Il Lockdown, un’opportunità di rinascita interiore dell’uomo

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La pandemia da Coronavirus ha causato un accentuato disordine nel normale andamento della vita sociale ed economica dei popoli e delle Nazioni.

Certamente l’aspetto piu’ drammatico del fenomeno é connesso al contatto ravvicinato con l’esperienza del default fisico sino alla “morte”: gli individui vivono nell’inconsapevolezza dell’ineluttabile destino e  trovarsi  di fronte alla fragilità della propria esistenza e di quella altrui “precipita” la coscienza in un “antro buio” di desolante sconforto e solitudine, fatto di paura ed angoscia.

Il nemico è invisibile ed appare invincibile, almeno in una fase iniziale.

E’ davvero bizzarra la struttura di coscienza dell’uomo medio, per non definirla di tipo infantile; egli sa sin dalla nascita di dover affrontare una serie di difficoltà e pericoli non che di  ostacoli che si frappongono sul camino dei “propri desideri”, illudendosi di “essere al sicuro” quando pone i piedi al di sotto di un tetto e quando è nella condizione di poter soddisfare le proprie brame di possessi mondani e di lussuria.

La vita è concepita nel suo solo aspetto “materiale”, esteriore, fisico e corporeo, dimenticando che il pensiero e la capacità di raziocinio non sono il risultato di un “processo chimico” che si realizza nel cervello umano, come una parte ignorante della scienza ufficiale vorrebbe far credere, bensi’ il frutto dell’espressione dell’ “Io interiore”  che alcuni studiosi chiamano subcosciente o inconscio.

I Saggi di ogni tempo hanno sempre affermato che “… il pane è il nutrimento del Corpo … mentre la meditazione (il processo di riflessione interiore su concetti “astratti”) è il sostentamento dell’Anima”.

Un uomo di saggezza interiore dal mondo intero conosciuto, il Papa Giovanni Paolo Secondo, affermava che l’uomo è fatto di sostanza fisica e di spirito e che dunque per una sana ed equilibrata esistenza gli individui devono saper aver cura  dei due aspetti della propria esistenza.

Per altro, uno dei Maestri piu’ recenti dell’umanità e conosciuto specialmente tra i cosiddetti popoli occidentali affermava “… preoccupatevi di costruire una dimora in Cielo … e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”(Il Cristo, Vangeli).

Ma l’uomo vive nell’oblio di se stesso proiettato com’è a vivere la propria esistenza nella dimensione “animale” e della “bestia”, una condizione a dire il vero già superata sul cammino evolutivo da eoni di tempo.

Egli si attarda a soddisfare le brame materiali e dunque è accecato dalla rincorsa del benessere economico e di ogni sorta di piacere, realizzata sin’anche con il delitto ed il crimine al fine di prevalere sugli altri e possedere una maggiore quantità di beni. Ed allora il suo “spazio vitale” è assai angusto, ristretto, soffocante, giacché la tensione mentale ed emotiva è proiettata interamente sull’esterno: il lavoro per possedere; il contatto sociale per soddisfare le proprie vanità o il proprio desiderio di “apparire” e di prevalere sugli altri; l’ambiente sociale per “consumare” e soddisfare l’ambizione di sfoggiare i propri possessi; il sentirsi “migliore” poiché ricco.

In tali scenari psico-emotivi, del tutto prevalenti nelle società moderne, il “lockdown” è vissuto come un dramma, poiché la “cancellazione” imposta dell’esistenza esteriore, esterna, vanitosa, fatta di apparenze, di superficiali contatti sociali principalmente finalizzati alla soddisfazione del proprio “ego”, spegne la “vita”: è come restare senza respiro, quasi morire. L’uomo costretto a misurarsi con se stesso scopre l’inconsistenza dell’ “essere” ed il vuoto interiore che con il tempo assume la dimensione di un baratro.

Il contatto con questa dimensione dell’esistenza puo’ diventare un’esperienza angosciante per quegli individui che non si sono mai soffermati a riflettere su stessi e sulla propria direzione di marcia, sui reali obiettivi dell’esistenza, sulle vere esigenze del proprio “essere”e su ogni altro aspetto della “realtà”, della quale sono sostanzialmente inconsapevoli.

In verità, l’uomo si differenzia dall’animale poiché è dotato di mente raziocinante che gli consente la “libera scelta”, è il “pensatore” (men), ed il Progetto Divino gli consente di “collaborare” nella realizzazione del Piano.

Per  raggiungere tale ambito risultato deve ergersi sulla propria naturale dignità fondata sul pensiero astratto e sulla potenziale capacità di comprendere le principali Leggi del Creato, che lo pongono nella condizione del “re” (Salmi).

Certamente la sua originaria “regalità”, intesa come promessa “eredità”, non gli concede la licenza di commettere ogni sorta di crimine e di delitto per soddisfare le proprie brame di possessi e di lussuria, né di devastare l’ambiente planetario e di usare crudeltà nei confronti delle creature animali.

Il Creatore presto o tardi presenterà il “conto”: “… ad ognuno il proprio salario …”(il Cristo, Vangeli).

Ma trascurando questi indesiderabili aspetti della natura umana, vogliamo in questa sede porre l’attenzione sulla necessità non piu’ rinviabile di destare la maggioranza degli uomini alla dimensione interiore dell’esistenza: bisogna tornare ad essere consapevoli del potenziale presente nelle capacità del pensiero astratto che non necessariamente postula la riflessione su tematiche filosofiche complesse, o su astruse formule matematiche, o su inspiegabili fenomeni astronomici, ed altro ancora.

No, non questo. Noi crediamo fermamente che la sola concentrazione della mente sul nostro “comune sentire” interiore possa produrre importanti risultati circa la nascita di una nuova consapevolezza sulle reali esigenze della propria vita; soffermarsi a pensare sulle nostre piu’ nascoste emozioni, sui pensieri “repressi” sul nascere poiché non “conformi” alle dinamiche consuete dell’esistenza o all’opinione prevalente; si potrebbe riscoprire una dimensione “nascosta” di se stessi, trascurata, disattesa, e che invece assume

un’ importanza centrale nel conferire “equilibrio” alle dinamiche esistenziali.

Ed ecco allora che il “lockdown” tanto odiato ed additato come il peggior nemico di ogni tempo, posto li’ per ostacolare il libero fluire dei nostri “apparenti” desideri e per “isolarci” dal contesto sociale di riferimento, diventa lentamente un insolito amico, poiché ci dona il tempo ( mai avuto) e l’opportunità di riflettere e rimettere in discussione noi stessi, nel proprio approccio alla vita ed alle relazioni con gli altri individui.

E’ un’occasione preziosa per rivalutarsi, per risvegliare antiche e sopite emozioni e pensieri, un gusto nuovo della vita, un rapporto rinnovato con il partner, con i figli, con gli amici e con l’intero contesto sociale; l’opportunità di  riorganizzare la propria “scala dei valori”, scoprendo che infine non è cosi’ importante la cena in ristorante, o l’acquisto di una nuova vettura, o il rinnovo del guardaroba non “piu’ di moda”, o la frequentazione clandestina con amanti occasionali, o il “pour parler” per mostrare in pubblico le proprie vanità e presunte superiorità.

Assume allora importanza

  • la lettura di un libro, scelto in ragione delle proprie attitudini;
  • un sincero colloquio ed un leale confronto con il partner;
  • una discussione con la prole in età adolescenziale, nella norma in posizione di distanza generazionale quasi incolmabile e per questo assai alienante per l’equilibrio psico- emotivo;
  • un’attenzione nuova e speciale per i figli in età infantile, sempre assetati di ricevere un contatto amorevole e rassicurante con i genitori.

In verità è la possibilità di porre le premesse per la nascita di una nuova società fondata su valori veri e piu’ autentici, non dipendente dalle campagne pubblicitarie e dalle “mode” del momento imposte da una fuorviante campagna di disinformazione; un contesto sociale autonomo nella capacità di giudizio e di elaborazione della pubblica opinione, non facilmente plasmabile dalla propaganda di regime; uomini che si sono elevati sulle stampelle della propria “dignità” fondata sul pensiero critico ed autonomo.

L’autore è convinto che tale prospettiva non sia gradita al Potere dominante, il quale dunque continuerà nelle proprie confuse e fuorvianti attività d’informazione, rappresentando come vero- sacro ed inviolabile “tutto ed il contrario di tutto”, al solo scopo d’indurre confusione e di profittare del grave momento caratterizzante la vita collettiva e conseguente alla diffusione del morbo per rafforzare il proprio Dominio e, se possibile, di cogliere l’occasione per “velocizzare” il processo di “liquefazione” della società, di orwelliana memoria, già da tempo pianificato.

Gli illuminati di turno sono assai impegnati in questa direzione, piu’ che mai; ma il popolo potrebbe ribaltare il pronostico se volesse cogliere l’insolita opportunità concessa dal “lockdown”, per risvegliare la propria consapevolezza interiore, fonte di pensiero critico ed autonomo e di autentica “liberta”: quella delle idee: “ … la verità vi renderà liberi …” (Il Cristo, Vangeli).

Sono necessari coraggio e determinazione, potrebbe essere la nascita di un nuovo inizio!!!

About Author

Dottorato di ricerca al MIT-Massachusset. Sociologo e Professor in diverse Università anglosassoni. Oggi studia e ricerca sulle tematiche dell’Antropologia in Israele.

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