L’uomo è alla deriva, prigioniero delle sue passioni e delitti

0

C’è per lui una possibilità di salvezza?

Su cosa fondano le scelte degli uomini nel loro vissuto quotidiano?

Nella gran parte dei casi, sul proprio tornaconto, guidato dalla ricerca dei possessi a fini di brama e di soddisfazione dei propri desideri di lussuria.

In verità, negli individui impera nella norma la legge delle passioni e del piacere in ogni sua forma, anche in quella riferibile allo smodato possesso di ricchezza, che nei fatti non potrà mai essere utilizzata per l’enorme consistenza degli averi rispetto alle reali esigenze dell’individuo.

Un noto filosofo del XX° secolo si poneva l’interrogativo in una sua conosciuta opera: “… essere o avere …” ( Erich Fromm); ed in effetti, è questo il dilemma che attualmente imprigiona l’umanità.

  • I violenti sono tali in genere per la brama di possessi (“avere”) o per il desiderio di prevaricare gli altri con le proprie ideologie;
  • I santi, al contrario, amano “essere” e sviluppano tolleranza verso il “diverso”.

La differenza non è da poco; i primi sono imprigionati nel buio della materia, dalla qual cosa deriva:

egocentrismo,

  • ricerca del piacere e delle sensazioni,
  • dominio delle passioni (sentimenti-emozioni) e
  • conseguente brama di possessi e di potere, considerati lo strumento utile per poter soddisfare i propri insaziabili desideri.

Ne deriva ogni forma di delitto, poiché l’uomo è totalmente centrato sul proprio aspetto esteriore, materiale, mondano, relegando nel proprio subconscio l’innata sensibilità verso le altrui prerogative e praticando nella più assoluta insensibilità ogni sorta di prevaricazione sociale e di crimine contro l’ordine naturale delle cose.

E’ come se una parte di se stesso (l’uomo) si fosse del tutto “spenta”, resa silenziosa da un esasperato atteggiamento centrato sull’apparenza e sulle cose visibili.

La “coscienza” è silente, non urla il proprio disgusto verso il delitto compiuto in ogni occasione, o forse le “orecchie” sono del tutto tappate e l’”udito” compromesso;

Come insegnava un antico Maestro: “… hanno orecchie ma non odono … hanno occhi ma non vedono …” (Vangeli- il Cristo).

L’Antica Sapienza ed alcune tra le principali religioni del mondo insegnano che è una “questione evolutiva”, riferita all’anima ed alle sue esperienze; intese come numero e qualità delle reincarnazioni.

Ma è anche il risultato del “libero arbitrio”, poiché la distinzione tra gli uomini e gli angeli consiste proprio nella possibilità di scegliere (per i primi) tra il “bene ed il male” (Adamo mangiò “… del frutto dell’albero della mela …”; l’albero della conoscenza).

Tale atto comportò l’avvio per gli umani di un processo evolutivo basato sul discernimento, sull’esperienza, che comporta una libera scelta in ogni occasione del vissuto, in ragione dell’impatto sul proprio tornaconto personale:

  • rinunciare ai propri vantaggi per il rispetto di una legge “etico-morale” giudicata insormontabile o, viceversa,
  • soddisfare la propria brama di possessi, potere e di piacere anche al costo di generare un danno ai propri simili.

Da ciò deriva la mal compresa “legge karmica”, pietosa e perfetta nella propria azione, poiché insegna il contenuto delle conseguenze delle proprie azioni; come lo stesso Maestro ammonì: “… ad ognuno il proprio salario …” (Vangeli- il Cristo).

Ma la legge di “causa-effetto”(karma) non basta da sola a spiegare l’attuale situazione di decadenza dell’umanità.

L’opera creativa è sinteticamente espressa da un assioma di saggezza antica: “… L’Uno che si moltiplica nei molti …”; ovvero, il “Dio Uno e Trino” che emana da Se Stesso l’immanente, il Creato, pur restando trascendente e “Non Manifesto”, allo scopo di conoscere le Proprie Qualità.

Un’antica dottrina rappresenta il “Logos Manifesto” come un bimbo dedito a giocare con i propri balocchi. Il significato dell’affermazione è fortemente esoterico: “Dio Si conosce per mezzo della creazione”, che altro non è che un’esteriorizzazione di una parte del Suo Potere, un modo di osservare Se Stesso attraverso uno specchio.

Da tale impostazione filosofica di origine antichissima, discendono una serie di conseguenze concettuali, quali:

  • Il Bene ed il Male intesi come espressione di una medesima Potenza, le due facce di una stessa medaglia;
  • L’Uomo Vero, manifestazione dello stadio finale dell’evoluzione, che si caratterizza per un’Intelligenza che gli consente di andare al di làdel bene e del male”;
  • E dunque, nella realtà ultima della propria esistenza, l’umanità potrà comprendere che le due antitesi (bene-male) rappresentano la formula creativa” per eccellenza.

Nel senso che

  • la seconda è riferita alla materia ed all’ignoranza (il male), con inevitabile manifestazione dell’egocentrismo e di ogni sorta di delitto;
  • la prima, all’anima ed a tutto ciò che è trascendentale (il bene), non materiale, invisibile, veritiero e colmo di amore e di distacco dalla mondanità e dai propri interessi personali: in altre parole, la visione mistica dei Santi.

Nel disegno Divino, dunque, il “male” rappresenta una fase dell’evoluzione, poiché solo mediante una sua reale conoscenza  l’uomo se ne può fare libero ed imboccare con decisione la strada del ritorno verso “la casa del Padre”: “ … dove vado Io … voi non potete venire … “ ( Vangeli).

In tale visione, quindi, la perseveranza dell’umanità nel male e nella materialità è solo la conseguenza della fase di sviluppo vissuta, che sarà inevitabilmente seguita, presto a tardi, dall’orientamento della vita verso la ricerca del Sentiero cheporta alla casa del Padre”.

Ma ritornando al concetto del “Dio Bambino che gioca con i Suoi balocchi”, lo Stesso Uno Ineffabile e Non Manifesto, dal quale tutto deriva, ha determinato le regole del gioco; pertanto, le Leggi del Creato prevedono per necessità che due Forze siano in manifestazione, antagoniste tra loro.

Quella della “materialità” e la Forza dello spirito:

  • la prima imprigiona l’uomo nel buio del “peccato” affinché egli possa apprendere la “lezione”;
  • la seconda lo libera nel “fuoco dello spirito”,destando in lui il ricordo della propria origine e riconducendolo sulle orme della “casa del Padre”.

D’altra parte, nella storia narrata di tutti i Santi di ogni religione si evidenzia un periodo della vita di “caduta nel peccato”, seguito dalla redenzione e dal dono della fede, che comporta riorientamento verso Dio Padre.

Il concetto che sembra mancare in alcune religioni ufficiali è quello delle Forze della Mano Sinistra e di Quelle della Mano destra.

Un sistema di entità angeliche e di altra natura che manifestano potere:

  • le Une sulla materialità e l’egoismo (Sinistra);
  • le Altre sulla spiritualità e la visione mistica (Destra).

Gli uomini, nella prima fase del proprio sviluppo, soccombono al potere della Sinistra, per poi gradualmente liberarsene procedendo sulla via dell’esperienza, sino a soggiacere al potere della Destra e,quindi, imboccare con decisione la via del ritorno: l’uomo redento.

Dunque, ciò che è conosciuto come “male” in realtà rappresenta la fase dell’esperienza nella materialità (satana) e nel “peccato”; ed in vero, l’antica sapienza insegna che una volta che lo spirito è desto, in virtù della prolungata esperienza nella mondanità, appare l’Uomo Vero ed Intelligente, il Figlio di Dio, al di là del “bene e del male”.

La religione cristiana insegna che il Cristo nasce dalla Vergine Maria, un’efficace rappresentazione dello spirito che si “desta” dalla materia che lo ha tenuto in grembo(“nel proprio seno”), il tempo necessario affinché l’esperienza manifesti nel Figlio il potere dello spirito.

L’umanità odierna si trova ad un bivio; è il tempo del risveglio e della scelta finale (per questo ciclo) e dunque è necessaria più che mai una vera “redenzione” dell’uomo.

Il Maligno(Sinistra) lo ha tenuto prigioniero per lunghi eoni di tempo ed è il momento di raccogliere i frutti della semina: “… il regno di Dio è come il seminatore che semina nel pianto e raccoglie nella gioia …”, “… è un campo di grano dal quale si raccolgono le spighe per poi separarle dalla zizzania …”  (Vangeli).

La “zizzania” è rappresentata da quegli uomini per i quali il tempo concesso per trasformarsi in “grano” non si è mostrato sufficiente, poiché essi hanno indugiato nella materialità (il peccato), in alcuni casi decidendo in libero arbitrio di aderire al potere satanico.

Per costoro il tempo della salvezza è rinviato ad un prossimo ciclo, non senza però subire le conseguenze di una pena crescente per il ritardo nello sviluppo liberamente determinato.

E così, la situazione attuale degli uomini è arrivata al capolinea, come già annunciato nell’Apocalisse di Giovanni e da molti altri Profeti dell’antichità: “… Io non sono venuto per giudicare ma per salvare … ma verrà il giorno che ritornerò con squilli di tromba per giudicare i vivi e i morti …” (Vangeli- il Cristo).

Il Dio Unico ed Eterno ha assunto la propria decisione: è il tempo della mietitura.

Per le Forze della sinistra ciò comporta perdita del potere sul pianeta e sugli uomini.

Esse saranno ritirate dall’azione e sostituite dalle Forze della Destra, aventi come massimo rappresentante il Cristo Signore. Coloro che indugeranno saranno giudicati e ritirati dalla “manifestazione”, concretizzata mediante “incarnazione”, per lasciare il pianeta nel totale controllo dei Figli di Dio, che opereranno secondo le leggi del Padre e per la manifestazione di una civiltà umana autentica e fondata sui principi cristiani della solidarietà, amore e soccorso reciproco,sostegno dei più deboli ed impero della Verità.

Il vero male tra gli uomini è il totale dominio della menzogna e l’occultamento della verità in ogni sua forma, per cui le stesse chiese cristiane mancano di annunciare al mondo ed ai credenti il momento vissuto ed il fatto che l’ora è scoccata; ma ad “… ognuno il proprio salario …”, secondo l’eterna legge Divina.

Non sarà certamente tale grave omissione, di una parte del clero e delle gerarchie religiose di ogni religione, che potrà opporsi alla Volontà di Dio Padre; se mai essa sarà causa della perdizione di un maggior numero di uomini, i quali avranno la possibilità di riscattarsi in un prossimo ciclo, seppur a costo di maggiori pene.

“… in Verità vi dico: non cade un capello dalla vostra testa se non è voluto dal Padre Vostro che è nei Cieli …”(Vangeli- il Cristo).

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

Leave A Reply