Materialità, emozione-intelletto, pensiero astratto: Quali sono le prerogative del Vero Uomo?

1

Va oggi di moda tra gli uomini lo studio della cosiddetta “teoria evoluzionista”,una sorta di “obrobrio”  della Verità, una mistificazione della falsità e dell’ignoranza dalla quale discende: è una classica rappresentazione della mente “bambina” umana, tipica di questa fase dello sviluppo.

Costui (l’uomo) è avvezzo, come un infante irresponsabile ed incosciente, a giocare con le idee e con l’energia del pensiero come se fosse un balocco, incurante degli effetti che ne derivano sulla struttura e qualità della propria vita personale e sociale, non che sulle possibilità di reale futuro progresso. La storia insegna, a pochi a dire il vero, le terribili conseguenze delle sciagurate organizzazioni proposte dagli uomini, per quanto attiene agli assetti  della vita economica, politica e sociale dei gruppi nazionali ed etnici; da sempre le civiltà si alternano incessantemente per via del loro disfacimento, dovuto solo alla corruzione del pensiero umano e dei comportamenti che ne conseguono.

Eppure gli individui studiano, pensano e producono idee ma, il più delle volte, totalmente ignari della vera saggezza e delle regole della natura, non ostante una grande e variegata produzione di conoscenza contenuta nelle antiche scritture prodotte  dai maestri e filosofi di ogni epoca.

Sembra che la mente degli umani odierni sia ben predisposta a percepire insolenti falsità, a volte mascherate in forma di solenni  verità, ed idiozie di vario genere, non che vani pensieri di ogni tipo, prodotti da un alacre lavoro di “studio e ricerca”, che però tutto è tranne affermazione del vero; non è di moda lo studio della saggezza antica né di quella “moderna”(ironizzando), giacché il contenuto della verità non muta nel susseguirsi degli eoni di tempo.

Ma  a cosa si deve il  livello d’ignoranza nel quale versa l’umanità?

Alla prevalenza negli individui dell’emozione e della mente “materialista”, le quali inevitabilmente conducono alla ricerca del piacere e della sensazione, connesse, nelle idee dei più, al possesso delle cose materiali.

Dunque, la vita assume la dimensione mondana come quella prevalente e non appare all’orizzonte in tali casi l’ombra del benché minimo “pensiero astratto”, l’unico davvero capace di scuotere l’uomo dal suo torpore e di condurre un po’ di luce nella sua mente ignorante e bambina.

Certo, perché il mondo delle idee (“… la nuvola delle cose possibili …” com’era definito da Patanjali) non è in alcun modo connesso al proprio tornaconto personale, né al piacere, ancor meno all’emozione o alla mente concentrata sul “contingente”; bensì alla ricerca di ciò che è invisibile, trascendentale, metafisico, al di là della possibilità di essere percepito dai sensi se non dal “sesto senso”:

  • l’intuizione,
  • la visione mistica,
  • il pensiero del filosofo, del genio e dell’artista.

Senza i quali l’umanità bambina si sarebbe di già autodistrutta, in questo suo vacuo pensiero, in queste sue attività sterili di verità e portatrici solo di materialità che evoca emozioni e pensieri, fonte di ogni delitto e crimine contro l’ordine naturale delle cose e contro gli stessi uomini.

E sì, poiché l’uomo nel tentativo fanciullesco, ma comunque terribilmente nocivo, ordisce ogni sorta di piano ed elabora ogni tipo d’idee e progetti al solo scopo di appagare i suoi desideri, la propria ricerca di sensazioni non che la soddisfazione di brame di libero-potere e di possesso, che null’altro sono se non autodistruzione di se stesso e del creato che lo circonda.

Ed  allora la cosiddetta scienza ufficiale arriva ad elaborare teorie del tipo “darwinismo sociale”,vale a dire quella concezione della vita di relazione fondata sulla competitività tra forti, con esclusione dei deboli, secondo(dicono loro) una giusta legge selettiva in natura che premia l’efficienza, intesa quindi come capacità prevaricante sugli altri individui.

Tale impostazione priva l’uomo, senza che lui ne sia consapevole, delle sue principali prerogative, che lo distinguono chiaramente dall’animale:  l’intelligenza, dalla quale deriva il dominio dell’istinto (di sopravvivenza), solo dal quale gli animali (innocenti) traggono la forza per la propria esistenza e sviluppo. 

Ma l’uomo diviene “re del creato”, per la sua capacità di comprendere i meccanismi della vita stessa e le leggi alla base della natura che lo circonda e, dunque, assume la prerogativa di vincere la propria”animalità” e di ergersi in un atto di suprema dignità, al di sopra di quelle forze di cui è capace di essere consapevole.

Tuttavia  l’umanità odierna, seppur inorgoglita della propria capacità di conoscenza e di comprensione della natura e dei meccanismi di base della creazione, non volge la parte migliore di se stessa, che fonda sul processo mentale scientifico e quindi astratto, verso una maggiore nobiltà  della vita, del vissuto quotidiano;  bensì essa si  rigetta, per così dire, nell’ancestrale mondo degli animali, dal quale sa di provenire, assumendo identici comportamenti e rifiutando la propria dignità, annullando la naturale intelligenza che la pone al di sopra di ogni regno di natura.

 Ed ecco il delitto, la comodità del pensiero “relativo” tanto di moda:  tutto è possibile, purché rientri  in un personale tornaconto, vale a dire l’etica e la morale costruite “su misura”; grave e supremo atto di irresponsabilità di questa umanità  bambina, fonte di continua  distruzione delle civiltà che costruisce e di rallentamento dello sviluppo della propria condizione verso l’apparire del Vero Uomo: il Figlio di Dio Intelligente, benefico nei confronti delle altre creature e del mondo circostante, non che solidale e soccorrevole con i propri simili.

 E’ penosa la stoltezza dell’attuale umanità; lo metteva bene in  evidenza uno dei maggiori Dottori della Chiesa cristiana, Sant’Agostino, nella Sua Opera Omnia “Le Confessioni”:  il quale si lamentava dello stupido comportamento dei suoi contemporanei, che assegnavano grande importanza ai libri di storia, senza possedere alcuna reale e concreta prova che i fatti ivi narrati avessero qualche  fondamento di verità o se fossero solo pure fantasie degli scrittori; mentre si affannavano a mettere in discussione l’autenticità delle Sacre Scritture, riferendole a fandonie e fantasie degli autori del tutto scollegate dal mondo della realtà: mai stupidità e stoltezza più grande l’umanità bambina può partorire dalla sua puerile mente!!

E dunque, ecco qui la teoria dell’evoluzione darwiniana che, seppur dotata di una certa intuizione, da sola non può spiegare l’immane potenza e complessità del processo evolutivo, ma che la scienza ufficiale “storpia” fino a riferirla all’evoluzione del comportamento umano, secondo l’ipotesi della  necessaria competitività tra gli individui, basata sulla legge del ”migliore”.

Da tale ignorante impostazione discendono le gravi iniquità sociali ed economiche che caratterizzano il mondo attuale, con una terribile e grave sperequazione nella distribuzione della ricchezza mondiale, al punto che pochi, troppo pochi, individui possiedono ben più della metà delle risorse mondiali, mente la gran parte della popolazione ancora oggi vive in condizioni d’indicibile povertà.

Anche da tale impostazione derivano gli atteggiamenti delittuosi di ogni tipo, molte volte “legalizzati” da un sistema giuridico che è una copia perfetta delle perversioni presenti nella mente degli uomini, totalmente accecati dal proprio tornaconto e dalla dimensione materialistico-emozionale della propria esistenza.

La mente, quando si mostra minimamente sviluppata, si ferma ad un’analisi delle condizioni che possono avvantaggiare l’individuo rispetto agli altri, e nel caso dell’intellettuale, ad un bieco ed ignorante materialismo analitico, che riconduce la scienza ad una profondo buco nero di insipienza, riconfermando il detto della saggezza antica : “la mente uccide il reale”.

E’ che l’uomo deve impegnarsi a sviluppare il ragionamento astratto, la “ragione kantiana”, l’unica risorsa che lo distingue dall’animale e che lo può ricondurre ad un rapporto equilibrato con la natura e gli altri uomini.

È necessario pensare al di là del proprio interesse personale e del contingente, alla ricerca del non conosciuto, dell’invisibile, del trascendente, nella ricerca dell’equilibrio e della bellezza, come il vero artista, che persegue dapprima l’ispirazione attraverso la meditazione, la visione mistica, e poi riporta tale intuizione nell’opera d’arte utilizzando la mente raziocinante; e così è per il genio ed il mistico di ogni tempo, come per il vero filosofo.

Solo in tal modo la Verità, che è davanti agli occhi di tutti, appare in tutta la sua luce, bellezza e magnificenza; ma non perché si è celata bensì perché uomini ciechi non la potevano osservare; resi incapaci di vedere dalle proprie brame di possessi e di piacere, esattamente come ogni altro animale mammifero.

Dunque, il segreto della vita consiste nell’orientare lo“specchio”della mente nella giusta direzione:

  • verso il basso “ buio della materia”,con tutte le proprie conseguenze in termini di forte condizionamento della natura animale presente nell’uomo e solo sopita,  per dare forza alle attività di pensiero: emozioni, ricerca della sensazione di piacere, brama di possessi e conseguenti delitti, sino ad una scienza ridotta ad una “scura stanza” per ignoranti e ciechi;
  • oppure lo specchio viene rivolto verso l’alto, verso “la Luce del Sole”, del pensiero astratto che opportunamente sviluppato conduce all’intuizione ed alla visione, alla percezione del reale, riconducendo la psicologia umana verso il suo naturale equilibrio, fatto di rispetto degli altri e della natura circostante, di atteggiamenti solidali e di soccorso, non che di introspezione dell’invisibile, al fine di cogliere i profili della realtà celata e della Verità.

Come un antico maestro dell’umanità affermò: “… la Verità vi renderà liberi …”, ed un altro ancora “… esiste un solo male l’Ignoranza ed un solo bene la Conoscenza …”.

La mente orientata verso la “Luce del Sole” manifesterà il Vero Uomo Intelligente, il Figlio di Dio, soccorritore e salvatore dei regni naturali inferiori e di se stesso.

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

1 Comment

  1. Alessandro Guzzi on

    I PRINTED TO PDF YOUR ESSAY to have it on the desktop of my pc, and I will read it with great attention. I’ll write to you soon to tell you my impressions. I am Alessandro Guzzi and you wrote that beautiful review of my paintings. Thank you…

Leave A Reply