Le Forze che si oppongono ad un’armonica esistenza della società umana

0

Osservando la società moderna con un minimo distacco interiore si resta sorpresi dal disordine e dall’irragionevolezza dilagante in ogni contesto.

Si, irragionevolezza, poiché di cosa si tratta se non assenza di una sana attitudine mentale nel dirigere le azioni degli individui?

E’ così nei rapporti familiari, unità di base del sociale, afflitta da ogni sorta di “male” che trae essenzialmente la propria origine nell’incapacità di comprendere l’altro, le prerogative del tutto personali ed uniche, le aspirazioni e sensibilità, gli scopi di vita che necessariamente divergono da quelli di altri individui, in ragione di contesti “interiori” totalmente dissimili ed espressi in caratteri e personalità in nulla equivalenti.

I genitori vengono di sovente meno alle proprie naturali responsabilità, riconducibili al dovere di educare e sostenere la prole nello sviluppo dei propri potenziali talenti e nella felice riuscita di un “piano di vita”, unico e personale. Il tentativo, quasi mai riuscito, è quello di traslare sui figli le proprie aspirazioni deluse, dimenticando che la loro vita non è nel possesso di altri bensì dell’Entità manifesta in quell’individuo.

Un filosofo, artista e letterato del secolo scorso affermava che “… i vostri figli … vengono attraverso voi ma non da voi … non vi appartengono … potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime … (che) albergano nella casa di domani, che voi non potete visitare neppure in sogno.” (Gibran Khalil, Il Profeta).

Dopo le “delusioni” che i giovani nella norma subiscono già nell’ambiente domestico, è la volta di affrontare l’esperienza scolastica; e qui la condizione esistenziale si fa ancora più difficile, poiché nei moderni sistemi scolastici ed educativi mancano i presupposti di base per una sana ed equilibrata formazione del giovane, totalmente sbilanciata verso l’apprendimento mnemonico di “pseudo conoscenza”, il più delle volte frutto della propaganda del regime del momento e del contesto politico- culturale di riferimento, e per altro aspetto della sostanziale impreparazione ed incapacità pedagogiche spesso riscontrabili nei “maestri”.

Nulla è detto ed insegnato circa la necessità di sapersi relazionare con tolleranza verso gli altri, o di concepire il bene comune come il proprio, così come dell’indifferibile rispetto delle altrui prerogative come il fondamento della propria stessa esistenza e fonte di reale successo personale.

Il risultato è quello del prevalere di atteggiamenti prevaricanti verso il prossimo ogni volta che si presenta l’occasione “propizia”.

Il resto è una naturale conseguenza delle lacune educative presenti nell’ambito familiare e nella scuola.

Certamente non è nella società dei consumi che il giovane può concepire un’equilibrata soluzione ai propri problemi esistenziali, se non di sovente per mezzo del meccanismo dell’“illusione” (maya), nel quale ricorre dimenticando le sue reali esigenze che muovono principalmente da una dimensione interiore della esistenza.

Dunque, il “rimedio” all’insoddisfazione latente è quella di una vera attività di “riflessione” ed analisi introspettiva, quindi la capacità di avvalersi del diritto all’uso di una prerogativa specialmente umana : il pensiero astratto.

Oggi si ritiene di essere individui “intelligenti”, ma la verità è che la mente è nella norma esclusivamente orientata alla soddisfazione dei bisogni materiali dell’esistenza, spesso nemmeno correttamente definiti poiché gli individui sono lanciati in una rincorsa ossessiva del “possesso” a fini di consumo, che non ha alcuna reale attinenza con atteggiamenti di razionalità economica e con le reali esigenze della nostra identità (si veda Galbraith J.K.).

“ … La vostra anima è sovente un campo di battaglia sul quale ragione e giudizio si scontrano con le passioni e gli appetiti”, ed ancora “ …(è necessario) far da paciere nella vostra anima, e tramutare la discordia e la rivalità dei vostri elementi in una sola armonia.” (Gibran Khalil, Il Profeta).

Ragione e giudizio, due parole sostanzialmente incomprensibili ai più.

Cosa intendere per “ragione” e quale “giudizio”?

La ragione “hegeliana”, quella che impone al pensiero il distacco dall’immanente, dal contingente, dall’attrazione verso il piacere, dalla semplice materialità; l’atteggiamento prevalente è invece il frutto di un oblio della mente astratta e dell’illusione di essere ”corpo” senza alcun attributo di “trascendenza”, di immateriale (metafisico), sino al concepire in un atto supremo di follia la capacità di pensiero come il risultato di un semplice processo di “reazione chimica”.

A tanto arriva l’inconsapevolezza umana!!

Cosa fare in tale situazione degenerata ed innaturale?

Bisogna iniziare dall’adeguata educazione dei giovani, nelle famiglie e nelle scuole, per proseguire con una riorganizzazione dell’assetto della società moderna, escludendo dal vivere collettivo quelle attività umane che sono degenerazione della realtà rispetto all’ordine naturale delle cose.

  • L’uso indiscriminato di alcol e tabacco, così come di droghe di ogni tipo ;
  • Il ricorso sovente ed il più delle volte ingiustificato ai  farmaci sintetici;
  • La pubblicità fuorviante ed ingannevole;
  • L’esaltazione dell’individualismo in ogni suo aspetto;
  • Il vaticinio della “competitività” che si oppone brutalmente alla solidarietà, vera prerogativa dell’uomo rispetto all’animale selvaggio;
  • L’oppressione del diverso ed il rifiuto di un’autonoma capacità di giudizio rispetto al conformismo dilagante (si veda Fusaro D.); l’ampliamento delle aree di “non responsabilità” nelle relazioni sociali;
  • Il “relativismo” dilagante.

A tutto questo si può e si deve porre rimedio attraverso l’azione e l’autorità illuminata di uno Stato

  • realmente “etico”
  • che ama i propri cittadini e che
  • opera secondo il ruolo del buon “pater familias”, per correggere ed indirizzare diversamente gli eccessi dei propri cittadini e le loro attitudini chiaramente in contrasto con il bene collettivo, e quindi con il proprio, e con le regole della buona convivenza sociale.

Ma lo Stato moderno non ha come obiettivo il benessere dei popoli, bensì solo quello della classe dominante. E nel perseguire gli interessi dei pochi si fa scempio delle società moderne.

Dunque, la naturale “imperfezione” dell’uomo, anziché essere corretta da un sistema pubblico e quindi privato correttamente orientato, è esaltata per l’interesse dei dominatori che dal disordine nella vita delle masse trova il beneficio di una più agevole dominazione.

Ed allora ecco la classe politica corrotta ed asservita o quella tecnocrate e burocratica  sempre più parassita ed in antitesi con gli interessi delle Nazioni.

A questo perverso stato delle cose, circa il vissuto pubblico e privato degli individui, si aggiunge l’oppressione economica fondata su di un diffuso e cronico tasso di disoccupazione e di politiche di bassi salari, con spaventose sperequazioni nella distribuzione della ricchezza (si veda Piketty T.), senza che lo Stato-nazione minimamente si occupi dei problemi connessi all’equa distribuzione delle risorse prodotte.

La dottrina economica e sociale prevalente è anch’essa schiava dei dominatori, diffondendo false dottrine quali

  • quella del “liberismo”, che esclude ogni intervento dello Stato nelle vicende economiche del Paese, o
  • quella del cosiddetto “darwinismo sociale”, secondo il quale nella società umana vige la legge della competizione che rende vincitori i meritevoli ed i migliori.

Bugia!! Poiché a ben vedere i vincitori sono

  • quelli più violenti ed avvezzi al non rispetto del diritto naturale, o
  • gli avvantaggiati per buona sorte.

In verità, la situazione dei popoli è guidata da non pochi millenni da una Forza planetaria che ama l’esercizio del potere sulla materia ed il mondano, commettendo a questo fine ogni azione contraria al ripristino dell’equilibrio e dell’armonia in ogni contesto sociale, nel pubblico e nel privato della vita degli uomini.

Tali azioni si propongono due principali scopi.

  • L’oppressione della verità e la diffusione della menzogna;
  • L’iniqua distribuzione della ricchezza a fini di povertà delle masse.

Il fine ultimo di tali obiettivi, per così dire intermedi, è quello di trattenere l’uomo nella “buia caverna del peccato”, secondo un’affermazione contenuta in ogni principale religione monoteista; vale a dire, porre l’umanità in condizione di assenza di “luce”, sapendo che quest’ultima può derivare solo dall’uso della mente astratta, dallo studio e dalla riflessione.

Ma i popoli sono oppressi da millenni in condizioni di vita economica al di sotto del livello di una dignitosa  sussistenza, dalla qual cosa deriva una continua tensione quotidiana per “sbarcare il lunario” e per assicurare una quantità di cibo ed altri generi di prima necessità, per se stessi e la propria parole.

E’ chiaro che in simili condizioni, assai diffuse in ogni contesto planetario, l’uomo non ha alcuna possibilità di “riflessione”, studio, meditazione e comprensione del trascendente, poiché non vi sono le energie disponibili per attivare la mente astratta.

Dunque, egli è irrimediabilmente prigioniero del contingente.

La situazione di oppressione ed assenza di qualsiasi reale libertà viene accentuata dal sistematico occultamento della verità, che tarpa le ali della conoscenza e del pensiero orientato ad una reale comprensione del vissuto quotidiano (qualcuno affermò “ … la verità vi renderà liberi …”).

La disinformazione e la diffusione della menzogna, dunque, sono due ingredienti velenosi e contrari alle aspirazioni di libertà dei popoli poiché,

  • per un verso, manca una corretta diffusione di dati, notizie ed informazioni veritiere che rappresentano la base per la formazione di un giudizio aderente alla realtà;
  • per altro, l’occultamento della verità fuorvia la ricerca del vero e di un corretto orientamento spirituale ed interiore.

La conseguenza è la prevalenza del tanto osannato “relativismo”, secondo il quale tutto si rende possibile purché nell’interesse dei potenti ed in qualche caso dei singoli. Vero veleno per l’esistenza umana.

Tale condizione dell’attuale umanità si oppone quindi con forza ed efficacia al prevalere della “ragione” e del “giudizio”.

Vi e una speranza di riscatto?

Noi crediamo di si.

In ogni nazione, razza ed etnia vi sono numerosi uomini che hanno colto tali verità riferite al sistema di potere; essi evitano di nutrire il proprio pensiero per mezzo dei canali d’informazione ufficiale, attingendo a fonti più autentiche oggi già ampiamente disponibili in ogni libreria e sui circuiti web.

E’ necessario apprendere a “pensare diversamente” (Fusaro D.), analizzare lo scenario che si pone davanti a noi in modo differente da come la mentalità convenzionale vuole imporci e rappresentare.

In tal modo, alimentando di “luce” la nostra mente, possiamo cogliere i contorni della verità sottaciuta e formare nelle strutture del pensiero giudizi correttamente orientati.

Quindi, l’aspetto essenziale per affrontare l’attuale situazione di oppressione è lo sviluppo di un’attitudine mentale che travalichi il contingente, alla ricerca di modelli interpretativi diversi da quelli forniti dalla propaganda di regime.

Questa è la premessa essenziale per arrivare a discernere secondo la “ragione hegeliana” ed il “ giudizio” di matrice “gibraniana” (Gibran Khalil).

About Author

Ha conseguito il dottorato di ricerca alla Harvard University, in filosofia della letteratura e dell’arte. Professor di filosofia morale all’università di Nuova Delhi, studia e ricerca sulle tematiche più attuali della letteratura e dell’arte moderna, evidenziandone i contenuti ed i nessi con la vita interiore ed esterna dell’umanità dell’oggi.

Comments are closed.