La qualità dell’informazione

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Un vecchio assioma popolare afferma che “… i commercianti raccontano barzellette “sporche” per fare arrossire i pomodori …”.

Di recente cronaca l’abuso nell’uso dell’olio di colza, l’adulterazione dei vini e degli oli alimentari, l’aumento pilotato dei volumi di carburante erogato ai clienti, le insufficienti informazioni sulle etichette delle merci in vendita, i tentativi di celare la reale provenienza (geografica) di taluni prodotti; è illuminante al riguardo la notizia che l’Olanda è il maggior produttore di banane, grazie ad una legislazione europea che genera confusione nell’utilizzo delle parole “made” e “product of”, oppure “manufactured in” o “from”.

Allora ci domandiamo:

  • se una camicia con brand tedesco è confezionata in Spagna, con tessuti provenienti dalla Tunisia, bottoni dal Portogallo e colorata in Cina, dov’è stata realmente prodotta?  

Allo stesso modo, tra gli addetti ai lavori si afferma che “… i bancari per rendere attraenti i loro prodotti si sforzano di infondere fiducia sullo stato dei mercati nei propri potenziali clienti …”.

Se il compito principale di un addetto agli sportelli bancari si è trasformato principalmente nell’attività di vendere prodotti finanziari di varia natura, non prestando piu’ attenzione alla corretta gestione della relazione con il cliente ed alla soddisfazione delle sue specifiche esigenze, chiaro è che anche i suoi obiettivi ed il suo personale coinvolgimento sono cambiati. Conflitto d’interesse sempre piu’ in evidenza ma in ragione dell’attuale normativa di vigilanza apparentemente sembra tutto in regola e nella logica di una corretta attività bancaria. Dunque, una banca sempre piu’impresa a tutto campo, con i propri obiettivi di profitto, raggiunti in ragione di una struttura di addetti trasformati in semplici “venditori”, del tutto disattenti dalle reali esigenze dei clienti, remunerati con  uno stipendio minimo di base agganciato ad un premio di successo. La medesima situazione nell’intero settore degli intermediari finanziari, con le imprese di assicurazione in prima linea.

In tale contesto di totale disordine dell’informazione nei mercati economici e finanziari, i politici si pongono il principale obiettivo di raccogliere consensi, tra la popolazione e nelle file del proprio partito, propagandando:

  • ottimismo,
  • crescita economica, e
  • capacità di fornire “prospettive” e fiducia: la parola d’ordine in politica è “il domani sarà migliore dell’oggi”.

Dunque, la società moderna presenta un grave e generalizzato problema che diventa handicap: un’informazione “pilotata” in ogni contesto della vita collettiva, che genera confusione-disordine e svantaggi di ogni tipo per le popolazioni, contribuendo a diffondere povertà intellettuale e materiale.

Questi esempi sono stati presentati non con il fine di denigrare e ridicolizzare alcune professioni e centri di competenza, o per criticare i sistemi di sorveglianza e controllo esistenti.

Noi pensiamo che siano utili per rendere attenti i lettori su cio’ che leggono e sulle informazioni che ricevono, ancor piu’ se richieste. In particolare, appare necessario verificare la provenienza delle notizie, ponendo una particolare attenzione sui problemi di potenziali conflitti d’interessi quando si tratta di prodotti finanziari ed anche economici.  Non bisogna basarsi solamente sulla testata blasonata di una rivista, sul nome internazionale di una banca, di un gran marchio di moda, di un grande brand di vino, ma è necessario comprendere la natura dei propri interessi e finalità e porli in relazione con quelli dei “venditori”.

Ne è un esempio evidente il settore dell’ “auto”, in cui primeggiano le riviste specializzate sostenute dalle stesse case produttrici, le quali forniscono una serie di informazioni sulle vetture in vendita di “dubbia” autenticità.

Ed ecco allora farsi strada alcuni dubbi:

  • Il “Bio” è veramente tale?
  • Le vetture elettriche sono la vera alternativa all’inquinamento oppure il problema sarà accentuato dalla necessità di operare un corretto smaltimento delle batterie?
  • E’ bene considerare che oltre 100 miliardi di cibo “made in Italy” contraffatto invade oggi il mercato delle merci mondiale!
  • L’immigrazione è veramente un valore aggiunto, o un profitto per coloro che utilizzano questa forza lavoro, sfruttandola?

Il cittadino dubita persino dell’importanza di concetti come qualità della vita, crescita economica, welfare state, formazione professionale e scolastica, poiché le notizie diffuse affermano “tutto ed il contrario di tutto”, in una perversa spirale di relativismo nella quale manca qualsiasi punto di riferimento che assuma un “valore assoluto”.

Tale situazione diffusa in ogni angolo del pianeta sostiene la formazione di comportamenti “gregari”; secondo questo schema sociale, l’individuo  è incentivato ad assumere atteggiamenti conformi a quelli della maggioranza, evitando di assumere decisioni in proprio che comportano l’impegno di raccogliere informazioni e di elaborarle in modo corretto. La società dei consumi corre, fa le cose in fretta e non c’è tempo per fermarsi a “valutare” per esprimere un giudizio personale!

E’ cosi’ per quanto attiene al funzionamento dei mercati finanziari, caratterizzati da una volatilità crescente e da crisi sempre piu’ ricorrenti, dalle quali i piu’ colpiti sono i piccoli risparmiatori, coloro che assumono o si lasciano indurre ad assumere decisioni  di tipo “gregario”.

Le dimostrazioni di “manipolazione” delle informazioni sono largamente confermate in ogni contesto, con indiscutibile evidenza. Solo l’istruzione, la corretta informazione e l’elaborazione di un giudizio personale permetteranno un “riequilibrio” della situazione. Lo studio della storia e delle vicende umane ci insegna che il controllo delle informazioni, dei processi d’istruzione e di formazione hanno sempre rappresentato efficaci mezzi di “controllo” delle masse, in ogni contesto politico ed economico.

Quando l’ignoranza primeggia i potenti agevolmente opprimono i popoli.

La mancanza di “luce”  rende ciechi, allo stesso modo della diffusione di una “luce” molto intensa.

About Author

Valente professionista del settore finanziario, ha svolto attività in alcune principali banche elvetiche nei settori della tesoreria, dei metalli e dei derivati. E’ esperto nella gestione professionale del risparmio su base personalizzata ed è fiduciario finanziario, ai sensi della legislazione elvetica. Ha collaborato con le Università di Bari e Pescara. Attualmente svolge l’attività di analista finanziario globale. Vive e lavora a Lugano.

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