Bridging di successo tra design e artigianato nella terza edizione di Doppia Firma 2018

0

Nell’occasione della settimana milanese del salone del mobile 2018 (dal 17 al 22 aprile 2018) la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship ha presentato con successo, presso Villa Mozart, sede della Maison di alta gioielleria Giampiero Bodino, la terza edizione di Doppia Firma.

Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato, un progetto di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte sviluppato con Living, il magazine di interiors, design e lifestyle del Corriere della Sera, coordinato da Alessandra Salaris.

L’interessantissimo format si basa su collaborazioni creative tra designer internazionali e artigiani – quest’ultimi, nell’edizione in questione, di matrice veneziana e di varie altre località venete – ottenendo una collezione unica (13 opere) di oggetti originali, ciascuno frutto di un virtuoso bridging tra cultura del progetto contemporaneo e abilità artistiche tipiche dei territori di riferimento.

Relativamente a ogni oggetto esposto sono presentati gli artefici (un designer e un artigiano) e illustrate (con foto e video) le fasi di genesi, con chiara indicazione degli autori (“doppia firma”, appunto).

L’iniziativa milanese, tra l’altro, anticipa la grande esposizione Homo Faber. Crafting a more human future dedicata all’eccellenza dei mestieri d’arte europei contemporanei, organizzata dalla Michelangelo Foundation (in partnership con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Fondazione Giorgio Cini, Fondation Bettencourt Schueller e Museo del Design della Triennale di Milano), proprio a Venezia, presso i suggestivi spazi della Fondazione Giorgio Cini, dal 14 al 30 Settembre 2018.

Doppia Firma, che è una delle 16 esposizioni di Homo Faber, utilizza materiali e tecniche disparate:

  • vetro,
  • ceramica,
  • porcellana,
  • marmo,
  • foglia d’oro,
  • legno,
  • merletto,
  • broccato,
  • argento, ma anche
  • serigrafia e filatura, per arrivare a nuove interpretazioni della maschera veneziana e all’invenzione di un nuovo carattere tipografico.

Il connubio tra progettualità del designer e abilità/manualità dell’artigiano presenta un importante aspetto di sostenibilità dell’arte, in quanto l’una aiuta l’altra in un rapporto bidirezionale di grande valore aggiunto in termini di output creativo:

  • l’artigiano aumenta le sue possibilità espressive e
  •  il designer si impadronisce di expertise, tecniche e materiali che ampliano notevolmente le possibilità progettuali, dando vita a un meraviglioso volano di valorizzazione territoriale, leitmotiv planetario dell’arte contemporanea.

L’annoso dibattito di come stiano cambiando rapidamente i linguaggi creativi, soprattutto a causa delle nuove tecnologie, per cui qualunque opera d’arte trova un punto di snodo comune in un file informatico, il quale può essere “stampato” con varie modalità (2D, 3D, etc.), dando vita a una pittura, scultura, architettura, fotografia, etc. (che da categorie/output intoccabili dell’arte, nel dibattito di migliaia di anni, diventano semplici opzioni di “stampa” in un menù a finestra del PC), trova nel progetto Doppia Firma un interessante momento di analisi e progressione in chiave sostenibile a contrariis.

Il sodalizio virtuoso tra artigiano e designer esprime in termini ultragenerazionali una creatività che è necessaria erede del passato, di cui si rende addirittura forza propulsiva di valorizzazione nel presente, e che al contempo si esprime utilizzando una cultura progettuale sintesi dei più innovativi approcci contemporanei collegati alle nuove tecnologie e ai news media.

Sono 13 i sodalizi creativi:

  1. David & Nicolas (Libano) e Giorgio Morelato della Morelato (Salizzole), legno intarsiato
  2. De Allegri / Fogale (Regno Unito) e Andrea Zilio della Vetreria Anfora (Murano), vetro soffiato
  3. Erik Spiekermann (Germania) e Silvio Antiga delle Grafiche Antiga (Treviso), tipografia e stampa d’arte
  4. Giampiero Bodino (Italia) e Gianpaolo Fallani (Venezia), serigrafia
  5. Ini Archibong (Svizzera) e Michele Bocchese del Maglificio Miles (Vicenza), filatura e tricot
  6. Kiki van Eijk (Olanda) e Marino Menegazzo di Mario Berta Battiloro (Venezia), marmo e foglia d’oro
  7. Inma Bermudez (Spagna) e Giovanni Battista Fadigati di Este Ceramiche e Porcellane (Este), porcellana
  8. Nathalie Du Pasquier (Francia) ed Emanuele Bevilacqua della Tessitura Luigi Bevilacqua (Venezia), broccato
  9. India Mahdavi (Francia) e Lucia Costantini (Burano), merletto
  10. Pepa Reverter (Spagna) e Mario Bertolin delle Ceramiche Artistiche 3B (Nove), ceramica
  11. Philippe Tabet (Francia) e Sergio Boldrin della Bottega dei Mascareri, maschere veneziane
  12. Serena Confalonieri (Italia) e la Scuola del Vetro Abate Zanetti (Murano), mosaico in vetro
  13. Studio Swine (Regno Unito) e Giampaolo Babetto (Arquà Petrarca), argento

L’esperienza di Doppia Firma testimonia come l’arte contemporanea trovi la sua naturale deriva nella sostenibilità, vale a dire in una creatività che nell’era digitale si esprime superando le categorie classiche (e anzi operando un bridging tra le medesime) e che nella valorialità trova la migliore dimensione artistica in ossequio alla sintesi aristotelica di « bello è uguale buono ».

About Author

Scrittore, economista e critico dell’arte sostenibile, titolare di prestigiosi incarichi accademici presso università e accademie di belle arti italiane ed estere, opinionista televisivo (RAI UNO, RAINEWS), definito da principali testate giornalistiche nazionali (tra cui Il Sole 24 Ore, La Repubblica) tra i più noti manager ed economisti culturali italiani. Esperto del terzo settore, welfare e CSR (Corporate Social Reporting), chairman di grandi eventi su tematiche artistiche e culturali, curatore nel 2016 del film “Giants in Milan – Arte Sostenibile” prodotto da Ethicando Association in collaborazione con il Comune di Milano. Tra i suoi libri più di successo va menzionato senz’altro “Management Etico. Principi e Fondamenti”, edito da Giuffré Editore, II Edizione, 2014.

Comments are closed.