“Il sano sviluppo dell’essere umano”, di Rudolf Steiner

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Tra  la fine del XIX secolo ed i  primi decenni del XX°, ha avuto in Europa un sensibile sviluppo il “Movimento Teosofico”. Molti  osservatori hanno definito  tale dottrina con il termine “esoterismo”, successivamente trasformato nel movimento  “new age”; ma certamente chi ha inteso interpretare in tal modo il fenomeno non ha ben compreso la natura  della teosofia: essa è una dottrina che trae l’origine da un’antica sapienza, ben custodita dagli eruditi d’oriente di  ogni tempo, ed anche in vero conosciuta dai filosofi  greci e moderni che hanno abbondantemente attinto da tali fonti buona parte della loro dottrina.

La teosofia propone una rappresentazione logica dei  principi e leggi alla base della creazione degli infiniti universi e dell’uomo, riconducendo il fenomeno creativo ad un processo evolutivo espresso mediante la realizzazione di un modello ben definito dal Dio Unico ed Ignoto.  Ogni aspetto del creato, da un fiore all’uomo,  sino ai pianeti ed alle stelle e galassie, è parte di un unico disegno che ha lo scopo ultimo dell’evoluzione della “coscienza” (l’Anima, in un approccio religioso), che si esprime mediante una infinita molteplicità di forme.

Rudolf  Steiner è quindi un teosofo, attento studioso della sapienza antica e per questo particolarmente interessato alle sorti dell’essere umano, concentrato nella comprensione degli aspetti più caratteristici del suo sviluppo evolutivo e dunque specialmente interessato a che i modelli educativi  alla base della formazione del futuro “adulto” si mostrino efficaci per sostenere e promuovere la manifestazione del “vero uomo”. Alla base della sua dottrina si pone la nozione dell’essere umano che si richiama al concetto dell’Anima in incarnazione in una specifica forma, con lo scopo di assumere “esperienza” ( la conoscenza del “bene e del male”, secondo l’antico insegnamento biblico), come affermato dalle principali religioni monoteistiche mondiali. La novità è che la teosofia vuole utilizzare  un approccio “scientifico” al problema, ma non secondo il contenuto che l’opinione corrente  riferisce a tale termine, bensì in ragione di una dottrina assai articola e complessa, sviluppata dalla sapienza antica e conservata in libri, manoscritti, pergamene ed altri rotoli di origine antichissima.

Steiner, nell’opera “Il sano sviluppo dell’essere umano, datata 1921, e pubblicata per la prima volta in Italia nel 1997 da Editrice Antroposofica, Milano, affronta la questione dell’educazione dell’uomo, dalla prima infanzia sino ai tempi degli studi superiori.  Un aspetto essenziale della sua dottrina pedagogica è l’analisi  dell’influenza  dell’aspetto mentale  sui  comportamenti  dell’uomo e sulla sua reale capacità di comprendere ed interpretare correttamente il proprio vissuto quotidiano. L’autore denuncia i pericoli di un esasperato “intellettualismo” che conduce l’uomo al di fuori di se stesso, che lo perde nel mondo della materia, che lo disarciona dalla propria interiorità e che gli fa perdere il nesso di “causa-effetto” con la natura e la connessione con il suo ruolo ed il suo vero posto all’interno della creazione.

L’uomo, rincorrendo l’intelletto perde la capacità di “sentire” ciò che vive nella propria  interiorità, sepolto dalle sensazioni ed emozioni  in ogni momento del vissuto quotidiano, non che schiacciato dalla ricerca  quasi disperata di una motivazione logico-intellettuale a tutto quello che gli accade e lo circonda;  mancando però di comprendere che la mente non può risolvere il nesso di causalità con il creato, l’unico meccanismo che una volta compreso gli consentirà di tornare a governare se stesso e la propria vita. A tal fine, appare necessaria una sosta, un momento di reale riflessione, uno  sforzo di “sentire” e percepire l’invisibile che è dentro di noi ed intorno a noi; è quello che i mistici di ogni tempo hanno tentato di fare per mezzo della meditazione.

Ma in tale approccio, non s’intende comunque rinunciare al ruolo ed alla funzione della mente razionale e discriminante, che però dovrà entrare in gioco per portare nella sfera della comprensione ciò che la visione mistica suggerisce, ciò che il sentire interiore richiama all’attenzione: è un po’ come l’esperienza dell’artista che dai meandri  del suo inconscio trae le intuizioni che poi plasma con la mente raziocinante, per trasformarle in opere d’arte;  è quella del genio che trasforma l’intuizione in una formula matematica. Afferma l’autore. “… l’uomo non deve venir sollevato oltre la natura, deve (invece) venir inserito nell’ordine naturale, nella necessità di natura …”.  La moderna arte dell’insegnamento e dell’educazione lo colloca al contrario nella realtà extra-umana; in tal modo si perde del tutto l’essere umano. “… Oggi non ci si può limitare a pensare sul mondo … si deve (invece) fare in modo che il pensare  trapassi a poco a poco in un sentire il mondo …”.

Steiner denuncia l’intellettualismo come il principale pericolo delle società moderne  poiché  per tale via l’uomo si allontana da se stesso; l’evoluzione umana in realtà si svolge attualmente in senso intellettualistico, distaccando sempre più gli individui dalla loro vera natura e dalla loro “Fonte”. Nell’educazione, al contrario, bisogna afferrare la realtà dell’essere umano, in modo da potenziarne i talenti naturali e le migliori attitudini, primi fra le quali le capacità creative ed il sentire e percepire l’invisibile in ognuno di noi. In ragione delle cose dette, il momento pedagogico e didattico non dovrà fondare sul processo intellettuale, bensì  sulla conoscenza dell’essere umano inteso come manifestazione di vita interiore; la relazione pedagogica e didattica deve fondare nel rapporto umano tra l’educatore ed il discente, e solo acquisendo lumi da tale rapporto che si determineranno le circostanze favorevoli per un sano sviluppo dell’uomo.

Dunque, da tale approccio al problema della pedagogia  discendono gli obiettivi principali dell’educazione secondo il metodo Steiner:

  • Sviluppare nell’uomo l’attitudine alla gioia che va conservata costantemente in ogni contesto ambientale e fase della vita;
  • Educare il bambino alla libertà del pensiero ed all’azione creativa;
  • Consentire e sostenere lo sviluppo dei talenti naturali;
  • Educare e preparare alla cura del corpo e ad una corretta alimentazione;
  • Sviluppare la capacità di percepire il ritmo della propria vita interiore, rendendola armonica con le attività del pensiero e con l’azione fisica.

Nella sua opera Steiner entra poi nei  particolari del processo pedagogico, richiamando l’attenzione su specifiche  tematiche tipiche dei sistemi educativi moderni ed offrendo suggerimenti pratici non che esempi concreti, per affrontare ed impostare  in modo  corretto il rapporto docente-discende e le tecniche alla base dei metodi pedagogici e didattici utilizzati.

About Author

Dottorato di ricerca al MIT-Massachusset. Sociologo e Professor in diverse Università anglosassoni. Oggi studia e ricerca sulle tematiche dell’Antropologia in Israele.

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