Formazione post scolastica e dinamiche del mercato del lavoro

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L’Economia moderna è in rapido mutamento. La spinta principale al cambiamento deriva da alcuni fattori, quali:

  • l’innovazione tecnologica,
  • le mutate esigenze del consumatore e
  • la maggiore attenzione prestata all’impatto ambientale.

Tali dinamiche incidono sulla qualità delle produzioni condotte presso le imprese ma anche sulla struttura dei processi lavorativi in seno agli enti della pubblica amministrazione.

Nella letteratura economica si definiscono le mutazioni subite dall’introduzione di nuove tecnologie con il termine di “Skill-Biased Technological change” (Stiglitz J.E.), dal quale deriva un processo di “polarizzazione” del mercato del lavoro, e dei conseguenti livelli salariali, dal basso verso l’alto; trattasi di una modificazione della struttura della domanda che richiede competenze tecniche crescenti della forza lavoro per via di una maggiore input tecnologico nei processi di produzione, che determina una distanza salariale tra lavoratori qualificati e non, sino al punto di registrare un aumento tendenziale ed inesorabile del tasso di disoccupazione riferito al lavoro meno qualificato e di tipo “generico”.

Quest’ultimo processo si è intensificato per via della globalizzazione economica, che comporta una libera circolazione del capitale tra Paesi e Nazioni diverse a causa della ricerca da parte del capitalista di lavoro a basso costo (basse politiche salariali), che interessa maggiormente quelle produzioni a contenuta intensità di capitale e meno caratterizzate dall’introduzione di nuove tecnologie; per cui, si registra come conseguenza un aumento della disoccupazione della mano d’opera non qualificata nei Paesi ad Economia più avanzata.

Ma il fenomeno della polarizzazione del mercato del lavoro riguarda anche singole Nazioni piuttosto che le aree continentali e l’intero pianeta, per le esigenze crescenti delle imprese di rincorrere aumenti nella produttività del lavoro in ragione:

  • della competitività dei mercati, nazionali ed esteri;
  • ma anche per le necessità connesse all’innovazione di prodotto, sospinta da politiche di marketing sempre più aggressive per la conquista di nuovi clienti.

Ai fattori sopra enunciati si aggiungono poi gli effetti di una legislazione del lavoro sempre più “liberista”, con sensibile riduzione delle tradizionali garanzie a fini di stabilità dell’occupazione conquistate con il tempo dalle lotte sindacali, dalle quali riforme discende una precarietà crescente dell’impiego ed un tendenziale aumento del tasso di disoccupazione, connesso al già detto fenomeno dell’innovazione tecnologica ed alla delocalizzazione delle produzioni verso i Paesi in via di sviluppo, per i minori livelli salariali.

La precarietà del lavoro rende impellente l’esigenza di un processo di “formazione continua” per i lavoratori dal profilo personale orientato all’innovazione ed al cambiamento delle proprie prerogative tecnico-professionali, che consente di adeguare il proprio bagaglio formativo e dei talenti disponibili, in modo da renderlo sempre più adeguato ad un mondo del lavoro in continuo cambiamento.

Ma prescindendo dalle dinamiche del mercato del lavoro, generalmente considerato, nasce l’esigenza di un processo di “formazione continua” anche all’interno delle singole aziende e presso gli enti della pubblica amministrazione, e ciò sia per via dell’introduzione di nuove tecnologie che della necessità di diversificare i processi produttivi al fine della ricerca di una produttività crescente e per l’innovazione di prodotto, oltre che di una maggiore economicità della gestione.

Giocano in tal senso un ruolo determinante anche le modificazioni legislative finalizzate ad una migliore tutela della sicurezza fisica del lavoro e della salubrità degli ambienti, non che le regolamentazioni riferite alle qualità organolettiche di certi prodotti di natura agricolo-alimentare o agli effetti di alcune produzioni in termini di impatto ambientale.

Tali normative incidono profondamente sulla qualità delle produzioni aziendali e quindi sulla struttura delle organizzazioni e sui conseguenti profili tecnico-professionali degli addetti. Inoltre, alcune aziende pongono una particolare attenzione affinché i componenti della struttura organizzativa, di tutti i livelli, adeguino il proprio bagaglio di conoscenze anche sui fatti principali riguardanti le dinamiche dell’Economia in genere, non che sulle modificazioni intervenute nella struttura dell’offerta del settore di appartenenza, in modo da rendere aderenti gli atteggiamenti psico-emotivi delle maestranze (lavoratori) agli sforzi strategici dell’impresa, orientati a resistere alle dinamiche di un ambiente in continua mutazione.

Particolare attenzione bisogna porre all’esigenza di una formazione continua anche nel settore del cosiddetto “lavoro autonomo”, nel quale il lavoratore si pone nella condizione di organizzare in proprio, accollandosi i conseguenti rischi, un’iniziativa commerciale-imprenditoriale che origina il fenomeno della “micro impresa”.

Parte della letteratura economica ha attribuito a tale settore del sistema produttivo una sensibile importanza, riferendo al suo sviluppo il ruolo principale di diffondere il benessere economico tra le popolazioni, sostenendo la produzione del reddito di competenza delle masse (la gente comune).

La micro impresa opera nella norma nel settore della prestazione dei servizi, quali quelli:

  • dell’ “information technology”,
  • del marketing e
  • della razionalizzazione delle strutture organizzative dell’impresa, oltre che nello stesso campo della formazione.

Il loro mercato è essenzialmente costituito dalle piccole e medie imprese ma anche dalle micro aziende che per dimensione e limitazione delle risorse disponibili, sia in termini di capitale che umane, mancano in genere della capacità di progettare le necessarie modificazioni della struttura organizzativa, ovvero nuove politiche di marketing e pubblicitarie così come l’inserimento nei processi produttivi di nuova tecnologia di tipo innovativo.

Dunque, in tali settori del lavoro autonomo si richiede la presenza di specifiche competenze tecnico-professionali che impongono lo sviluppo di nuove capacità e talenti personali negli addetti, generalmente gli stessi titolari-imprenditori dell’iniziativa; va da se che in capo a tali realtà aziendali sorge l’esigenza di un processo di “formazione continua”,accompagnato dalla ricerca e dallo studio di ogni forma d’innovazione presente sui mercati, nazionali ed esteri, e che si riferisce allo specifico campo di attività.

Ed in questi casi è necessario assumere competenze professionali all’avanguardia e non solo riferite allo specifico settore, bensì con lo studio dei profili più tipici della teoria aziendale come quelli dei principi dell’organizzazione e del marketing, non che degli impatti determinati sul processo aziendale dall’inserimento di nuove tecnologie dell’informazione.

Potremmo affermare che in queste realtà (lavoro autonomo) uno dei principali fattori critici di successo diventa l’aspetto “immateriale” riferito ai talenti umani e che quindi la “formazione continua” assume rilievo assoluto nel campo degli investimenti aziendali.

Allora, in una prima conclusione, si può dire che la formazione (intesa come adeguamento e sviluppo delle competenze tecniche e professionali degli individui in età lavorativa) assume un’importanza cruciale in un mondo economico in continua evoluzione, i cui cambiamenti hanno sensibilmente modificato sia la struttura della domanda di lavoro sia la composizione settoriale dei sistemi produttivi delle Nazioni più progredite.

Ciò ha determinato effetti indesiderati nel mondo del lavoro per l’evidenza di una tendenziale crescita del tasso di disoccupazione, con disagi maggiori tra la popolazione principalmente nei giovani in cerca del primo lavoro.

Le conseguenze sono:

  • quelle della diffusione della povertà tra le masse ed in genere
  • di una riduzione dei redditi disponibili anche per la classe media e dei lavoratori specializzati.

Per poter affrontare e contrastare efficacemente tale indesiderabile situazione, assai diffusa tra i Paesi industrializzati dell’occidente, va rimeditato l’intero impianto del sistema educativo e scolastico, ponendo la massima attenzione al processo di formazione continua post scolastica che va riferito ad ogni classe di lavoratori indipendentemente dalla età e dall’esperienza lavorativa.

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Pluri laureata (in Management degli affari di commercio- Mediazione linguistica e comunicazione interculturale- Marketing e commercio internazionale), ha assunto una specifica competenza nella formazione post-scolastica. E’ oggi una brillante imprenditrice nel settore della formazione, con precedenti esperienze nel segmento delle energie rinnovabili.

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