Mente o intuizione? Il dilemma dell’uomo moderno

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L’uomo di scienza, lo studioso della realtà della vita e l’artista presentano una spiccata attitudine:

la curiosità che diventa gusto della conoscenza e dell’arte, avanzata del sapere.

L’animale, come essere di un regno di natura inferiore a quello umano, manifesta nei suoi esponenti di più alto sviluppo evolutivo (mammiferi) una medesima attitudine (la curiosità), per mezzo della quale impara a dominare l’ambiente circostante ed a vincere le avversità della propria condizione esistenziale.

Ma tra le due entità viventi resta una differenza sostanziale:

    • L’animale mammifero usa la curiosità per assicurarsi la sopravvivenza in un ambiente ostile, sviluppando capacità quali la memoria, il discernimento dei fattori caratterizzanti il “campo di battaglia” della propria esistenza; qualità che nel vissuto quotidiano assumono la natura della “furbizia”;

 

  • L’uomo, al contrario, solo in una prima fase dello sviluppo si mostra incline all’“astuzia”, ovvero a quella dose di furbizia necessaria per prevaricare i propri simili; mentre nel procedere del percorso evolutivo inizia a manifestare l’intelligenza astratta, quell’attitudine mentale che gli consente di comprendere razionalmente l’ambiente e di relazionarsi socialmente in modo benevolo e non sempre nocivo per gli altri.

 

Dunque, il processo mentale è comune all’uomo come all’animale, con la differenza che nel primo caso l’intelligenza astratta consente l’elaborazione di modelli teorici di analisi e comprensione della realtà vissuta in ogni aspetto.

L’uomo si erge in tal modo come “ re del creato”, arrivando ad incidere sui meccanismi dei processi naturali e ponendo le condizioni per il dominio presso che assoluto dell’ambiente planetario.

Purtroppo, di sovente tale dominio assume il carattere distruttivo di se stesso e dell’ambiente.

Certo è che nel corso dell’evoluzione “psichica” della creatura umana taluni individui manifestano una preponderanza della mente rispetto alle altre qualità, quali il sentimento e l’emozione così come la voluttà ed il piacere per le cose sensibili (sensualità).

E’ l’esempio dell’intellettuale, centrato com’è nelle proprie attività di pensiero ma anche del professionista e dell’imprenditore, seppur per gradi inferiori.

Il fatto è che nei primi stadi della prevalenza della mente l’uomo assume un atteggiamento  egocentrico (si veda su The Global Review, Aronne D.), ovvero centrato su stesso e sulle conclusioni delle proprie analisi, con una modesta capacità di autocritica e di apertura ad altri contesti di pensiero che, per loro natura, si sviluppano su percorsi diversi dai propri.

In questa fase dello sviluppo prevale la “razionalità del concreto”, che pretende di ricondurre i fenomeni osservati a modello teorico d’interpretazione della realtà solo se “riproducibili” in laboratorio o comunque osservabili in natura. E’ la vittoria del “metodo galileiano”.

Manca in tale approccio al reale il fattore vincente, che consente il vero progresso nella conoscenza: l’intuizione.

Nel senso che, una volta “percepita” nella parte più alta della propria mente l’”idea”, appare necessario un’analisi della stessa attraverso la mente raziocinante, per far sì che il pensiero si mostri capace della costruzione di un modello realmente rappresentativo della realtà, che con il solo uso della mente concreta non si sarebbe reso possibile.

Gli artisti ed i filosofi (quelli veri) conoscono tale fenomeno e si sottopongono volentieri a tale percorso mentale, a questo misterioso processo “percettivo”, che conduce negli spazi conosciuti del proprio pensiero il concetto nuovo, l’idea rivoluzionaria e che consente di aggiungere un pezzo in più al “puzzle” della realtà osservata e studiata.

In questo fenomeno la mente umana entra in contatto con “spazi invisibili”, che Platone chiamava “… il mondo delle idee …” ed un altro saggio dell’antichità “… la nuvola delle cose possibili …” (Patanjali).

Resta il fatto che uomini dello stampo di Beethoven e Mozart erano in contatto permanente con tale “area” del pensiero, ma certamente così altri filosofi e scienziati di ogni tempo, per non trascurare di ricordare i grandi Maestri dell’umanità come il Budda ed il Cristo.

L’intellettuale moderno dovrebbe assumere contezza del fenomeno descritto, soprattutto quegli individui che già vivono l’esperienza della percezione ma che rifiutano l’ipotesi di costruire la ricerca su di una semplice “intuizione”.

Molti fenomeni naturali, di origine planetaria e cosmica, non possono essere compresi (spiegati) con il solo uso della mente concreta e raziocinante, che pretende di riportare ogni cosa al mondo fenomenico circostante, dimenticando che il creato e le sue Leggi non possono essere percepiti e compresi solo mediante l’analisi del visibile.

La scienza conosce i limiti dei sensi umani, essendo riuscita a comprendere che ogni percezione sensoriale è la manifestazione di un’energia vibrante all’interno di una certa “banda vibrazionale”, escludendosi in tal modo dal sentire umano una grande quantità di forze e di flussi. Per questo stesso motivo molte delle principali Leggi di natura non possono essere comprese con il solo ricorso alla mente razionale, fondata sull’esperienza sensibile.

Come afferma la saggezza antica, in tali casi “… la mente uccide il reale …”.

Saper raccogliere in se stessi il momento “percettivo”, la “caduta dell’idea possibile”, non postula l’annullamento della mente concreta, senza la quale non si riuscirebbe a ricondurre l’intuizione a modello teorico rappresentativo della realtà.

Il pensiero astratto necessita della fase razionale per poter essere ricondotto nella realtà del vissuto quotidiano, consentendo all’umanità di migliorare le proprie condizioni esistenziali per mezzo del progresso della conoscenza.

Per ciò gli uomini di pensiero devono imparare ad ascoltare la “percezione” delle idee in se stessi , sviluppare sensibilità al sottilissimo “alito” della mente dalla quale per i più progrediti discendono “verità possibili”, da ricondurre ad ordine comprensibile secondo le regole del pensiero concreto, per aiutare l’umanità a divincolarsi dalla morsa d’ignoranza nella quale è caduta prigioniera e dalla quale cerca di liberarsi, troppo spesso inutilmente.

Qualche antico Maestro dell’umanità ebbe modo di affermare “ …. Esiste un solo male …. l’ignoranza …. ed un solo bene … la conoscenza …” (Socrate), ed ancora “ …. La verità vi renderà liberi …” (Il Cristo).

Il fatto è che la prerogativa del vero pensiero astratto non è alla portata di ogni uomo, seppur rappresenti il vero tratto distintivo rispetto agli animali.

In verità l’intuizione, figlia del pensiero astratto, si manifesta in una fase dello sviluppo alquanto avanzato e rispetto al quale la maggior parte dell’attuale umanità è ancora lontana.

Non per questo il progresso della conoscenza si è mai arrestato, poiché sono sempre esistiti uomini già ampiamente progrediti sul sentiero dell’evoluzione cosmica, o perché “primi della classe” o in quanto “anime vecchie” e sul cammino dello sviluppo da tempo immemore, i quali offrono le loro esistenze in un mirabile atto di sacrificio affinché alcune delle “ … cose possibili …” giungano a concretizzarsi nel mondo, per mezzo dell’attività mentale di quelli maggiormente sviluppati, in guisa da condurre le condizioni esistenziali degli umani verso traguardi di miglioramento sensibile e maggiormente lontane dalla vita animale.

Questi Maestri sono nella norma derisi dai più e perseguitati dagli uomini di potere; ciò non ostante hanno da sempre contribuito in modo superbo ad accelerare il cammino dell’evoluzione umana, fondata prima di ogni cosa sullo sviluppo della conoscenza e sulla percezione della Realtà.

Recita il Salmo 2 : “ … i potenti hanno fatto alleanza contro (Dio) ed il suo consacrato …”; ed ancora, il Salmo 21 : “ … Benché del male abbiano tramato e ordito trame contro di te, non prevarranno.”

Ad essi dobbiamo ciò che siamo oggi.

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

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