoratori ne dovrebbero essere a conoscenza, cosa molto difficile a causa dell’informazione di comodo a favore dei capitalisti.