Il benessere non è più l’obiettivo dei mercati finanziari

0

Avevamo tutti compreso che dopo la prima ondata della pandemia da coronavirus, con il conseguente lockdown della vita sociale ed economica, si sarebbero determinati degli inevitabili cambiamenti e delle ripercussioni sugli abituali scenari della vita pubblica e privata:

l’idea molto diffusa è che niente sarà come prima bensi’ con sostanziali differenze.

Un movimento sui mercati finanziari già in atto, accelerato da questo fattore che ha colto di sorpresa l’intero comparto ed in termini globali, forti, drastici, in un mondo tutto “avvolto dalla bambagia”, nella profonda convinzione che le dinamiche vadano nella direzione corretta e che i trend non possono peggiorare.

Questa ”illusione” degli operatori la potremmo definire “il rischio di ignorare il rischio”, reso sempre più evidente dallo scollamento dei settori finanziari da quello reale dell’economia, le cui variabili principali non certo segnalano “bel tempo”: vedi la situazione politica e geopolitica, le incertezze elevate in termini di crescita e sviluppo, i debiti statali e privati a livello record.

Cio’ non ostante, a dispetto dello scoraggiante scenario globale, il trend dei mercati si mostra tendenzialmente al rialzo con  i principali valori in quotazione  in una condizione di “bolla speculativa”, che lascia presagire prossime gravi crisi dei prezzi e conseguenti effetti negativi sull’economia reale, ad aggravare uno stato di cose già pessimo.

Esempio di questi giorni è l’andamento dei titoli Kodak, che ha registrato un incremento delle perdite segnalando un rischio fallimento e cio’ non ostante  si sono registrati effetti di ripresa delle quotazioni in ragione degli aiuti e dei finanziamenti statali, cosi’ come la quotazione dei titoli Alitalia, turismo, aerei, auto, con una  lista degli esempi che potrebbe di molto allungarsi: sembra che gli operatori finanziari, assuefatti dai lauti profitti del passato frutto della “pura speculazione”, abbiano completamente perso la capacità di osservare la realtà dei fondamentali, orientandosi nelle proprie decisioni in condizioni di buio totale e comunque assumendo gli atteggiamenti tipici del “giocatore” alla roulette.  

Si potrebbe avanzare la ipotesi che il processo sia il risultato di un cambiamento drastico, orchestrato e amministrato, con l’intento di effettuare un grande Reset di una economia stagnante, senza ripresa, in cui tutte le azioni di politica monetaria ed economica messe in campo non hanno avuto gli effetti desiderati e necessari (un esempio estremo: i tassi d’interesse negativi), con la situazione generalizzata di un incremento dei debiti non sostenibili e quindi inesigibili.

I sogni di una Green Economy infranti sul nascere, un uso esasperato della propaganda di regime che ha acutizzato la confusione, quasi a livello di terrorismo mediatico. Nulla di quanto osservato è mai stato vissuto nella storia recente e conosciuta dell’umanità, tra quarantene, chiusure totali di attività economiche, distanziamenti sociali, blocco della vita delle masse. Ne è derivato uno tsunami di debiti inesigibili, un crollo della crescita economica ancora più acuto,una contrazione molto forte degli investimenti, dei consumi, dell’occupazione, della mobilità.

In questo scenario, il mercato finanziario è completamente “drogato”: il peggioramento dei risultati aziendali corrispondono normalmente ad un incremento delle quotazioni, incoraggiate dagli interventi pubblici a sostegno delle fallimentari imprese dei cui risultati non si puo’ essere certi; ovvero frutto di un eccessiva ed irrazionale fiducia nelle azioni di iniezione di enormi quantità di liquidità da parte delle Banche centrali che pero’ non confluiscono nelle disponibilità delle imprese né dei consumatori.

Gli operatori finanziari si sino trasformati in “cavalieri bianchi”, acquistando i valori delle aziende sostenute dagli Stati ed alimentando un trading che ha il reale obiettivo di amplificare i volumi per gli effetti sperati sull’incremento dei prezzi, e che quindi sono il risultato di un clamoroso “bluff” rappresentando una  “bugia” della reale situazione dell’economia.

Si segnalano ampie posizioni  Long sull’oro, argento, metalli preziosi in genere, su titoli ed obbligazioni,  principalmente in valuta europea (dopo l’accordo sul recovery fund che ha presentato una Unione Europea maggiormente identificata), ed ampie posizioni Short su dollari americani,  e con i mercati emergenti al “palo”, messi da parte, viste le minori opportunità, la minore trasparenza, i maggiori rischi (vedi Argentina, Turchia, e altri).

L’elevata stampa di moneta, a solo vantaggio degli operatori finanziari, ed i tassi negativi a livello globale hanno generato nei fatti una svalutazione delle disponibilità monetarie (cash); dal che un sostegno indiretto agli acquisti dei beni rifugio (reali) come oro, metalli preziosi, terreni, immobiliare, incoraggiati anche dal timore (più che lecito) che le borse possano collassare.

La situazione generale resta confusa con massima incertezza sul contenuto delle   nuove politiche economiche e monetarie che verranno messe in campo, per contrastare la forte decrescita economica a livello globale. Al momento il quadro politico mondiale appare destabilizzato, in ragione delle forti tensioni sociali in atto e che sono destinate ad acutizzarsi in uno scenario di breve termine; le politiche di bilancio degli Stati risentiranno del crollo delle entrate fiscali e cio’ sarà alla base di un’accentuata competizione tra forze politiche che si contrappongono, aggiungendo caos alla confusione già esistente.

I flussi migratori completamente fuori controllo assumono l’aspetto di “esodi biblici” che non sono in alcun modo in relazione con la necessità delle economie maggiormente sviluppate di reperire mano d’opera a basso costo, e che saranno all’origine di ulteriori tensioni sociali e di fratture ancora più forti tra il “pubblico ed il privato”, vale a dire nel rapporto tra il cittadino e le istituzioni.

Una cosa è certa:  nulla sarà come prima bensi’ profondamente mutato.

About Author

Valente professionista del settore finanziario, ha svolto attività in alcune principali banche elvetiche nei settori della tesoreria, dei metalli e dei derivati. E’ esperto nella gestione professionale del risparmio su base personalizzata ed è fiduciario finanziario, ai sensi della legislazione elvetica. Ha collaborato con le Università di Bari e Pescara. Attualmente svolge l’attività di analista finanziario globale. Vive e lavora a Lugano.

Comments are closed.