”Sapienza Antica” di Annie Besant

0

Ancient Wisdom by Annie BesantIn questa occasione recensiva desideriamo proporre ai lettori, e non solo a quelli già abituati all’approfondimento di temi spirituali, un testo non recente e pubblicato per la prima volta nel 1897, con il titolo “The Ancient Wisdom”, a firma della nota scrittrice dell’epoca Annie Besant; successivamente edito in Italia da Adyar Edizioni,Torino,1998,con il titolo Sapienza Antica.

L’autrice affronta un tema non comune: quello “teosofico”, in termine greco, ovvero la “sapienza antica”; in epoca moderna tale dottrina viene comunemente definita “esoterismo” o “filosofia esoterica”, come a voler porre l’accento sul suo contenuto “trascendentale”, dimentichi però, forse per ignoranza ed a volte per mala fede, che gli stessi filosofi greci come Pitagora, Platone, Socrate o Plotino, Senofane e Parmenide, già ne parlavano abbondantemente nelle proprie opere, a ragione considerate dalla “saggezza convenzionale” temporanea come i fondamenti del pensiero filosofico e scientifico dell’occidente contemporaneo.

Ma di cosa si tratta?

E cosa deve intendersi per “teosofia”?

In verità essa vuole proporre una sapiente rappresentazione dell’Universo, in guisa che lo stesso appaia come un “modello” (una “creazione”) governato da principi generali e da verità eterne, che ne costituiscono il fondamento secondo una precisa concezione logica. Naturalmente, alla base dello stesso concetto di creato vi è quella di un Dio Unico ed Ineffabile, Non Manifesto se non mediante il Suo Aspetto Materiale, e per dirla con linguaggio Platonico: “… l’Uno oltre l’Uno …” (Il Dio Manifesto e Non Manifesto) come inscindibile unità; fino a farlo divenire “Uno e Trino” nella concezione cristiana e non solo,poiché tale concetto si ritrova in tutte le grandi religioni monoteiste del mondo.

E così, Annie Besant vuole opporsi alle idee, assai preminenti nel suo tempo, dei cosiddetti dottori della “Mitologia comparata”, secondo i quali le religioni sarebbero una rappresentazione dell’Umana ignoranza, risultato dell’immaginazione dei popoli che è riuscita a trasformare nel corso dei millenni le forme rozze dell’animismo e del feticismo, frutto di un’osservazione imperfetta e fantasticata dei fenomeni naturali ed universali; in tal modo i miti sarebbero diventati Bibbie ed i simboli fatti. Ne sarebbero un esempio, il culto del sole e delle stelle, così come quello fallico.

L’autrice oppone a tale concezione, definita semplicemente “ignorante”, una propria visione delle cose e dei fatti che appare condivisibile, ancor più se ricordiamo la sapienza insegnata dai filosofi greci e moderni, da tutti riconosciuti come i padri del pensiero moderno e contemporaneo.

Ed in verità, la Besant afferma che “… esiste un insegnamento primitivo in custodia di una Fratellanza di Grandi Maestri spirituali … (che) agirono da istruttori e guide dell’umanità bambina nel nostro pianeta … impartendo successivamente le verità fondamentali della religione alle sue razze ed ai suoi popoli nella forma più adatta alle mentalità che dovevano riceverle …”.

Nel testo si legge ancora che i Libri sacri di ogni epoca e di ogni razza e nazione contengono “… intorno a Dio, all’uomo ed all’universo, insegnamenti identici nella sostanza, pur essendo assai vari nelle forme esterne…”.

Sembra dunque che esista un corpo centrale di dottrina e sapere (Teosofia o Sapienza Antica) al quale attingere in ogni età le informazioni necessarie, per guidare gli uomini di quel tempo verso la Luce della Verità.

Questa comunanza di Fonte trova una delle prove inconfutabile nei punti di contatto tra i principi e le dottrine delle scuole pitagorica, platonica e neoplatonica con il pensiero indiano e buddistico; così come nell’unità morale dell’insegnamento contenuto in tutte le religioni, sino alle radici dell’odierno cristianesimo e delle sue fonti.

Nell’impostazione dottrinale più tipica della teosofia di Annie Besant risalta la fede nella reincarnazione: l’uomo è considerato creatura divina (ad “immagine e somiglianza del Padre”) che evolve la propria coscienza-consapevolezza-intelligenza (l’aspetto Anima, per richiamare un concetto comune ad ogni religione) attraverso molteplici cicli realizzati in eoni di tempo; in essi ed attraverso essi, l’uomo raccoglie le esperienze necessarie per manifestare il Figlio di Dio (il Cristo individuale), nel senso che ogni periodo (o ciclo) di vita lo eleverà sempre più in alto in purezza, in devozione, in intelletto, in forza utile per se stesso e gli altri fratelli.

Secondo tale dottrina, il Pensatore (l’Uomo) diventa tale quando ha sviluppato la capacità del Ragionamento astratto,resa possibile attraverso l’Evoluzione del potere di discernimento del Reale; è l’esempio dell’artista e del genio.

Per altro aspetto, il processo d’infinite reincarnazioni (e la conseguente assunzione di esperienza, base dello sviluppo delle tipicità umane) spiega le molteplici differenze nei talenti e nelle qualità degli uomini, così dissimili tra gli individui aventi medesime opportunità e viventi in identici contesti ambientali.

Ma un aspetto centrale della dottrina elaborata dall’autrice nell’opera in discorso è quella del Sacrificio di Sé, per mezzo del quale il Logos emana l’Universo conoscibile; dal che la prova dell’unica fonte di tutte le grandi religioni, le quali pongono al centro del proprio insegnamento la legge del sacrificio (il dare gratuitamente) come segno della presenza dello Spirito, che si oppone a quello della materia che vuole “ricevere”; sacrificio non inteso necessariamente come sofferenza bensì come disponibilità e soccorso degli altri (carità-compassione), gioia del dare.

Ed invero, tale insegnamento è un aspetto centrale del cristianesimo ma anche delle principali religioni orientali. Nel proprio cammino (spirituale e materiale) l’uomo ha un’opera da compiere, mentale e morale (il “Sentiero probatorio”), per mezzo della quale perviene al risultato finale della comparsa del Figlio di Dio.

Appare altresì interessante una rappresentazione, per così dire, interiore della costituzione dell’umanità, sostanzialmente riferibile a tre principali energie, continuamente emesse da ogni individuo:

  • quelle mentali,
  • di desiderio(emozioni) e
  • fisiche.

Tali forze influenzano l’ambiente nel quale viviamo, nel senso che ognuno di noi contribuisce alla sua costruzione mediante i propri pensieri ,desideri e conseguenti azioni; e ciò può apparire più che logico.

Ma la novità dell’impostazione rispetto a quella psicologica prevalente e contemporanea è che i pensieri così come le emozioni dei singoli influenzano l’ambiente anche se non si concretizzano in azioni: “… non vi è delitto più grande dell’odio …” oppure “… ad ognuno il proprio salario …”.

A ben vedere e con la dovuta attenzione, la lettura dell’opera di Annie Besant può assumere la veste di un utile introspezione personale che diventa vantaggiosa e fruttuosa se si trasforma in un cammino spirituale, verso il rinnovamento di una fede già presente nell’uomo ed in cerca di nuove fonti e conferme; molte volte fatte di cose già intuite ma che non hanno ancora assunto una “forma” nel proprio immaginario spirituale e nel bagaglio di consapevole sensibilità interiore.

Certo è che nessuno può accogliere in sé e nei recessi della propria persona ciò che non è realmente comprensibile e condivisibile, o quello che non suscita sensibile emozione ed interiore certezza, così come l’intuito dell’artista lo rende certo delle fattezze e forme che la propria opera dovrà assumere.

About Author

Dottorato di ricerca al MIT-Massachusset. Sociologo e Professor in diverse Università anglosassoni. Oggi studia e ricerca sulle tematiche dell’Antropologia in Israele.

Leave A Reply